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Ancona

Loreto, il giovane regista Lorenzo Scalzo presenta il corto “Shelter”

Un’opera che segna il debutto del giovane artista e che ha già ricevuto riconoscimenti e premi da diversi festival internazionali

Il backstage di "Shelter"
Il backstage di "Shelter"

LORETO – Si intitola “Shelter”, rifugio, il cortometraggio fantascientifico realizzato tra Loreto, Porto Recanati, Osimo e Fermo, diretto da Lorenzo Scalzo, 29enne loretano. Lo scenario immaginato dal giovane regista è post apocalittico e quello che serve è un rifugio. Un’opera che segna il debutto del giovane artista e che ha già ricevuto riconoscimenti e premi da diversi festival internazionali. Abbiamo chiesto a Scalzo da che cosa è partita l’ispirazione per il film.

«Il corto è nato tra il 2019 e 2020 con un breve stand by per il Covid. Tutte le letture legate alla contemporaneità provengono da sovrastrutture. Il nocciolo del corto parte dal viaggio e poi la realtà entra di prepotenza. Essendo il lavoro universale ognuno può e riesce a vederci quello che vuole – dice -. Veniamo da un periodo storico difficile per tutti noi e quindi abbiamo bisogno di nuove certezze, nuovi scenari, nuovi “rifugi” che ci diano speranza anche per il futuro. Sono 15 minuti senza dialoghi, dove a parlare sono solo le immagini. Un uomo ed un bambino, uniti dal caso, intraprendono assieme un viaggio alla ricerca di un misterioso bunker in cui pensano di poter vivere al sicuro dagli orrori di un mondo ormai in rovina. Il cammino abbiamo scelto di rappresentarlo tra le colline di Loreto e dell’osimano, molto suggestive, e anche all’ex conceria di Fermo nel quartiere Molini e lungo le spiagge di Porto Recanati». Come la location, anche il cast è quasi interamente marchigiano. Il ragazzino è Matteo Papini, 11 anni, ed è loretano come il regista.

“Shelter” è un cortometraggio che parla di viaggio e di relazioni. Al centro c’è appunto la creazione del rapporto surrogato padre e figlio, tra un vagabondo abituato a vivere in un mondo ormai in rovina ed un bambino appena divenuto orfano, da sempre al sicuro grazie alla protezione dei propri cari da poco scomparsi. Tra i due si crea un legame di reciproca fiducia che li spingerà entrambi a crescere come persone e a riscoprire la propria umanità, anche dove non sembra più possibile. “Shelter” è un corto di speranza per il domani, seppur tra infinite difficoltà.

I due protagonisti di “Shelter”

La presentazione e i premi

Il cineteatro di Loreto ha aperto le porte sabato 4 giugno alle 21 alla première internazionale del corto, per cui erano presenti il regista, il cast e parte della troupe, una serata di grande successo che lascia presagire bene per il corto. «La presentazione è andata benissimo, spero sia un modo per muovere le coscienze e per far capire che le persone sono interessate ad eventi simili, freschi, giovanili, anche in una realtà come la nostra». “Shelter” è già stato selezionato da diversi festival e ha ricevuto diversi premi, in particolare più di una ventina di candidature e dieci premi in giro per il mondo, italiani quella al festival Capri Hollywood, che connette cinema italiano e americano, e al Monza film festival dove ha vinto nella categoria Best sci fi-fantasy. Il corto, proprio per i festival, sarà pubblicato tra la seconda metà di settembre e ottobre. Direttore della fotografia è Nicolò Carturàn, operatore Denis Bernini, al montaggio Damiano Mikhaiel, musiche di Tecla Zorzi e sound design Davide Sambrotta.

Il regista Lorenzo Scalzo

Chi è il regista

Scalzo nutre fin da piccolo un’enorme passione per il cinema, grazie soprattutto all’influenza paterna, che continua a continuare lungo tutto il suo percorso di crescita, ammaliato soprattutto dalla fantascienza, dall’action e dall’animazione orientale d’autore. Dopo il diploma liceale, intraprende gli studi universitari frequentando il Dams di Bologna, laureandosi nel 2017.

L’anno successivo frequenta i corsi di Regia e Sceneggiatura alla Scuola di cinema e televisione “Griffith” di Roma. Qui forma il nucleo fondante della squadra: un gruppo di una mezza dozzina di giovani creativi con i quali collabora tutt’oggi. Sempre nel 2018 dirige il suo primo cortometraggio di rilevanza internazionale, “Honor”, che ottiene nomination da festival di tutto il mondo, da Las Vegas a Cipro, passando, tra gli altri, per Barcellona e Stoccolma.

Nel 2019 dirige “UV – A reistance story”, il cui successo festivaliero è ancora maggiore, con ben 25 nomination e 3 vittorie come “miglior corto Action” ed una per il miglior montaggio. Poco prima dello scoppio della pandemia di Covid-19, a cavallo tra la fine del 2019 ed i primi mesi del 2020, trovano spazio anche diverse esperienze come aiuto-regista, collaborando prima con il regista Marco Gentili alla realizzazione dei due docufilm “Draconis – La storia del drago di Rimini”, con il quale parteciperà anche alla produzione del documentario (inedito) “L’appenino delle streghe”, e successivamente, nello stesso ruolo, con il regista Alessandro Fiorucci per il cortometraggio “Never again”.