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Ancona

Marche, l’assessore regionale all’Istruzione scrive agli studenti. E ai docenti: «Diamo qualità a questo momento»

Lettera aperta di Loretta Bravi ai ragazzi e ai loro insegnanti affinchè questi giorni aprano spunti di riflessione sulle relazioni umane e sul corretto uso dei social. E la necessità che gli adulti aiutino in questo le nuove generazioni

Gli assessori regionali Manuela Bora (a sinistra) e Loretta Bravi

ANCONA – L’assessora all’Istruzione delle Marche scrive agli studenti e ai docenti «in questi giorni provanti che ci chiedono di cambiare il nostro modo di essere». Il coronavirus dunque ferma la scuola, ma le parole di Loretta Bravi valorizzano questo momento perchè occasione di relazioni, di amicizia, di aiuto reciproco. E la rete strumento di costruzione e non di isolamento. Agli insegnanti chiede «di dare qualità a questa apparente pausa». Ecco cosa scrive.

Trovare l’utile e il bene

«In giorni così “provanti” vorrei condividere alcune riflessioni. L’emergenza che stiamo vivendo, come è sempre accaduto nella storia, ci richiama e ci chiede di cambiare il nostro modo di essere. L’attuale difficoltà non è – come sostiene qualche irresponsabile banalizzatore dogmatico – una maledizione, una iattura. È un momento difficile che non esclude però la nostra capacità di trovare il bene e l’utile nella condizione che ci è data. La sospensione delle lezioni non sarà allora tempo perso. Nell’istante stesso che comprendiamo la nostra fragilità, diventiamo più veri e completi, perché in noi si accende la ricerca di ciò che ci rafforza: la relazione, l’amicizia, lo studio, la fede, le passioni. L’imprevisto diventa allora la sentinella che ci avverte: prima di ogni questione educativa o economica c’è una questione culturale, di “postura” nel mondo».

Sulla rete e sui social

E prosegue: «Siamo destinatari, trasformatori e non fruitori della realtà, a partire dall’utilizzo della tecnologia. La didattica a distanza, di cui adesso comprendiamo meglio l’utilizzo e il valore, ci inviti ad un rapporto corretto con la rete, con i nostri smartphone. Possono essere strumenti di distrazione, di dispersione, di dimenticanza, di allontanamento dalla realtà, ma possono divenire strumenti di costruzione, al servizio e non ostili all’uomo. Le misure preventive ci chiedono giustamente di ridurre all’essenziale le relazioni? Facciamolo, ma senza piombare in una solitudine depressa o in un’attesa senza oggetto».

Ai docenti

Agli insegnanti dice: «Sui social, sui canali di dialogo con i ragazzi, soprattutto noi insegnanti, accompagniamo la loro riflessione, proponiamo loro ciò che è davvero capace di educarli, diamo una qualità a questa apparente pausa. I silenzi nella musica hanno la stessa importanza delle note. Nella nostra vita è così? Lancio anch’io una provocazione con un verso di Hölderlin: “Lì dove c’è il pericolo cresce anche ciò che salva”. Potrebbe essere valido anche in questa circostanza».

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