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Ancona

Lettera a Sindaco e Agenzia del Demanio, Vista Mare: «Importante tutelare il valore simbolico del Faro e l’uso pubblico del Cardeto»

Per tutte le associazioni firmatarie, la concessione potrebbe «pregiudicare l’assetto dell’intero Parco del Cardeto con una sostanziale privatizzazione di un bene storico della città, in contrasto con la sua destinazione pubblica»

Il Faro all'interno del Parco del Cardeto
Il faro all'interno del Parco del Cardeto

ANCONA – Dopo la lettera al Sindaco da parte di Italia Nostra con la proposta di trasformare il Cardeto nel Parco Letterario “Franco Scataglini”, anche Vista Mare e altre associazioni cittadine hanno scritto a Valeria Mancinelli e all’Agenzia del Demanio, affinché riesaminino il protocollo d’intesa sottoscritto per l’utilizzo privato del Faro del Colle dei Cappuccini. La lettera è firmata da Vista Mare, Il Pungitopo, Legambiente, Sessantacento, A2O Altra Ancona Ora, O.R.A., Italia Nostra per il Parco Letterario Scataglini, Noi con Voi per Ancona, Clorofilla Numana, APS Portonovopertutti ed è indirizzata anche a Regione Marche e Segretariato Generale della Macro Regione Adriatico Jonica.

I firmatari chiedono che il protocollo venga rivisto, affinché «venga tutelato il valore simbolico del Faro e conservato l’uso pubblico del Parco in tutte le sue possibili funzioni e destinazioni». «I partecipanti hanno preso atto delle modalità e delle indicazioni del bando – si legge nella lettera – constatando che l’esiguità dell’edificio e della sua pertinenza, nonché la difficile accessibilità, rendono inverosimile e difficilmente realizzabile un’attività ricettiva economicamente sostenibile come auspicato nel testo, peraltro elaborato in sede nazionale e destinato a tipologie di fari e immobili ben diversi per dimensione e collocazione. La genericità e la vaghezza degli intenti previsti suscitano la viva preoccupazione che l’eventuale assegnatario possa non tenere in alcun conto, o in misura minima, l’interesse pubblico che riveste il Faro Antico».

L’interno del Faro Antico

L’Agenzia del Demanio ha infatti emanato un avviso di gara per la valorizzazione e concessione dell’area. Lo strumento utilizzato per la riqualificazione è quello della concessione a privati fino a 50 anni. Come riporta il bando, le eventuali proposte dovranno comprendere «attività compatibili con la sua conservazione integrale e con l’’impianto originario del fabbricato, ma anche attività culturali connesse all’’informazione turistica e alla valorizzazione dell’’area circostante, punti informativi e didattici, strutture espositive e quant’’altro connesso con la fruizione ricreativa, sportiva e culturale del territorio, attrezzature per l’’intrattenimento, quali attività di somministrazione di alimenti e bevande, bar e punti di ristoro, locali per lo spettacolo e sale di ritrovo». Viene inoltre specificato che il Piano particolareggiato Cappuccini-Cardeto indica tra le destinazioni compatibili «un possibile uso ad osservatorio, a servizio delle associazioni naturalistiche, scoutistiche, le quali potrebbero trovare una sede fissa nella casa del custode».

Per le associazioni, però, questo tipo di concessione potrebbe «depotenziare il valore simbolico del monumento, che è identificativo della storia e della vocazione della città di Ancona e del suo porto, quando piuttosto il Faro Antico dovrebbe essere elevato a emblema della Città capoluogo e della sua millenaria vocazione marinara». Inoltre potrebbe «pregiudicare l’assetto dell’intero Parco del Cardeto con una sostanziale privatizzazione di un bene storico della città, in contrasto con la sua destinazione pubblica. È necessaria una visione d’insieme della zona, che l’Amministrazione dovrebbe perseguire nello svolgimento del suo ruolo istituzionale di governo del territorio. Assecondando le proposte del Demanio contenute nel bando e trasfuse nel protocollo d’intesa, senza sentire le rappresentanze della comunità anconetana e senza una precisa idea sul futuro del Parco, si rischia di compromettere la sua funzione unitaria e persino la stessa “valorizzazione” del Faro voluta dalla legge, essendo entrambi, Parco e Faro, soggetti a particolari vincoli e tutele».

Oltre alla riesame del protocollo d’intesa, le associazioni invitano l’Amministrazione a «svolgere, partecipare e favorire un’azione determinata alla raccolta d’interesse di altri enti, associazioni, imprese e possibili sponsor, al fine di procedere ad una valutazione generale dell’area Parco, dalla quale possano nascere progetti culturali, naturalistici, sociali, turistici che garantiscano una visione armonica, fruibile ad uso pubblico e rispettosa della città e della sua storia».