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Ancona

“La terra trema noi no!”, raccolti 4.700 euro

Il denaro raccolto è stato donato a tre aziende del maceratese: il caseificio Marchese Martino a Monte San Martino, al caseificio Pastorello a Cupi e al panificio Albero del Pane di Visso

ANCONA- Quasi 4.700 euro ricavate dalla vendita delle magliette “La terra trema noi no!” destinate ad aziende marchigiane colpite dal sisma con l’intento di aiutare a ricostruire il tessuto economico del territorio ferito. In sei mesi, i ragazzi di A2O, O.R.A. e Spazio Comune Heval sono riusciti a vendere 457 magliette al prezzo di 10 euro l’una e disegnate dall’anconetana Virginia Moscianese. Una t-shirt bianca con l’Italia stilizzata  e le Marche colorate di rosso. La regione martoriata dal terremoto, prima dalle scosse del 24 agosto poi da quelle di fine ottobre, e a gennaio dall’emergenza neve.

La maglietta “La terra trema noi no!”

Tolti i 2.80 euro spesi per la stampa di ogni maglietta, tutto il denaro della raccolta fondi è stato consegnato a tre aziende. 1.500 euro al progetto #ilBiochenontrema e quindi al caseificio Marchese-Marino, azienda terremotata a Monte San Martino, nel maceratese. I 1.500 euro vanno infatti a sommarsi ai 75mila euro raccolti dallo spazio autogestito Arvultura di Senigallia. L’azienda Marchese Marino ha subito ingenti danni con il terremoto e con la neve. Titolari e dipendenti vivevano nella stalla: il contributo di A2O, O.R.A e di Spazio Comune Heval ha permesso di comprare moduli abitativi.

Emergenza neve
Stalla crollata per la neve

1.400 euro sono stati donati al caseificio Pastorello a Cupi, in provincia di Macerata. La situazione dell’azienda è drammatica: un edificio deve essere abbattuto e gli altri due sono inagibili. Un edificio è agibile e la produzione dovrebbe avvenire nel bel mezzo di un cantiere. I titolari allora vivono nei container e con la grande nevicata dello scorso gennaio, sono rimasti per tre giorni isolati e senza acqua potabile. Sono stati quindi costretti a bere e a lavarsi con la neve sciolta. 500 euro sono state donate al panificio Albero del Pane di Visso (MC). Il panificio si trovava nella zona rossa ma grazie ad una raccolta fondi, i titolari hanno potuto riaprire l’attività in un container fuori dalla zona rossa.

Dopo l’evento di lancio della maglietta al cinema Italia lo scorso ottobre, durante la presentazione del film “La leggenda di Bobby Wind”, da dicembre a giugno le t-shirt della solidarietà sono state vendute presso diversi esercizi commerciali: ad Ancona da Zazie, Zucchero a Velò, Borgo Rodi Bar, Stadio Bar, Tabaccheria Carriero di Pietralacroce. A Osimo presso la pizzeria Nottetempo e a Macerata presso il Bar Jolly, il Circolo Cairoli e il Bar Cabaret. «L’iniziativa è stata pubblicizzata anche sul web infatti hanno comprato la maglietta anche da Varese, Livorno, Roma e Genova» racconta Pier Francesco Berardinelli, presidente A2O.

Non è la prima volta che A2O, O.R.A e Spazio Comune Heval si dedicano alla solidarietà. Prima con le scosse di agosto, poi con quelle di ottobre, i ragazzi avevano messo in piedi una raccolta di beni da portare ai terremotati. La risposta da parte della popolazione era stata molto positiva. Poi con l’emergenza neve, muniti di pale, cibo e acqua avevano portato aiuto all’Azienda Marchese Marino. Martedì 4 luglio inoltre, le associazioni hanno organizzato una conferenza alla quale hanno partecipato Marianna Lombardi, del progetto #ilBiochenontrema, Giovanni Angeli, allevatore e coltivatore diretto di Pieve Torina, Claudio Ciabochi, autore del foto-documentario “Adesso che fai? Vai via?” E Gianluca Pasqui, sindaco di Camerino eletto rappresentante di tutti i Comuni del cratere dall’ANCI. E proprio il sindaco Pasqui ha donato tre medaglie con lo stemma di Camerino per ringraziare del contributo che A2O, O.R.A. e Spazio Comune Heval hanno portato alle zone terremotate.

La medaglia con lo stemma di Camerino

«Durante la conferenza il filo conduttore è stato l’immenso amore che i terremotati hanno per le proprie terre e la volontà di non abbandonarle. C’è un forte legame fra tutti i terremotati» spiega Beradinelli.

«Il sindaco di Camerino ha parlato dell’enorme difficoltà di lavorare in una situazione di emergenza con leggi ordinarie» riferisce Giacomo Belvederesi, presidente O.R.A.

«Con il terremoto è emersa la disorganizzazione e l’assenza di Stato e Istituzioni. Iniziative come la nostra sono importanti. A Montefiore senza il progetto #ilBiochenontrema molti agricoltori avrebbero lasciato le loro terre per andare ad Alba Adriatica. Grazie all’attività dal basso hanno potuto continuare a stare lì.- dichiara Francesco Rubini, consigliere comunale Sel Abc presente alla conferenza stampa -.  Adesso che i riflettori si sono spenti è evidente che o si riavvia la ricostruzione e il ripopolamento oppure si rischia il deserto».