Marche: un bambino su cinque in povertà relativa

È quanto emerge dai dati 2018 dell'Atlante dell'Infanzia a rischio a cura di Save the Children, che analizza l'ultimo decennio pesantemente colpito dalla crisi economica

ANCONA – Nelle Marche un bambino su cinque è in situazione di povertà relativa, la cui incidenza è del 20,6%, percentuale al di sotto della media nazionale che si attesta invece al 22%. È quanto emerge dai dati 2018 dell‘Atlante dell’Infanzia a rischio a cura di Save the Children.

L’indagine, giunta alla X edizione, analizza i dati Istat dal 2008 al 2018, il decennio pesantemente colpito dalla crisi economica. In termini di povertà assoluta i numeri sono ancora più preoccupanti: se nel 2007 in Italia riguardava circa mezzo milione di bambini, oggi sono 1,2. Non solo povertà economica ma anche povertà educativa.

Nelle Marche, negli ultimi dieci anni, si sono registrate sempre meno nascite: la percentuale dei nuovi nati è scesa del 29,8% rispetto al 2008 e nel 2018, il 10,8% di bimbi e adolescenti era di cittadinanza non italiana. Gli accessi agli asili nido registrano la media di 10 anni fa mentre la spesa sociale nell’ultimo decennio è cresciuta di 40 euro raggiungendo i 150 euro pro capite. Eppure nella regione solo il 16% dei bambini ha accesso ai servizi per la prima infanzia. Per quanto riguarda poi la dispersione scolastica, nelle Marche si attesta al 10%, percentuale al di sotto del dato nazionale (14,5%). Altro tasto dolente è la sicurezza nelle scuole: il 40,6% degli edifici scolastici marchigiani è privo del certificato di agibilità, leggermente più basso del 53,9% delle scuole italiane.

Dal 2008 al 2018 la povertà educativa è rimasta pressoché invariata: il 39,3% dei minori non apre un libro durante l’anno (40,4% nel 2008), al contrario i ragazzi sono sempre più iperconnessi. Nel 2008 il 18,5% utilizzava tutti i giorni internet, nel 2018 la quota è arrivata al 54,2%. I “disconnessi culturali”, cioè i minori che non svolgono attività culturali, sono il 67,4%. Infine, il 13,5% dei minori (6-17 anni) non pratica attività sportiva.

«I danni provocati in quest’ultimo decennio dall’inerzia della politica, dai mancati investimenti, dall’incapacità di varare una norma per riconoscere la cittadinanza ai bambini di seconda generazione sono sotto gli occhi di tutti e hanno colpito anche la nostra regione – commenta Flaminia Cordani, referente territoriale di Save the Children nelle Marche -. Ad acuirsi sono le diseguaglianze geografiche, sociali, economiche, tra bambini delle aree centrali e delle periferie, tra italiani e stranieri, tra figli delle scuole bene e delle classi ghetto. Si sono divaricate le possibilità di accesso al futuro».

Alla luce di questi dati, Save the Children rilancia la sua campagna “Illuminiamo il futuro”, attiva da sei anni, e invita i cittadini a firmare la petizione con cui si chiede sia la restituzione di luoghi abbandonati per le attività di bambini e ragazzi, sia scuole sicure. Nelle Marche l’associazione segnala Villa Beer ad Ancona, nel quartiere Grazie. Dichiarata inagibile dopo il terremoto del 2016, è stata abbandonata al degrado.