La sconfitta del centrodestra alle comunali: «Ancona non vuole cambiare»

Dopo la batosta alle amministrative, Fratelli D'Italia, Forza Italia e Movimento Nazionale per la Sovranità riflettono sul risultato e sul perché di quanto accaduto, a cominciare dai dati sull'affluenza

Comune di Ancona
Comune di Ancona

ANCONA- La sconfitta alle comunali brucia al centrodestra, soprattutto perché Ancona è tra le pochissime città in Italia dove il PD continua a vincere. Un risultato elettorale in controtendenza che fa riflettere quanti hanno provato, con un’alleanza forte e coesa, a spodestare Mancinelli da Palazzo del Popolo.

«Le elezioni comunali di Ancona purtroppo hanno decretato ancora una volta la vittoria del PD. Vittoria unica in Italia ed anche numericamente poco convincente. Un solo cittadino su quattro potenziali ha votato per Mancinelli. Il momento per il PD è di massima debolezza politica nazionale e locale, la sfida alle elezioni regionali è più aperta che mai. Le forze politiche che hanno sostenuto Stefano Tombolini dovranno riflettere sul risultato in maniera costruttiva- afferma il Coordinatore Regionale del Movimento Nazionale per la Sovranità delle Marche Giovanni Zinni-. Ora dobbiamo ripartire senza indugio dai nostri giovani, eletti e non, per garantire quel cambiamento che Matteo Salvini sta portando avanti con convinzione. Una nuova classe dirigente ed un progetto politico su cui coinvolgere i vertici romani per tempo, facendo comprendere fuori dalle Marche il potenziale grande che ha questa città. Un augurio di buon lavoro ai nostri Marco Ausili e Maria Grazia De Angelis, che unitamente ad Antonella Andreoli, costituiranno il gruppo consiliare della Lega in Consiglio Comunale».

«Il primo risultato evidente è quel 42% di affluenza: sei elettori su dieci non vanno neppure a votare, demotivati. Ancona di fatto elegge il suo sindaco con 21 mila voti su 80 mila aventi diritto al voto, poco più di un quarto di città. Ma le regole contano ed il sindaco è lei. Quando si perde, ed il centrodestra ha perso in modo netto, bisogna riflettere su quello che è accaduto- commenta il portavoce regionale di Fratelli d’Italia Carlo Ciccioli-. Si perde o perché l’altra squadra è stata bravissima, o perché non era idoneo il candidato sindaco oppure c’è qualcosa in città. Dire che i cinque anni della Mancinelli sono stati buoni è come bestemmiare ad alta voce. Sono stati abili e furbi, ma non certo bravi. Qualcuno ha criticato Tombolini, ma se andiamo a guardare il passato, nessuno ad Ancona va mai bene. Allora la squadra: stavolta due liste civiche espressioni di aree cattolica e laica, e le liste compatte di tutto il centrodestra, cioè Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e Udc. Ma neanche questo è bastato. Allora c’è un sistema città, con evidenza, fortemente conservativo e coeso che non molla e tiene insieme il consenso storico della sinistra, (ex Pci-Pds-Ds-Pd), l’elite radical-chic di ricchi e intellettuali e tutti i piccoli e grandi interessi delle clientele comunali, dai contributi alle associazioni e alle società sportive agli incarichi professionali, alle carriere degli enti pubblici, che formano gran parte dell’elettorato di Ancona. Non è un caso che i giovani abbiano votato quasi tutti per il centrodestra o 5 Stelle, mentre la sinistra ha trionfato tra gli anziani e le generazioni più adulte. Ancona non vuole cambiare. Adesso però il governo di centrosinistra comunale non avrà a livello nazionale un governo amico e tutti i finanziamenti e grandi progetti, per la verità sempre futuribili e mai realizzati, avranno comunque forte difficoltà a decollare».

«Nelle Marche, oltre ad Ancona, il centrosinistra governa realtà molto importanti come Pesaro, Macerata, Senigallia. Eppure ad Ancona, Porto S. Elpidio e Grottammare il centrodestra si è presentato unito ed ha allargato la sua coalizione a numerosi movimenti civici ed espressione del territorio non consentendo al Movimento 5 stelle (che si è affermato quasi in tutta la Regione come prima forza alle elezioni politiche dello scorso 4 marzo) di arrivare nemmeno al ballottaggio- dichiarano il senatore Andrea Cangini e Marcello Fiori, commissario di Forza Italia per le elezioni nelle Marche-. Questa unità e questa offerta politica, guidata da candidati sindaci giovani e competenti, non è stata sufficiente per vincere. Ora dobbiamo svolgere una attenta e profonda analisi con tutte le altre forze e movimenti civici che hanno dato vita a questo schieramento per comprendere bene cosa è accaduto e cominciare la nostra azione di opposizione costruttiva e intransigente, nell’interesse dei cittadini marchigiani».