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Ancona

Linee guida per la scuola, salta la conferenza Stato-Regioni

Rimandato l'incontro per emanare le regole in vista del rientro in classe a settembre. Intanto docenti, dirigenti scolastici, studenti e genitori sono in piazza per protestare. Ecco i nodi

banchi di scuola
Aula scolastica

ANCONA – Dopo il rinvio a oggi della conferenza Stato-Regioni in programma inizialmente ieri (25 giugno) per discutere delle linee guida per il ritorno in classe a settembre, il mondo della scuola si mobilita con varie iniziative. Alla base del malcontento di varie categorie, dai presidi agli insegnanti, fino ai giovani e ai loro genitori, ci sono la necessità di aumentare il personale in dotazione agli istituti, le responsabilità dei dirigenti scolastici, la didattica mista tra presenza in aula e lezioni a distanza e la questione finanziaria.

Le linee guida che dovevano essere rese note oggi sono comunque vicine, è questione di ore: da più parti si parla di un testo migliorato proprio in queste ultime giornate rispetto alle bozze del “Piano scuola 2020-2021 circolate precedentemente. Tra le voci più importanti c’è quella dell’aumento di personale docente e ata che necessita però di ulteriori risorse rispetto a quelle già finanziate per l’edilizia scolastica. Per tornare in classe a settembre servono anche incontri sull’aspetto molto tecnico dei trasporti scolastici, con enti locali e aziende ancora incerte delle norme e delle risorse future.

Intanto si riempiono le piazze italiane – tra cui piazza Roma qui ad Ancona – soprattutto di studenti e genitori, ma anche di dirigenti scolastici alle prese con il nodo delle responsabilità: nelle loro mani sarebbe lasciata, in base alle bozze dei giorni scorsi, la responsabilità penale circa la riapertura delle scuole e i possibili contagi. Un po’ come la questione degli infortuni sul lavoro con la responsabilità – poi evitate – sugli imprenditori. Già ieri le prime manifestazioni in vista di un rientro tra i banchi che sembra lontano ancora ma che in realtà è dietro l’angolo: mancano meno di tre mesi al ritorno in classe ma tra orari ridotti da 60 a 40 minuti, turnazione agli ingressi e uscite, aspetti prettamente legati alla socializzazione, la soluzione non sembra a portata di mano. Un aiuto potrebbe venire dall’app per la mappatura delle classi annunciata dalla ministra Azzolina, ma ancora la tempistica non è certa. Come il suo funzionamento.