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Jovanotti canta la vita e dedica un rap alle Marche: «Bello tornare in questa terra amica» (LE FOTO)

Tre ore di show tra musica, colori e Don Chisciotte. Sold out il concerto di ieri sera al PalaPrometeo, con Lorenzo Cherubini su un palco che si alza e gira sulla testa delle persone. Si replica stasera e il 4 giugno ad Ancona

ANCONA – Energia pura e romanticismo. Una grande festa che celebra la vita e la libertà. Il concerto di Jovanotti al PalaPrometeo è un «Tentativo folle, alla Don Chisciotte, di opporsi alla cupezza. Questo show è il racconto di come io vedo le cose, è la fantasia e la forza dell’immaginazione, è il potere della festa. È la necessità di celebrare e sentirsi vivi».

Il palasport è un grande salone delle feste con tredici enormi lampadari che si alzano e abbassano, un palco che gira sulla testa delle persone e un grande schermo sullo sfondo che trasmette immagini live. Sorridente, colorato e scatenato, Lorenzo sale sul palco alle 21 e regala tre ore di show con 28 canzoni tra cui un dj set, arie di Rossini e Pavarotti, visual e una super band. Ha la sua faccia il Don Chisciotte fantasy del cartoon firmato da Michele Fior che apre il concerto, accompagnato dalle parole dello spettacolo-monologo di Corrado D’Elia sul cavaliere di Cervantes, che Jovanotti ha voluto fossero recitate in spagnolo da Miguel Bosé. Una dedica «Ai pazzi per amore, ai visionari, a coloro che darebbero la vita per realizzare un sogno. Agli uomini di cuore, a coloro che si ostinano a credere nel sentimento puro. A tutti quelli che ancora si commuovono».

Si parte con Ti porto via con me, Le canzoni e Penso Positivo e sullo schermo scorrono le immagini di conduttori italiani che, invece di dare le solite brutte notizie, cantano le parole della canzone. «Siete bellissimi e abbronzatissimi – dice Lorenzo – si vede che da voi l’estate è già iniziata. Grazie di essere venuti da tutte le Marche. Sono contento di essere tornato in questa terra amica dove sono partite tante mie tournée». Ma quando arriva Oh, vita! il pubblico si accorge che c’è qualcosa di nuovo e di diverso. A metà canzone Lorenzo dedica a sorpresa un rap ad Ancona e alle Marche, in cui cita Sirolo, Jesi, Fabriano, Urbino, e in cui ricorda Leopardi, la fisarmonica di Castelfidardo, il mare della riviera del Conero, le Winx conosciute in tutto il mondo».

Prima di Sbagliato improvvisa e dice che «Il razzismo è una cosa sbagliata nel momento sbagliato. Non fatevi sminuire nella vostra intelligenza. La razza non esiste, ci sono le persone e le culture. Non chiudetevi. Più il mondo è aperto, più le cose belle succedono». E con Fame il pubblico riceve una scossa elettronica. Il palco su cui è andato avanti e indietro fino a quel momento, si alza, ruota e lascia l’artista su una piattaforma con consolle da dove parte un dj set con Non m’annoio, Attaccami la spina, Muoviti Muoviti, Una tribù che balla, Tanto Tanto Tanto. Torna sul palco accompagnato dalla voce di Luciano Pavarotti nella Traviata e il pubblico esplode con L’ombelico del mondo ed enormi ballerini colorati gonfiabili popolano la platea.

Non manca la magia di A te, La mia ragazza magica e L’estate addosso con le braccia al cielo. E ancora Tutto l’amore che ho, Safari, Tensione evolutiva, Sabato, Il più grande spettacolo dopo il Big Bang, Ciao mamma e Ragazzo fortunato, dove dallo schermo Lorenzo appare in platea a cantare a squarciagola il brano, mentre in realtà il vero Jovanotti la canta sul palco. I fan, di tutte le età esultano e Lorenzo non si risparmia. Parla in spagnolo con un fan che dice di essere arrivato dal Venezuela, parla con una futura sposa accompagnata al concerto dalle amiche per un addio al nubilato e fa ballare un valzer a due innamorati.

Tre ore di show ad un ritmo mozzafiato, accompagnato da Saturnino (basso), Riccardo Onori (chitarra), Leo Di Angilla (percussioni), Cristian Noochie Rigano (tastiere, sequenze), Franco Santarnecchi (pianoforte, fisarmonica), Gareth Brown (batteria), con la nuova sezione fiati formata da Jordan McLean (tromba), Matthew Bauder (sax), Gianluca Petrella (trombone). Il bis è con Terra degli Uomini, Mezzogiorno e Viva la libertà, con tutti i musicisti avanti, in veste unplugged. Il ragazzo fortunato saluta il pubblico: «Vi auguro le cose più belle che possiate desiderare dalla vostra vita, salute allegria, amore, la voglia di lottare e di non arrendersi mai. Spero vi siate divertiti, per me è stato fantastico». Si replica stasera e il 4 giugno.

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