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Ancona

Infermieri in sciopero, possibili disagi

A proclamare la mobilitazione è il sindacato Nursind. La protesta contro i provvedimenti del governo in materia sanitaria

Foto d'archivio

ANCONA – Gli infermieri incrociano le braccia. Domani, 23 febbraio, potrebbero esserci disagi per i pazienti. A proclamare lo sciopero è stato il sindacato NurSind: «Lo abbiamo annunciato nei tempi dovuti – evidenzia Elsa Frogioni, segretaria territoriale dell’organizzazione sindacale -, le istituzioni sanitarie del territorio avevano tutto il tempo necessario per gestire con efficacia le procedure previste dalle normative. Purtroppo molte aziende sanitarie si sono mosse con molto ritardo, probabilmente sottovalutando il problema oppure con l’intento di boicottare la protesta degli infermieri. Eventuali segnalazioni e problemi devono essere inoltrati direttamente alle Direzioni Sanitarie delle Aziende Sanitarie, alla Regione Marche e alla prefettura».

Le ragioni della protesta sono presto spiegate: «Gli infermieri sono giustamente in sciopero perché dopo 9 anni di blocco contrattuale, ai tavoli negoziali il governo non solo non ha dato risposte concrete all’evoluzione e valorizzazione delle competenze professionali dei sanitari necessarie all’utenza, ma ha proposto condizioni di lavoro peggiorative delle attuali, già oltremodo gravose per gli infermieri. Per il sindacato Nursind le proposte del governo sono inaccettabili, per citarne alcune: nessuna revisione delle indennità retributive, ad esempio quelle per turni notturni, festivi ferme da oltre vent’anni, ulteriori deroghe sulle condizioni di lavoro che consentono turni senza il riposo delle 11 ore, l’aumento dell’orario settimanale fino a 48 ore anche per 12 mesi, mobilità impraticabili per il veto del nulla osta aziendale. La salute dei cittadini deve essere tutelata è un diritto costituzionale, un principio etico e morale a cui un paese civile ha l’obbligo di rispondere con soluzioni appropriate».

Secondo il Nursind, «il governo italiano sta mettendo in atto invece un meccanismo perverso, teso a smobilitare il Servizio Sanitario Nazionale pubblico universalistico in favore del privato, anche con lo svilimento del lavoro dei professionisti che vi operano. Noi infermieri amiamo il nostro lavoro, ma ciò non può significare il sacrificio dei nostri diritti. Siamo professionisti, siamo persone e cittadini anche noi con pari dignità, il nostro lavoro e responsabilità sono importantissime, svalutare il nostro servizio alla popolazione, significa vanificare la qualità dell’assistenza dovuta ad ogni persona. Noi siamo con i cittadini, senza infermieri non c’è salute».