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Ancona

L’Adsp acquista lo scalo Marotti, soddisfatta Italia Nostra: «Ora ridurre inquinamento e riattivare stazione marittima»

Secondo l'associazione «se i traghetti saranno spostati al molo dei silos da abbattere la liberazione dell'area dalle reti sarà cosa fatta e il porto di Ancona potrà tornare ad essere la cerniera della città con il mare»

Veduta dall'alto del Porto di Ancona
Veduta dall'alto del Porto di Ancona

ANCONA- L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale ha acquistato nei giorni scorsi lo scalo Marotti da Rete Ferroviaria Italiana per un milione di euro. L’atto comprende anche l’acquisto di due palazzine che saranno destinate alle attività doganali necessarie all’imbarco e allo sbarco dalle navi traghetto compiute da Dogana, Guardia di Finanza e spedizionieri. L’operazione consente di eliminare la sosta dei tir dal Porto Antico. Grande soddisfazione da parte dell’associazione Italia Nostra Ancona per il risultato raggiunto.

«Se sarà fornita nella nuova area alimentazione con energia elettrica ai TIR permettendo loro di spegnere il motore, si ridurrà ulteriormente parte dell’inquinamento atmosferico proveniente dalle attività portuali, che affligge Ancona- spiega il Consiglio Direttivo-. Se a tale benemerita azione si aggiungerà lo spostamento dei traghetti al molo dei silos da abbattere od in prospettiva alla cosiddetta “penisola”, la liberazione del porto storico di Ancona dalle reti sarà cosa fatta ed il porto potrà così tornare ad essere la cerniera della città con il mare e la vera ed unica passeggiata a mare degna di tale nome».

L’Autorità di Sistema Portuale sta portando avanti progetti di sostenibilità ambientale delle attività portuali condivisi anche con Italia Nostra fin dal 2014, come ad esempio «il trasporto dei containers in banchina, sotto la nave, utilizzando il trasporto ferroviario in luogo di quello per gomma- ricorda l’associazione-. Ci congratuliamo con l’Autorità di Sistema Portuale del medio Adriatico e con il suo presidente».

«Siamo impegnati, insieme a tanti altri soggetti, nel promuovere un cambiamento positivo nel porto di Ancona nell’ottica della sostenibilità, del lavoro e dell’occupazione. Un cambiamento che passa anche attraverso il recupero del rapporto porto-città. Ringraziamo Italia Nostra Ancona, con cui il confronto costruttivo si è sviluppato negli anni, per la sua importante presa di posizione» replica l’Adsp.

Italia Nostra insiste però sul problema dell’inquinamento e sulla necessità di riattivare la Stazione Marittima. «È  chiaro che la riduzione dell’inquinamento in città dipende sia da misure nazionali per quanto riguarda l’inquinamento da navi, sia da un piano del traffico. Questo deve basarsi sulla creazione di numerose Zone a Traffico Limitato, riservate ai residenti, sul potenziamento dei mezzi pubblici e sul completamento della Metropolitana Ferroviaria di Superficie con la riattivazione della Stazione Marittima per la quale sono stati spesi numerosi milioni di euro dei cittadini per realizzare, fino ad ora, una altra incompiuta- conclude l’associazione-. Prendiamo atto delle novità comunicate dall’assessore Simonella per quanto riguarda gli eco-shuttle e le 17 colonnine di ricarica elettrica, sperando di non dover aspettare molti anni».