Ancona-Osimo

Liceo Made in Italy e modello 4+2, l’associazione dei presidi sulla riforma tecnico-professionale: «Intento nobile, ricetta lacunosa. C’è poco tempo»

Il governo si appresta ad introdurre due novità nel mondo della scuola: il Liceo del Made in Italy che deve avere l'ok definitivo e il modello 4+2 che partirà in via sperimentale a settembre. Ne abbiamo parlato con l'associazione nazionale dei presidi

(Foto di khamkhor da Pixabay)

ANCONA – Il liceo del Made in Italy è una delle novità introdotte dall’omonimo ddl. Si tratterebbe di un nuovo indirizzo scolastico alla stregua degli altri licei, con tirocini, ma incentrato soprattutto su materie tecniche ed economiche. Andrà ad affiancare i licei Scientifico, Classico, Linguistico, delle Scienze Umane, Musicale e Coreutico e avrà durata quinquennale.

Per ora il disegno di legge che andrà a introdurre questo nuovo indirizzo di studi ha avuto l’ok dalla Camera il 7 dicembre, l’approvazione definitiva avverrà con il disco verde del Senato e le iscrizioni al nuovo liceo potrebbero avvenire già dal prossimo anno: apriranno infatti il 18 gennaio e per quella data dovrebbe arrivare l’approvazione.

Secondo le intenzioni del governo l’obiettivo del Liceo del Made in Italy è quello di formare una classe dirigente che abbia le competenze per sviluppare le eccellenze italiane nel mondo. Il piano didattico secondo una bozza dovrebbe prevedere materie economiche, giuridiche, matematica con informatica, scienze, accanto alle altre più classiche come italiano, storia, geografia, lingue straniere e cultura straniera, storia dell’arte. I tirocini saranno eseguiti, secondo la bozza, nelle imprese a seconda dei settori del Made in Italy.

Ma il governo introdurrà anche un’altra novità, la riforma dell’istruzione tecnica-professionale con il modello “4+2” basato su quattro anni di istituto superiore e due anni di Its Academy. Una prima sperimentazione nazionale dovrebbe partire già da settembre prossimo negli istituti che si candideranno entro il 30 dicembre. Si tratta di una integrazione tra formazione tecnica e professionale secondaria e Its Academy, che coinvolgerà mettendole in rete anche imprese e professioni.  

Riccardo Rossini, presidente regionale Anp

Sul Liceo del Made in Italy l’associazione nazionale dei presidi (Anp), evidenzia che la novità «ha una sua valenza, ma bisognerà vedere, quando prenderà forma, se sarà apprezzata e scelta dai ragazzi» dice Riccardo Rossini, presidente Anp Marche.
L’associazione è più critica sul fronte della riforma dell’istruzione tecnica e professionale, specie per quanto riguarda la tempistica. «La novità ci è stata comunicata appena due giorni fa – spiega – e gli organi collegiali hanno pochissimo tempo per deliberare il percorso formativo». Tra le criticità sollevate dall’Anp Marche c’è anche quella per così dire ‘logistica’: «Sarebbe stato più semplice organizzare un modello formativo di questo tipo se fossero esistiti dei poli tecnologici, con all’interno istituti professionali e tecnini, Its, inoltre – aggiunge – è complesso fare rete anche con imprese e professionisti».

«È necessario dare più tempo alle scuole per partire, settembre è troppo presto – prosegue – inoltre, ci sono dei punti poco chiari, come il valore legale del diploma dopo i 4 anni, non vorremmo che finisse per trasformarsi in un diploma di sei anni. Se l’intento è nobile – conclude – la ricetta però per ora è lacunosa e le scuole devono muoversi un po’ al buio».

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