Ancona, M5S contro il degrado a Sappanico: «Situazione scandalosa, residenti abbandonati»

Dopo un sopralluogo nella frazione del capoluogo anconetano, finiscono nel mirino dei consiglieri comunali pentastellati, gli edifici pericolanti, l'incuria e la mancata cura del verde

Edificio di proprietà comunale a Sappanico
Edificio di proprietà comunale a Sappanico

ANCONA – «A Sappanico la situazione è critica e scandalosa», denunciano i consiglieri comunali del M5S Daniela Diomedi, Gianluca Quacquarini, Lorella Schiavoni e Andrea Vecchietti, dopo un sopralluogo nella frazione.

«La situazione è anche più grave di quella che si può immaginare – raccontano i consiglieri – i cittadini che vivono nella zona rischiano continuamente che possa capitare loro qualcosa: tra la possibilità di altri imminenti crolli degli edifici pericolanti, la difficoltà e la pericolosità nel poter attraversare la strada, i segnali semaforici non rispettati proprio nel punto più stretto della carreggiata, per non parlare della insalubrità legata alla mancata cura del verde, ormai incontrollato, che circonda la zona. Tra le macerie di due edifici collassati vivono famiglie, di cui una ha un componente disabile al 100%. Uno degli edifici collassati è di proprietà comunale in quanto espropriato per la successiva demolizione e trasformazione dell’area in parcheggio per i residenti. Da quando l’Amministrazione è entrata in possesso del rudere nulla ha fatto, nonostante nei mesi passati più volte ne abbia promesso l’imminente demolizione».

Dopo l’ennesima protesta dei cittadini, «il 7 agosto l’assessore Foresi affermò, tramite un comunicato, che la mattina stessa era stata firmata la delibera per la demolizione. Tralasciando la circostanza che nel rispondere all’interrogazione lunedì in Consiglio ha detto, invece, che la delibera in questione era stata fatta il 30 luglio, quindi in altra data, della delibera citata dall’assessore non c’è ancora alcuna traccia agli atti. Oltre a confondersi sulle date, (30 luglio o 7 agosto?) ha raccontato di atti che, ad oggi, non esistono. Gli Uffici, infatti, non hanno predisposto alcuna delibera per la demolizione del manufatto pericolante perché hanno difficoltà a reperire gli atti risalenti nel tempo che riguardano il fabbricato (di proprietà comunale). La delibera quindi non c’è ancora e la relativa demolizione non potrà avvenire nei tempi brevi promessi».

Per quanto riguarda un altro caseggiato crollato e quello a rischio crollo, entrambi di proprietà privata, «l’assessore ha riferito, in aula, che essendo nove i proprietari, è “difficile rintracciarli tutti nel breve“. Nel 2019 sembra strano che non si riesca a risalire alla proprietà di un fabbricato. Tra l’altro nei ruderi c’è un cartello di vendita dell’area con relativo numero di telefono, basterebbe fare una telefonata. Nei dieci anni che sono passati dal primo crollo e i successivi, a parte i nomi dei nove proprietari, a detta dell’Amministrazione sconosciuti ma che, in realtà, si conoscono, sono molto ben conoscibili gli atti: i verbali dei Vigili del Fuoco con prescrizioni per le demolizioni e le ordinanze della Provincia e del Comune di Ancona per la messa in sicurezza dell’intera area. Per quanto tempo ancora devono vivere così i residenti di Sappanico lasciati nel degrado, nell’abbandono e nel rischio continuo?». I consiglieri dicono di aver incontrato «persone provate dalla situazione che sono giunte al limite della sopportazione e che non vogliono più essere prese in giro e chiedono soluzioni nel breve periodo. Abbiamo garantito il nostro interessamento e la nostra presenza sul territorio, come sempre fatto con tutti gli anconetani e in ogni situazione».