Centro Pagina - cronaca e attualità

Ancona

L’asta va deserta: il Comune di Ancona non riesce a disfarsi delle sue quote dell’Interporto

L'infrastruttura jesina è in perdita da diversi anni per questo l’amministrazione comunale ha provato, senza successo, a disfarsi delle sue azioni che inevitabilmente pesano come un macigno sul bilancio comunale

La palazzina dell'interporto delle Marche a Jesi che sorge alla Coppetella

ANCONA- Nessuna offerta per l’acquisto delle quote azionarie dell’Interporto Marche messe in vendita dal Comune di Ancona. Le quote detenute dal comune dorico sono solo l’1,67% del capitale sociale e sono pari a 193.500 azioni del valore nominale di un euro. Il bilancio dell’Interporto Marche è in perdita da diversi anni per questo l’amministrazione comunale ha provato, senza successo, a disfarsi di quelle quote che inevitabilmente pesano come un macigno sul bilancio comunale. Il prezzo a base di gara era fissato in 224.650 euro ma all’apertura delle buste, lo scorso 8 agosto, non sono pervenute offerte e così l’asta è andata deserta. C’era da aspettarselo considerata la situazione in cui si trova la struttura jesina. Sulle spalle ha un debito di 10 milioni di euro che mette in forse la continuità aziendale, inoltre, sconta una perdita di 1,3 milioni euro. Il capitale sociale sottoscritto e versato dalla società di via Coppetella è di circa 11 milioni e mezzo di euro e il socio di maggioranza è la Svim, società controllata dalla Regione Marche (62,72%).

Le perdite delle partecipate pesano sul bilancio comunale per questo già negli anni passati, l’amministrazione comunale aveva provato a fare la stessa operazione con Aerdorica, mettendo in vendita lo 0,40% delle quote detenute, ma anche in quel caso l’asta non era andata a buon fine.