Learning by doing, ecco il progetto dei giovani imprenditori con le scuole e l’università

«Per i ragazzi è un’occasione per entrare in contatto con le aziende e vedere la realizzazione pratica del lavoro che hanno svolto e che si collega con il loro percorso scolastico», dice Simona Reschini, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Marche

I relatori dell'incontro sul progetto Learning by doing ad Ancona

ANCONA – Scuola e impresa insieme per esaltare la creatività dei giovani e la produzione di idee innovative per l’industria. Presentato questa mattina, mercoledì 17, nella sede di Confindustria Marche il progetto Learning by Doing, che i Giovani Imprenditori di Confindustria Marche stanno portando avanti ormai da tempo. Dapprima provinciale, poi interprovinciale è andato via via prendendo campo fino a divenire oggi un progetto di rilevanza regionale che vede coinvolti il Sistema Industriale, le scuole di secondo livello e le università delle Marche per mettere a frutto la concreta collaborazione fra impresa e mondo scolastico/universitario.

«Learning by doing è un bell’esempio di responsabilità sociale d’impresa – ha affermato Simona Reschini, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Marche affiancata dal presidente dei Giovani Imprenditori di Ancona Marco Del Moro – che permette agli studenti di conoscere il mondo aziendale, cimentandosi in progetti concreti ed utili sia alle imprese che agli studenti. Ad oggi abbiamo raccolto 50 richieste di progetti da parte delle imprese e adesso è il momento del matching tra le richieste delle imprese e le scuole e le università. Credo che per i ragazzi Learning by doing sia un’occasione unica per entrare in stretto e diretto contatto con le imprese e gli imprenditori e soprattutto di vedere la realizzazione pratica del lavoro che hanno svolto e che si collega con il loro percorso scolastico».

Ha voluto portare il suo contributo alla conferenza stampa il rettore della Politecnica delle Marche Sauro Longhi che ha sottolineato come in un ecosistema fertile come quello marchigiano dove si conta un imprenditore ogni otto abitanti, qualsiasi iniziativa volta a mettere in contatto i giovani con il mondo del lavoro è da considerarsi estremamente importante e ha concluso con un messaggio positivo sulle nuove generazioni. «I giovani sono aperti, inclusivi, estremamente mobili e propensi alla contaminazione: hanno voglia di crescere e di far meglio della generazione precedente», ha detto.

Plauso per il progetto è stato manifestato anche dalla professoressa Elisabetta Torregiani (Delegata del Rettore ai rapporti con le imprese per l’Università di Camerino), la professoressa Mara Del Baldo (referente scientifico del Progetto per l’Ateneo di Urbino) e la professoressa Patrizia Silvestrelli (referente del progetto per l’Ateneo di Macerata). E’ intervenuta anche la dottoressa Carmina Laura Giovanna Pinto dell’Ufficio Scolastico Regionale che ha sottolineato la valenza della «freschezza intellettuale che un giovane porta in un contesto aziendale».