L’Aquila, a dieci anni dal sisma, gli angeli della Croce Gialla tornano nei luoghi feriti

Ieri mattina, in occasione del tragico anniversario, i volontari hanno fatto visita all'ospedale San Salvatore dove hanno lavorato prestando soccorso. Il ricordo di quei momenti tragici nelle parole di Sauro Giovagnoli, uno dei responsabili della colonna mobile che raggiunse il polo ospedaliero attorno alle 12 del 6 aprile 2009

I volontari della Croce Gialla a L'Aquila
I volontari della Croce Gialla a L'Aquila

ANCONA – A 10 anni dal sisma che ha segnato tragicamente la città de l’Aquila, il 6 aprile del 2009, i volontari della Croce Gialla sono tornati sui luoghi dove hanno prestato soccorso.

Ieri mattina (6 aprile) hanno fatto visita all’ospedale San Salvatore dove, nella commozione, hanno ripercorso i momenti salienti di quel terribile giorno, quando, tra le macerie, persero la vita 309 persone e ne rimasero ferite 1,600. Oltre 70 mila gli sfollati. Dopo qualche ora la macchina dei soccorsi si mise in moto e la Croce Gialla accorse nel capoluogo abruzzese per prestare il suo contributo. Un supporto fondamentale che vide i soccorritori impegnati non solo sul fronte dell’assistenza sanitaria, ma anche della logistica, dei trasporti e della gestione, insieme ai volontari Anpas, della cucina da campo, come ricorda Sauro Giovagnoli, uno dei responsabili della colonna mobile che raggiunse il polo ospedaliero attorno alle 12 del 6 aprile 2009. La visita all’ospedale San Salvatore è stata intrisa di commozione nel ricordo delle vittime e dei feriti ai quali i volontari della Croce Gialla non hanno mai fatto mancare il loro supporto.

«Molti pazienti dializzati si trovavano sotto le tende – racconta Sauro Giovagnoli – altri invece erano ancora nei reparti in attesa di essere trasportati all’esterno. Assieme ai medici e agli infermieri del gruppo Ares ci siamo attivati per mettere in sicurezza gli ammalati senza dimenticare tutte le attrezzature presenti nei reparti. Nel frattempo un altro gruppo di militi della Croce Gialla assieme ad alcuni volontari si erano attivati per montare le tende sia nel piazzale antistante l’ospedale che al campo di rugby».

Volontari quella della Croce Gialla che rimasero a L’Aquila dal 6 Aprile fino ai primi giorni di dicembre del 2009 svolgendo numerosi compiti: «Ogni settimana c’era il cambio turno, una rotazione di circa 15 persone – spiega Giovagnoli – . Come Croce Gialla, nella zona de l’Aquila, abbiamo sempre avuto 3 mezzi, il Land Rover Defender, una autoambulanza ed un pulmino, rientrati ad Ancona nei primi giorni di dicembre».

Tante le persone che ieri mattina sia al San Salvatore che al campo di rugby cosi come nel centro storico de L’Aquila hanno voluto abbracciare in un clima di grande commozione i volontari della Croce Gialla. Un legame indissolubile, quello che si è stretto tra i soccorritori e la città. L’ultimo pensiero di Sauro Giovagnoli è rivolto a Marco Esposito medico dell’Ares venuto a mancare nel luglio 2011 in seguito ad un incidente stradale: «In quei giorni del sisma Marco era qui insieme a noi ad organizzare la macchina dei soccorsi. In questi momenti si sente la sua mancanza, Marco era uno di noi. Qui a L’Aquila lo abbiamo ricordato per il grande esempio che ci ha lasciato, per il suo modo di fare e per la passione che metteva nell’affrontare anche le situazioni più critiche».