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Ancona

Lavori al cimitero di Gallignano fermi per un cavo da spostare: nuova manifestazione delle frazioni

I residenti aspettano da mesi si poter tumulare i propri cari nei nuovi loculi. Il portavoce Mecarelli: «Competenza della conduttura di AnconAmbiente e non di Enel come dice il Comune. Può essere spostata subito»

La manifestazione di fronte al cimitero di Gallignano

ANCONA- Un cavo da spostare blocca i lavori al cimitero di Gallignano, monta la protesta dei cittadini. Questa mattina (14 novembre) i residenti delle frazioni si sono ritrovati di fronte al camposanto per chiedere all’Amministrazione comunale di intervenire. Dopo lunghi mesi di stop, il 21 ottobre il cantiere per realizzare 30 nuovi posti nel cimitero è finalmente ripartito- durata prevista 100 giorni- ma a distanza di una settimana ha subito una ulteriore battuta d’arresto. La causa, come spiegato dall’assessore ai Lavori Pubblici Paolo Manarini in Consiglio comunale, è una conduttura elettrica dell’Enel trovata durante uno scavo dalla ditta che esegue i lavori. Tutto fermo quindi in attesa che il cavo venga spostato e nel frattempo il termine per liberare il cimitero di Gallignano dal cantiere slitta di uno-due mesi, a febbraio-marzo.

Una situazione inaccettabile per quanti aspettano da mesi di tumulare i propri cari nei nuovi loculi. Come la signora Adria, che attende di poter dare degna sepoltura al marito, in sede provvisoria collocato nel cimitero di Tavernelle. E così, i residenti di Gallignano, Sappanico e Montesicuro hanno deciso ancora una volta di manifestare.

La protesta a Gallignano

«Il Comune dice che il cavo è di competenza dell’Enel e quindi bisogna attendere 90 giorni, ma così non è- spiega Fabio Mecarelli, portavoce dei residenti delle frazioni-. Abbiamo chiamato l’Enel e ci ha riferito che quel cavo è di proprietà di AnconAmbiente in quanto si trova a valle del contatore. Quindi è un lavoro interno al Comune e non necessita di tutta questa attesa. Per spostare quella conduttura elettrica basta mandare un addetto di AnconAmbiente. Vista la delicatezza della situazione, chiediamo all’Amministrazione rispetto. Siamo stanchi di essere presi in giro».