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Ancona

Manifatturiero in crescita modesta, export in affanno. Ecco l’economia delle Marche nel 2016

Scarsa attività produttiva e il commercio sull’estero è in difficoltà, dinamica occupazionale peggiore di quella nazionale, ma le aziende continuano a credere in un miglioramento. È la fotografia del Rapporto 2016 sull'industria, presentato oggi ad Ancona al MarketPlaceDAY

ANCONA – Attività produttiva in crescita modesta e attività commerciale sull’estero in affanno, dinamica occupazionale peggiore di quella nazionale, ma le aziende continuano a credere in un miglioramento. È la fotografia del “Rapporto 2016 sull’industria marchigiana”, il tradizionale resoconto sullo stato di salute dell’economia regionale, realizzato dal Centro Studi di Confindustria Marche in collaborazione con Nuova Banca Marche – Gruppo UBI Banca. Un report che è stato presentato questa mattina, venerdì 26 maggio, al Palaindoor di Ancona, nell’ambito del MarketPlaceDAY, dal presidente di Confindustria Marche Bruno Bucciarelli, dall’amministratore delegato di NBM-UBI Alberto Pedroli, da Marco Cucculelli docente dell’Università Politecnica delle Marche, dall’assessora alle Attività Produttive della Regione Marche Manuela Bora e dal presidente Piccola Industria di Confindustria Alberto Baban.

Presentazione Rapporto Industria Marchigiana 2016, Ancona 26 maggio

«Nel 2016 siamo tornati a crescere – ha detto in apertura dei lavori Bruno Bucciarelli – ma il divario con i paesi dell’area Ue si sta accentuando, la ripartenza c’è stata ma è lenta; L’Italia è l’unico paese con il valore di produzione più basso di dieci anni fa, e di questo passo, al ritmo di una crescita dell’1% annuo, non rivedremo i vecchi valori prima del 2023. Il punto non è dove siamo ma dove potremo essere. In europa la crisi è alle spalle, l’italia non può perdere l’occasione. Per le Marche serve un passo in più, occorrono politiche di lungo respiro, la ripartenza degli investimenti pubblici e privati».

Nei primi mesi del 2016 – si legge appunto nel Rapporto – il quadro congiunturale ha mostrato una intonazione complessivamente debole. L’industria manifatturiera marchigiana ha sperimentato un moderato recupero a partire dal secondo trimestre grazie al traino offerto ancora dal mercato domestico ed al miglioramento della dinamica delle vendite sul mercato estero. Nell’ultima parte del 2016 si sono registrati nuovi segnali di difficoltà con attività produttiva e vendite sul mercato interno in leggera flessione e attività commerciale internazionale appena positiva. Secondo i risultati delle Indagini Trimestrali del Centro Studi di Confindustria Marche, nella media del 2016, la produzione industriale è cresciuta dello 0,6% rispetto all’anno precedente, risultato meno brillante di quello rilevato a livello nazionale (+1,2%). A soffrire particolarmente i settori del Sistema Moda con flessioni della produzione del 2,3% per il Tessile Abbigliamento e dell’1,2% per le Calzature. Positivo invece l’andamento del Legno e Mobile (+3,9%), della Meccanica (+2,2%), della Gomma e Plastica (+1,1%) e dell’Alimentare (+0,7%).

MarketPlaceDay-Ancona 2017

In crescita l’attività commerciale dell’industria marchigiana: nella media del 2016 le vendite complessive sono aumentate dello 0,7% in termini reali rispetto al 2015. Alla dinamica favorevole della componente interna della domanda nei primi nove mesi dell’anno si è affiancato un progressivo miglioramento delle vendite sul mercato estero nei mesi centrali dell’anno. In chiusura d’anno tuttavia le variazioni positive hanno lasciato il posto a valori appena positivi per l’estero e negativi sul mercato interno. Nonostante la battuta d’arresto registrata negli ultimi mesi dell’anno, nella media del 2016, le vendite sul mercato interno sono aumentate dell’1,1% rispetto all’anno precedente. Le variazioni positive hanno interessato la maggior parte dei settori produttivi fatta eccezione per tessile abbigliamento e meccanica che hanno registrato flessioni dello 0,8% e dello 0,5% rispettivamente. Superiore alla media l’incremento delle vendite sul mercato domestico del legno e mobile (+4,7%) e delle calzature (+2,5%); in linea con la media regionale la crescita sperimentata dall’alimentare (+1,1%), mentre stabili sono risultate le vendite per gomma e plastica (+0,3%) e minerali non metalliferi (0%). Nel 2016 la domanda internazionale non ha svolto un ruolo di traino particolarmente significativo dell’attività commerciale delle imprese: nella media dell’anno, infatti, le vendite sull’estero sono risultate sostanzialmente stazionarie rispetto all’anno precedente (+0,2%).

Consistente l’incremento registrato da legno e mobile (+4,5%), gomma e plastica (+1,9%) e alimentare (+1,2%); stabili le vendite del settore minerali non metalliferi (0,1%) e della meccanica (-0,4%) mentre in flessione le vendite di tessile-abbigliamento (-2,3%) e calzature (-1,4%). Nel corso del 2016 le esportazioni delle Marche hanno registrato un incremento del 5,6% rispetto al 2015, risultato migliore rispetto sia alla media nazionale (+1,2%) che a quella della ripartizione dell’Italia Centrale (+2,1%). Tale andamento è stato, tuttavia, fortemente influenzato dalla performance del settore farmaceutico (+44%) al netto della quale le esportazioni avrebbero registrato una variazione dello 0,3%.

Nella graduatoria dei primi 20 paesi di destinazione delle esportazioni marchigiane, il Belgio, con il 10,5% del totale, cede il primo posto alla Germania (11,7%); seguono la Francia con l’8,9% e gli Stati Uniti con il 6,3%. A livello provinciale, in aumento sono risultate le esportazioni di Ascoli Piceno (+26,7%), Pesaro Urbino (+3,1%) e Ancona (+1%) a fronte della contrazione osservata nella provincia di Fermo (-4,8%) e della sostanziale stazionarietà di quella di Macerata -0,3%.

La dinamica occupazionale registrata nelle Marche nel 2016 è risultata peggiore di quella nazionale. In diminuzione di circa 5 mila unità gli occupati in complesso (-0,8% rispetto al 2015), a causa della flessione sia della componente femminile (-0,6% pari a -1.500 unità) sia, soprattutto, di quella maschile (-1% pari a -3.500 unità). Tutti i settori registrano un calo dell’occupazione: i servizi -3 mila unità pari a – 0,8%, le costruzioni -1.700 unità pari a -4,9%, l’agricoltura –500 unità pari a -3,4%. Con riferimento alla popolazione in età lavorativa (15-64 anni) il tasso di attività è risultato più elevato sia della media nazionale (64,9%) che di quello delle regioni centrali (69,4%). In aumento di circa 4.500 unità i disoccupati (+6,5%) con il conseguente aumento del tasso di disoccupazione che si attesta al 10,6% (10% nel 2015). Tra le persone in cerca di occupazione nelle Marche, la componente femminile rappresenta circa il 48,6% e il tasso di disoccupazione si attesta all’11,7%, a fronte del 9,8% di quello maschile. Il tasso di disoccupazione giovanile 15-24 anni nelle Marche si attesta al 31% (37,8% in Italia), mostrando una leggera flessione rispetto al 2015 (32%). Nel 2016 le ore di cassa integrazione sono risultate in flessione del 7,5% rispetto all’anno precedente passando da 34,5 milioni del 2015 a 32 milioni del 2016.

In netto recupero, nel 2016, il consuntivo di spesa per investimenti delle imprese marchigiane. Sulla base dell’indagine condotta presso un campione di imprese industriali marchigiane, nel 2016 gli investimenti sono aumentati del 5,2% rispetto al 2015 (0,6% nel 2015). I miglioramenti osservati sul fronte della domanda interna, associati ad una dinamica esportativa intensa in alcuni settori e mercati, hanno favorito la ripresa degli investimenti. Nel complesso, la spesa per investimenti non ha recuperato il forte calo registrato nel 2009 ed è ancora su livelli inferiori di circa il 10% rispetto a quelli registrati nel periodo 2007-08. Le previsioni per il 2017 sono orientate verso un significativo miglioramento della spesa complessiva (10,4%), che dovrebbe beneficiare del miglioramento ulteriore della domanda interna. Secondo i piani aziendali, la spesa per investimenti dovrebbe recuperare ulteriormente in tutte le componenti, tranne l’hardware/software.

Secondo le previsioni degli operatori, il livello dell’attività economica continuerà a recuperare nel corso del 2017, grazie alla ripresa della domanda interna e al contributo ancora favorevole della domanda estera. Restano generalmente migliori le previsioni per le imprese di media e più grande dimensione e, in aggiunta, per quelle più aperte ai mercati esteri. Per molte delle imprese stabilmente presenti sui mercati internazionali, le dinamiche della domanda sono orientate al permanere di condizioni vivaci e al protrarsi di condizioni di contesto favorevoli. Rispetto al 2016, gli imprenditori marchigiani prevedono un incremento della produzione nel 2017 del 2,7%, mentre la crescita reale delle vendite è stimata pari all’1,7% sull’interno e al 3,8% sull’estero.