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Ancona

Lenzuoli e tricolore dalle Marche per la giornata nazionale della legalità

Adesione da parte di diversi sindaci, dei rettori delle università marchigiane e del presidente dell'assemblea legislativa. Mastrovincenzo: «Tema importantissimo su cui abbiamo già fatto, negli anni, varie iniziative rivolte soprattutto ai giovani»

I giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino
I giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

ANCONA – Anche dalle finestre delle case marchigiane, dei municipi, delle università e del palazzo della Regione saranno appesi oggi, sabato 23 maggio, lenzuoli bianchi e tricolori. Un gesto simbolico, ma importante, di adesione alle iniziative organizzate per la giornata nazionale della legalità. Per celebrarla è stata scelta una data drammatica per la storia italiana, il 23 maggio, anniversario della strage di Capaci del 1992, quando persero la vita Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

L’Anci Marche aderirà al flash mob proposto per la giornata della legalità. Il presidente regionale dell’associazione dei comuni, Maurizio Mangialardi, ha «invitato i colleghi sindaci a partecipare all’iniziativa e io stesso, come sindaco del Comune di Senigallia, esporrò un lenzuolo bianco alle 17.57 osservando un minuto di silenzio e indossando la fascia tricolore, simbolo dell’unità nazionale e dei valori costituzionali». Il flash mob dei sindaci avverrà infatti nel minuto dell’attentato alla vita del magistrato antimafia. «E’ un momento molto importante per non dimenticare chi ha dato la vita per lo stato e per la legalità come il giudice Falcone e la sua scorta, ma anche Paolo Borsellino il 19 luglio dello stesso anno, uomini giusti la cui memoria va preservata e tramandata ai giovani».

All’appello rivolto a tutti i sindaci d’Italia tramite la lettera del presidente Anci De Caro e diffusa da Mangialardi ai colleghi delle Marche hanno già risposto positivamente diverse autorità, tra cui Matteo Ricci, sindaco di Pesaro, il collega di Macerata Romano Carancini e Rosa Piermattei, primo cittadino di di San Severino Marche. Sempre l’Anci ha accolto la proposta di Maria Falcone, presidente della fondazione intitolata a suo fratello Giovanni, di dedicare questa giornata a tutti coloro che, in questi mesi, si sono prodigati, con abnegazione e grande senso del dovere, nella difficile gestione dell’emergenza sanitaria.

«Anche noi come Consiglio regionale esporremo un drappo bianco accanto alle bandiere sul palazzo della Regione Marche, è una decisione che abbiamo preso in accordo con gli altri presidenti dei consigli regionali. Le istituzioni devono dare l’esempio, io lo farò anche da casa» ha affermato Antonio Mastrovincenzo, presidente dell’assemblea legislativa delle Marche in merito alle iniziative per la Giornata Nazionale della legalità nell’anniversario della strage di Capaci in cui, il 23 maggio 1992, morirono Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. «Si tratta di un tema importantissimo su cui abbiamo già fatto, negli anni, varie iniziative rivolte soprattutto ai giovani delle scuole di ogni ordine e grado. Ma non solo: abbiamo anche approvato, ed ero il primo firmatario, una legge regionale sulla formazione dei giovani nell’ambito della legalità e dell’anticorruzione. Penso che la giornata di domani sia un simbolo ma è importante celebrarla anche in questo periodo perché il rischio di infiltrazioni mafiose c’è sempre e il nostro territorio può essere preso di mira dalle organizzazioni criminali. Come ha già detto Sergio Sottani, procuratore generale presso la Corte di Appello di Ancona, bisogna tenere alta la guardia ed è un appello che mi sento di sottoscrivere in pieno».

Sullo stesso tenore l’intervento del Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani: «Riteniamo che l’educazione alla legalità costituisca il principio fondante dell’intera struttura sociale; attraverso le attività idonee, con la formazione e i progetti, si deve mirare a far progredire culturalmente e eticamente i futuri cittadini, onde favorire l’assunzione di responsabilità di ciascuno rispetto alla tutela dei beni di tutti. Con l’emergenza coronavirus e l’impoverimento del tessuto socio-economico in molte realtà del nostro paese, il pericolo di un rafforzamento pervasivo del sistema criminale è sempre più realistico. Spaccio di stupefacenti, riciclo di denaro, gestione appalti, prestiti usurai e finanza occulta sono alcune delle attività con cui la malavita prospera – continuano gli insegnanti del Cnddu – approfittando anche dell’impiego di molte unità operative delle forze dell’ordine nell’azione necessaria di contenimento della pandemia».

Mentre i sindaci indosseranno le fasce tricolore, durante la giornata della legalità i rettori delle università di Macerata e Urbino saranno impegnati con l’iniziativa lanciata dalla Conferenza dei rettori delle università siciliane. Di concerto con la rappresentanza degli studenti dei quattro atenei siciliani e la Crui, la Conferenza dei rettori delle università italiane, si terrà sabato 23 maggio, alle 10:30, una seduta telematica dell’assemblea degli atenei siciliani. Studenti, docenti universitari e personalità del mondo delle istituzioni interverranno per fare sentire alta e forte la loro voce. «È nostro compito – commenta il rettore dell’Università di Macerata e componente della giunta Crui Francesco Adornato – educare persone in grado di contribuire alla crescita generale delle società in cui vivono, nella consapevolezza che saranno la classe dirigente del futuro, sostenendo, quindi, con fermezza la battaglia contro qualunque attività o organizzazione di stampo mafioso». Alla diretta di sabato interverranno, tra gli altri, il ministro dell’Università e della ricerca Gaetano Manfredi, l’ex presidente del senato Pietro Grasso, il presidente della Crui Ferruccio Resta e Maria Falcone. L’evento potrà essere seguito in diretta streaming a questo link.