Save The Children lancia una raccolta firme per il recupero di Villa Beer. Cordani: «Basta spazi abbandonati»

Per il contrasto alla povertà educativa, l’organizzazione ha lanciato la campagna “Illuminiamo il futuro” e, attraverso una petizione, chiede la riqualificazione di 16 luoghi simbolici vietati ai minori in Italia, tra cui l'immobile dorico. Ecco cosa dice la referente territoriale

Villa Beer (Foto: Francesco Alesi)

ANCONA – Una petizione per chiedere il recupero di Villa Beer, uno spazio in degrado da restituire ai bambini. La raccolta firme, lanciata da Save The Children, ha raggiunto quasi le 25mila firme.

Per il contrasto alla povertà educativa, l’organizzazione ha infatti lanciato la campagna “Illuminiamo il futuro”, giunta alla sesta edizione, chiedendo proprio – attraverso la petizione disponibile al link http://www.illuminiamoilfuturo.it – il recupero di tanti spazi pubblici abbandonati e inutilizzati su tutto il territorio nazionale da destinare ad attività extrascolastiche gratuite per i bambini e scuole sicure per tutti.

La mobilitazione, accompagnata sui social dall’hashtag #italiavietatAiminori, è associata a 16 luoghi simbolici vietati ai minori in Italia, individuati da Save The Children con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui tanti spazi pubblici, da nord a sud, sottratti ai minori nel nostro Paese.

Flaminia Cordani, Referente Territoriale di Save the Children per le Marche

Tra questi sedici luoghi, c’è Villa Beer che si trova nel quartiere Grazie di Ancona, quartier generale tedesco durante l’occupazione della città.

In seguito è stata sede dell’Istao (Istituto Adriano Olivetti di studi per la gestione dell’economia e delle aziende) e poi, sede di una biblioteca e archivio storico di Italia Nostra, una ludoteca, un asilo, e sede di diverse associazioni.

«Dopo il terremoto del 2016 è stata dichiarata inagibile – spiega Flaminia Cordani, Referente Territoriale di Save the Children per le Marche – e da quel giorno è stata abbandonata. Anche il parco della villa, dotato di un’area giochi per bambini, versa in uno stato di degrado e abbandono. Sappiamo che la riqualificazione della villa è una delle priorità dell’amministrazione e desideriamo che venga presto riaperta. È giusto che la villa e il parco vengano restituiti ai bambini».

«Con la petizione Spazi Sicuri – continua Flaminia Cordani – chiediamo che il Parlamento stanzi le risorse economiche necessarie per restituire ai bambini gli spazi pubblici abbandonati e approvi con urgenza una legge sulla sicurezza scolastica. Diciamo basta agli spazi abbandonati e pericolosi, ai parchi trascurati e rischiosi, al degrado che produce povertà educativa e compromette la crescita e il futuro dei più piccoli». La petizione descrive «l’Italia come un paese vietato ai minori. Mentre il numero dei bambini in povertà assoluta è triplicato negli ultimi 10 anni dal 3,7% al 12,5%, la spesa pubblica a loro destinata continua a rappresentare una quota marginale degli investimenti. Dal nord al sud del Paese, ogni giorno i bambini sono costretti a frequentare spazi abbandonati dove giocare e scuole prive di qualsiasi manutenzione ed esposte a rischi».

In occasione di questa nuova edizione della campagna “Illuminiamo il futuro”, è stata presentato anche l’Atlante dell’infanzia a rischio di Save the Children. La pubblicazione a cura di Giulio Cederna e dal titolo evocativo “Il tempo dei bambini”, fa il bilancio della condizione dei bambini e adolescenti in Italia negli ultimi dieci anni. Dall’indagine emerge che «nelle Marche quasi un bambino su cinque è in povertà relativa». Sono sempre meno i nati negli ultimi 10 anni e gli accessi agli asili nido registrano la media di dieci anni fa (16%). Negli ultimi dieci anni, la povertà relativa infantile nella regione ha raggiunto il 20.6% e si conferma come una vera emergenza. La povertà poi non è solo economica, ma anche educativa. Basta pensare che «in Italia quasi un minore su 2 non apre un libro durante l’anno, un dato che nelle Marche è al 39.3% (in dieci anni è rimasto quasi invariato 40.4% nel 2008)».

«I danni provocati – spiega Flaminia Cordani – in quest’ultimo decennio dall’inerzia della politica, dai mancati investimenti nei servizi per la prima infanzia, nella scuola, nelle politiche sociali, dall’incapacità di varare una norma per riconoscere la cittadinanza ai bambini di seconda generazione sono sotto gli occhi di tutti e hanno colpito anche la nostra regione. Insieme alle diseguaglianze intergenerazionali, si sono acuite le diseguaglianze geografiche, sociali, economiche, tra bambini delle aree centrali e delle periferie, tra italiani e stranieri, tra figli delle scuole bene e delle classi ghetto. Si sono divaricate le possibilità di accesso al futuro».

Dall’avvio della campagna Illuminiamo il futuro, nel maggio 2014, Save the Children ha attivato su tutto il territorio nazionale anche 24 Punti Luce, spazi ad alta densità educativa, che sorgono nei quartieri e nelle periferie maggiormente svantaggiate delle città, per offrire opportunità formative ed educative gratuite a bambini e ragazzi tra i 6 e i 17 anni.

Attualmente nelle Marche è presente un Punto Luce ad Ancona, in piazza Palatucci, in collaborazione con la Cooperativa Sociale – Impresa Sociale Polo 9. Dal 2017, già 237 bambini e ragazzi hanno finora usufruito delle diverse attività nel Punto Luce di Ancona, tra cui sostegno allo studio, laboratori artistici e musicali, promozione della lettura, accesso alle nuove tecnologie, gioco e attività motorie. Negli spazi si offrono inoltre consulenze legali, psicologiche, pediatriche e di supporto alla genitorialità ai genitori o alle figure adulte di riferimento dei bambini, con quasi 80 genitori coinvolti dall’inizio del 2019. Dall’inizio della campagna sono state infine assegnate 17 doti educative, ovvero piani formativi personalizzati per bambini e adolescenti che vivono in condizioni certificate di disagio economico, che prevedono, tra gli altri, un contributo economico per l’acquisto di libri e kit scolastici, l’iscrizione a un corso sportivo o musicale, la partecipazione a un campo estivo e altre attività educative alle quali i minori si mostrano particolarmente inclini.