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Ancona

Trasferimento dell’Inrca ad Ancona Sud, Tombolini: «Non deve essere abbassato a livello di ospedale di rete»

Focus anche sull'incompiuta del Tambroni e sul destino della struttura di via della Montagnola che attualmente ospita l'Istituito di Ricerca. Una volta dismesso potrebbe diventare l'ennesimo contenitore vuoto in città

Stefano Tombolini con il sen. Cangini e gli on. Acquaroli e Patassini

ANCONA- «Con il trasferimento l’Inrca deve continuare a fare ricerca e non essere abbassato a livello di ospedale di rete». Stefano Tombolini, il candidato sindaco del centrodestra (Forza Italia, Fratelli D’Italia, Lega e Udc) e delle liste civiche (60100 e Servire Ancona) ha incontrato quest’oggi (13 aprile) il direttore generale dell’Inrca Gianni Genga per capire come sta evolvendo la situazione del nuovo Inrca all’Aspio-  il cui cantiere ha subito diversi stop dalla posa della prima pietra avvenuta nel 2014- e del Tambroni -il pensionato di Posatora costato 8 milioni di euro, inaugurato nel 2005 e dichiarato inagibile nell’aprile 2006 per difetti di costruzione. Ad accompagnare il candidato sindaco, alcuni deputati marchigiani e i consiglieri regionali Sandro Zaffiri (Lega) e Jessica Marcozzi (Fratelli D’Italia). Sono stati consegnati i lavori per il nuovo Inrca che ospiterà anche l’ospedale di rete di Ancona Sud e, salvo ulteriori intoppi, il nuovo polo ospedaliero sarà completato nel 2019.

«Con questo incontro vogliamo sottolineare la centralità dell’Inrca nel nostro progetto. Questa coalizione sta diventando la coalizione che saprà dare risposte a questa città in termini di capoluogo di regione. L’Istituto di Ricerca non va abbassato a livello di ospedale di rete. Deve continuare a mantenere l’aspetto peculiare della ricerca e dell’attenzione agli anziani. La ricerca rappresenta lo sviluppo del nostro territorio. Non vogliamo che rientri un progetto sanitario generalizzato di razionalizzazione della spesa» afferma Tombolini. Tra le questioni affrontate anche il futuro dell’ospedale di via della Montagnola dopo il trasferimento dell’Inrca ad Ancona Sud. «La politica regionale continua a non dare risposte. Ad Ancona abbiamo l’ex Lancisi e avremo l’ex Inrca e l’ex Salesi. Noi lavoreremo affinché l’Inrca possa mantenere il suo profilo geriatrico. Deve rimanere un presidio sanitario, un punto di prima accoglienza sanitaria in città. Ci spaventa perdere l’Inrca come istituto di ricerca e aprire l’ennesimo, enorme contenitore dismesso ad Ancona con perdita economica e di attrattività» dichiara Stefano Tombolni.

Per quanto riguarda invece la grande incompiuta del Tambroni, sarebbero arrivate delle proposte di valorizzazione da parte di operatori economici privati. «La sanità non può essere merce di scambio, i contenitori pagati dalla collettività non possono essere svenduti, le convenzioni sanitarie non possono essere mercificate attorno a sistemi di potere» commenta il candidato sindaco.

Stefano Tombolini con la coalizione di centrodestra

«Siamo venuti per ascoltare e per mettere a fuoco il problema della sanità nelle Marche. Ci sono tutte le luci e le ombre tipiche del sistema pubblico italiano: nuovo ospedale, inchieste penali che si incrociano con l’attività della giustizia amministrativa e che paralizzano tutto. Il Tambroni figura nell’elenco delle opere pubbliche abbandonate del Ministero dello Sviluppo- commenta il sen. di Forza Italia, Andrea Cangini-. L’Inrca è un caso unico nel Paese, dovrebbe essere il fiore all’occhiello di tutto il sistema nazionale. Le Marche hanno il 25% della popolazione residente fatto da ultra 65enni, dato superiore alla media nazionale che è del 21.%. Occorre salvaguardare lo specifico di questo Istituto come polo di ricerca e degenza ed evitare che finisca annacquato nel calderone regionale».

«Questa struttura che si sta realizzando all’uscita di Ancona Sud potrebbe sostituire il bacino di utenza che si rischia di perdere con il ridimensionamento dell’ospedale di Civitanova Marche- sostiene l’on. Francesco Acquaroli, Fratelli D’Italia-. È facile pensare che questa struttura con una vocazione di ricerca e assistenza agli anziani, possa negli anni essere compromessa. Chiediamo un impegno forte della città di Ancona e sulla città di Ancona per salvaguardare questa specificità che è importante oltre le Marche. Questa è una eccellenza che riguarda tutto il Paese, chiediamo rispetto e chiarezza sul sistema sanitario regionale e sulla riforma che è sempre in itinere».

«Ancona merita di essere universalmente riconosciuta a livello qualitativo il capoluogo di regione, non perché gli è stato attribuito un nome. Inrca spostata di cinque, dieci chilometri deve continuare ad essere l’eccellenza marchgiana» afferma l’on. Tullio Patassini, Lega.

Alcuni rappresentanti locali del centrodestra

«L’ingresso del primo utente era previsto per il 30 giugno 2015. Inoltre, la nuova struttura avrà spazi insufficienti. Ad esempio, per la riabilitazione è prevista la metà degli spazi attuali. Tutta la popolazione di Osimo, Castelfidardo e Loreto, con la chiusura degli ospedali confluirà lì- dichiara Daniele Beradinelli, coordinatore provinciale Forza Italia-. Poiché ci sono state diverse aggiudicazioni da parte di diverse aziende, poi annullate dai tribunali, e ogni passaggio prevede un esborso, vorrei sapere se l’Inrca e la Regione Marche hanno chiesto alle aziende l’escussione delle fideiussioni che sono state presentate al momento della partecipazione alla gara».

«La politica della Regione in questi anni è stata di sciogliere l’Inrca nel sistema sanitario nazionale. L’Inrca deve mantenere la sua identità e nel bilancio della sanità italiana deve essere mantenuta una quota a parte per questo Istituto che ha diverse sedi in Italia» conclude Carlo Ciccioli, portavoce regionale Fratelli D’Italia.

Sopralluogo al Tambroni

A seguito della conferenza stampa alla quale hanno partecipato i rappresentanti delle liste civiche e dei partiti di centrodestra, sopralluogo al cantiere del nuovo Inrca e del Tambroni.