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Macerata, paralizzato dopo aver preso l’antibiotico: «Aiutatemi, non so più cosa fare»

Il calvario del docente 47enne Fabrizio Gentili. «Nel luglio 2022 l'infezione alle vie urinarie. Poi, l'antibiotico e quei dolori atroci»

Fabrizio Gentili nella foto pubblicata su Facebook

MACERATA – «Faccio un appello a tute le istituzioni e soprattutto ai ministri Schillaci e Locatelli: aiutatemi a guarire». Queste le parole di Fabrizio Gentili, 47 anni, che in un video divulgato su Facebook lancia un appello al Governo, chiamando in causa il ministro della salute, Orazio Schillaci, e quello alla disabilità, Alessandra Locatelli.

«Aiutatemi – grida piano Fabrizio –  Perché da circa un anno e mezzo non vivo più, a causa di un antibiotico che ho preso per un’infezione alle vie urinarie». Un calvario che inizia nel 2022, come documentato dall’Ansa. Raggiunto al telefono da CentroPagina.it, fa sapere: «Domenica ho avuto un forte peggioramento alle braccia e fino a ieri sera dovevano di nuovo imboccarmi. Il problema è che non ci sono mai miglioramenti duraturi. Basta poco e torno indietro».

Fabrizio Gentili, docente di Macerata (fonte Fb)

Fabrizio lo racconta anche in un lungo post sui social che ha deciso di pubblicare dopo anni di atroci dolori. Una vita da insegnante di fisica e matematica al liceo Galilei di Macerata. Poi, l’assunzione di un antibiotico e un’invalidità che lo mette ko. Chiaramente, non si sa ancora se a causare i danni di cui parla Gentili sia stato effettivamente l’antibiotico, ma lui riconduce tutto a quel farmaco.

«Sono iniziati dolori tremendi a tutti i tendini del corpo – spiega – Sono stato imboccato da mia moglie per 9 mesi e anche il gesto di cucinare, di lavarsi o di mangiare è diventato difficile». Nel luglio di due anni fa, nel 2022, accade che Gentili contrae «un’infezione alle vie urinarie. Dopo l’antibiogramma, l’urologo mi prescrive un antibiotico – ricorda – Io lo assumo e gli ultimi giorni di terapia comincio ad avere dolori diffusi al tendine d’Achille e a quelli delle braccia».

«L’antibiotico in questione fa parte della famiglia dei fluorochinoloni, che l’Aifa (Agenzia italiana del farmaco, ndr) attenziona dal 2019, per la probabilità – fa sapere lui – di contrarre effetti collaterali anche gravi. Una probabilità alta, di cui io non ero a conoscenza. In fondo – riflette – se leggi il bugiardino ne trovi di ogni. Così, all’epoca, decido comunque di assumere l’antibiotico, dato che mi fido ciecamente dell’urologo che mi aveva visitato e del mio medico di medicina generale».

Poco dopo, comincerà l’incubo per il prof Gentili, originario di Tolentino: Inizio a girare tutti gli ospedali, perché non riuscivo più nemmeno a sostenere o ad alzare le braccia, avevo le fasce». Ogni momento è causa di sforzo immane.  

Gentili in una foto pubblicata su Facebook

«I pronto soccorso della zona mi dicono che si tratta probabilmente di un effetto collaterale dell’antibiotico, ma nessuno lo certifica. I medici lasciano scritto ˊprobabile effettoˊ, perché non v’è alcun esame che certifichi al 100% tutto ciò. Prima dell’antibiotico – precisa il docente, che ora rischia il posto di lavoro – facevo attività fisica cinque volte a settimana, ero un atleta quasi professionista e oggi non riesco nemmeno a fare una rampa di scale».

Tanti, troppi, i soldi spesi per tentare di guarire. E il terrore che lui, paralizzato da un anno e mezzo, possa perdere il posto di lavoro: «Da un anno e mezzo sono assente da scuola, lo stipendio si riduce, oggi prendo il 50%, fino a giugno. Poi non avrò più neppure lo stipendio e il posto di lavoro verrà mantenuto per un altro anno e mezzo». Cosa succederà dopo?

«Io sono un terremotato – evidenzia l’insegnante – lo Stato mi ha aiutato e anche molto, perché il terremoto era un evento accidentale che non si poteva prevedere. E qui è più o meno la stessa cosa. Io mi sono fidato della scienza e della medicina. Ci sono terapie da provare, ma sono molto costose. Solo quest’anno, ho speso 12mila euro tra terapie convenzionali e non, senza alcuna esenzione».

Fabrizio Gentili nella foto pubblicata su Facebook

Quindi, l’appello al Governo: «Chiedo che lo Stato mi suggerisca una terapia, perché questi non sono danni che ho contratto solo io. Su Facebook, ho trovato circa 5mila persone che hanno subìto danni simili dalla stessa famiglia di antibiotici. E lo Stato deve propormi qualche cura possibilmente gratuitamente, perché io – dice – comincio ad avere difficoltà a curarmi. Le cure non esistono o se esistono sono molto costose».

E pensare che Gentili non ha una diagnosi certa e per questo motivo non può neppure avanzare richiesta per usufruire della 104: «Io oggi sono invalido, ma non posso fare domanda per la legge 104, perché non ho una diagnosi certa in mano. Vivo in un limbo, non sono né carne né pesce. E le istituzioni non possono abbandonarmi come non devono abbandonare tutte le persone danneggiate da farmaci».

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