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Ancona

Ancona, inchiesta sulle finte vaccinazioni: infermiere e avvocato non tornano liberi

Respinta l’istanza presentata al tribunale del Riesame. Uno resterà in carcere a Montacuto, l'altro ai domiciliari. Entrambi sono accusati di corruzione, falso e peculato, nell'ambito della maxi inchiesta “Euro green pass”

La Polizia al Paolinelli di Ancona (Foto, Polizia di Stato)

ANCONA – Speravano di respirare aria di libertà ma non è ancora il momento di revocare carcere e arresti domiciliari. Il tribunale del Riesame ha respinto i ricorsi per avvocato ed infermiere indagati nell’inchiesta dei vaccini bluff ad Ancona.

Emanuele Luchetti e Gabriele Galeazzi non potranno tornare liberi. Il primo resterà in carcere a Montacuto, il secondo ai domiciliari. Entrambi sono accusati di corruzione, falso e peculato, nell’ambito della maxi inchiesta “Euro green pass”, quella condotta dalla squadra mobile e coordinata dalla Procura dorica, sulle finte somministrazioni dei vaccini all’hub del Paolinelli di Ancona. Finte inoculazioni fatte dietro compenso di denaro, anche 300 euro alla volta.

Dopo l’udienza di ieri, dove i difensori dei due indagati hanno chiesto misure meno afflittive, il tribunale oggi ha rigettato le istanze (ieri si era riservato). Nei prossimi giorni si conosceranno le motivazioni.
Il rigetto è stato attuato anche per una ventina di persone, indagate perché avrebbero ricevuto il finto vaccino pagando l’infermiere, per le quali il gip aveva firmato le misure cautelari dell’obbligo di dimora nel comune di residenza e l’obbligo di firma alla polizia giudiziaria. Anche per loro la discussione si è tenuta ieri. Tra questi c’erano un personal trainer e la sua fidanzata.

L’inchiesta dei finti vaccini è venuta a galla il 10 gennaio scorso, con l’esecuzione delle misure cautelari. Per i quattro accusati di essere gli intermediari, c’è anche l’avvocato Galeazzi, il gip disposto i domiciliari. Una cinquantina gli indagati.