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Inrca, Ceriscioli: «Rafforzerà la sua missione territoriale»

L'istituto per anziani sempre più proiettato oltre i confini regionali grazie agli accordi con Lombardia e Calabria. È quanto emerso in un convegno con il presidente della regione Marche, promosso da Cna Pensionati e Amici del Geriatrico

Inrca Ancona
Inrca Ancona

ANCONA – Telemedicina, assistenza domiciliare avanzata, meno ospedali e sempre più qualificati e un Inrca maggiormente declinato a livello territoriale. Sono questi alcuni dei “pilastri” della sanità futura annunciati dal presidente regionale Luca Ceriscioli per dare una risposta alla crescente cronicità legata all’invecchiamento della popolazione. Se ne è discusso ieri pomeriggio (27 febbraio) ad Ancona in occasione di un convegno promosso da Cna Pensionati e Amici del Geriatrico sul ruolo dell’Inrca, dove è stato anche ricordato Aurelio Paolinelli, fondatore e promotore dell’istituto (nel 1961). «Occorre ragionare su come collocare il più vicino possibile al cittadino la risposta di salute in maniera più appropriata – ha detto Ceriscioli – iniziando con tutto quello che si può fare a domicilio, con strutture di riferimento territoriali per piccoli nuclei e per ambiti sociali o sociosanitari, in modo da arrivare ad avere un’articolazione di servizi sul territorio in grado di rispondere ai vari bisogni, ottimizzando anche le spese».

L’Inrca, unico sul territorio nazionale sia per il suo carattere scientifico sul tema degli anziani che per la sua articolazione interregionale, è sempre più proiettato oltre i confini regionali. Recentemente, infatti, sono stati sottoscritti importanti accordi con la Lombardia e la Calabria, dove l’Inrca era già presente. Patti che, come ha sottolineato il direttore generale Gianni Genga, consolidano «un sistema di relazioni ormai storico che finalmente proiettano tutto l’istituto sempre di più in una dimensione nazionale in un tema così importante come quello dell’invecchiamento».

Il tavolo dei relatori

Proprio a metà febbraio è stato sottoscritto un importante accordo tra Marche e Lombardia per disciplinare i rapporti tra regioni, sulle questioni del bilancio, del personale e su altri aspetti economici che in precedenza non erano stati concordati. L’accordo prevede il trasferimento del reparto per acuti dell’Inrca di Casatenovo (struttura monospecialistica di alto livello a carattere pneumologico, in provincia di Lecco) all’interno dell’ospedale di Merate, attivando contestualmente nella sede di Casatenovo una struttura territoriale di post acuzie a gestione Inrca.

Giunto in fase conclusiva l’accordo tra Inrca e Area Vasta 4 di Fermo che consentirà di trasferire il reparto di geriatria (20 posti letti) dell’Inrca di Fermo all’interno dell’Ospedale Murri (entro la prima metà di marzo), mentre nei posti rimasti liberi verrà sviluppato un reparto di cure intermedie.

Già avviati, invece, i lavori per la costruzione della nuova sede Inrca di Appignano, che prevedono la realizzazione di un centro di riabilitazione geriatrico.

Luca Ceriscioli

Ceriscioli ha sottolineato che il percorso portato avanti in questi mesi si è basato sui contenuti: «Ritengo non banale – ha detto – la scelta fatta nella struttura di Osimo del percorso di incorporazione dentro l’Inrca», ricordando che la stessa strada è stata seguita anche a Fermo, dove l’attività per acuti si concentrerà sull’ospedale, mentre «la struttura di proprietà dell’Inrca rafforzerà la propria missione territoriale con l’obiettivo di rendere sempre più efficaci quei percorsi di continuità fra fase acuta, territorio e prevenzione, rendendo il tutto sempre più razionale e più vicino ai cittadini». Stessa situazione anche ad Appignano dove, come ha sottolineato il governatore, «è stata rimessa in moto grazie anche al dottor Genga». Occorre dare la possibilità all’Inrca, ha spiegato Ceriscioli, per la sua missione fondamentale che riguarda l’anziano e la ricerca, di «declinarsi a livello territoriale in varie strutture in modo che il governo dell’istituto si sperimenti in tutte le dimensioni di assistenza dell’anziano».

Su questo punto il presidente ha ricordato che non è casuale la partecipazione dell’Inrca al progetto aree interne: «C’è un modello di assistenza da costruire – ha detto – perché queste sono le realtà che hanno la maggiore incidenza di anziani»; «si potrà sviluppare anche la dimensione della telemedicina, l’assistenza domiciliare avanzata, grazie alle tecnologie».
Il principio di prossimità è stato definito da Ceriscioli uno dei cardini del nuovo piano sociosanitario regionale: «Significa far comprendere che quando si ha bisogno di una sanità per acuti serve una struttura completa con tutte le dotazioni, qualificata e tecnologicamente avanzata e con equipe integrate, mentre di ospedali ne avremo bisogno sempre meno e che siano sempre più qualificati».

Il presidente ha infine posto l’accento sui tagli alla sanità, 860milioni di euro in meno: «Più togliamo in termini di sanità pubblica e più i cittadini saranno costretti a pagare di tasca propria».

Quello dell’assistenza all’anziano fragile è un compito fondamentale in una società dove gli over 65 sono sempre più numerosi, ha spiegato Giovanni Giungi, presidente nazionale Cna Pensionati, specie «nelle Marche dove gli anziani sono 385 mila e rappresentano oltre il 23% della popolazione rispetto a una media nazionale del 21%. Ad avere più di 75 anni è il 13% della popolazione mentre gli ultraottantacinquenni sono più del 4%». Un esercito molto attivo di persone che vogliono sentirsi utili nella società e che vogliono diffondere un sapere acquisito in anni, ha spiegato Giungi. Un panorama nel quale l’Inrca è «indispensabile e ha tutte le potenzialità per esplodere anche a livello nazionale».

Fiore all’occhiello dell’Inrca, l’attività di ricerca nei settori della biogerontologia, dell’invecchiamento e delle patologie correlate, della prevenzione e del trattamento delle fragilità. Per condurre l’attività di ricerca, l’Inrca collabora con oltre 140 centri in Europa, oltre 50 in Italia e diversi istituti di ricerca di altri continenti (di cui tre centri in Australia, Cina e Stati Uniti).

Il valore aggiunto dell’Inrca garantisce la tutela della longevità, ha detto Aldo Tesei, presidente dell’Associazione Amici del Geriatrico. «È alla Montagnola di Ancona che dovranno concentrarsi i servizi ambulatoriali, i centri diurni e i laboratori di ricerca mentre nella nuova sede di Camerano, dovranno essere trattate le acuzie. A Fermo, un tavolo di programmazione dovrà individuare le attività cliniche e di ricerca da attuare nel locale ospedale geriatrico».

Il segretario regionale di Cittadinanzattiva delle Marche e del tribunale per i diritti del malato, Monia Mancini, ha spiegato che l’Inrca ha numerose potenzialità ancora poco espresse, «sta portando avanti solo in via sperimentale progetti molto localizzati sulla telemedicina nelle aree interne, progetti che invece dovrebbero entrare a regime ed essere anzi offerti a tutto il territorio della regione».

 

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