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Ancona

Incendi boschivi nelle Marche, la task force dei vigili del fuoco: «Bene segnalare, prima si interviene minori i danni»

La maggior parte dei 24 incendi di bosco finora verificatisi, per un totale stimato di circa 70 ettari bruciati, risale al periodo invernale-primaverile 2020, estremamente secco

L’annosa questione degli incendi boschivi interessa ogni anno anche il territorio marchigiano. Il piano regionale che mette in campo i Vigili del Fuoco, per quaranta giorni centrali nel periodo di maggior rischio di incendi – per un totale di 2000 unità in pronto intervento per combattere gli incendi boschivi -, prevede una task force giornaliera di 50 uomini contro gli incendi boschivi nella nostra regione.
In pratica ogni giorno sono disponibili nel territorio regionale 8 squadre di Vigili del Fuoco, costituite da cinque persone ciascuna, oltre ad un DOS (Direttore Operazioni Spegnimento) per provincia e due unità dei Vigili del Fuoco presso la SOUP, la Sala Operativa Unificata Permanente della Protezione Civile regionale.

Nel periodo di maggior rischio, da metà luglio a fine agosto, sono complessivamente 2000 le unità dei Vigili del Fuoco che si alternano nelle Marche per scongiurare le conseguenze devastanti di un incendio boschivo.
Squadre che si caratterizzano per l’elevato grado di preparazione e specializzazione, e che vanno ad affiancarsi nel periodo estivo agli uomini delle fiamme rosse operativi per il soccorso tecnico ordinario.

Dal 2017 le competenze del Corpo Forestale dello Stato in materia di spegnimento incendi boschivi sono passate ai Vigili del Fuoco, che sono incaricati dalla Regione Marche tramite una convenzione di svolgere la lotta agli incendi boschivi, affiancati dai volontari della Protezione Civile regionale, appositamente formati per la lotta AIB (antincendi boschivi), che collaborano con i Vigili del Fuoco nelle attività di spegnimento e bonifica degli incendi.

«La Regione Marche affida la gestione degli incendi boschivi ai Vigili del Fuoco – spiega Maria Teresa Sperti, referente del Servizio AIB regionale del Corpo dei Vigili del Fuoco –. D’estate quindi potenziamo l’assetto ordinario con squadre dedicate agli incendi boschivi. I Vigili del Fuoco, nell’intervento, oltre a spegnere coordinano i volontari e i mezzi aerei impiegati per lo spegnimento delle fiamme nelle zone difficilmente raggiungibili da terra».

Infatti, oltre alle squadre a terra, è previsto il supporto di mezzi aerei come i Canadair, messi a disposizione dal COAU, Centro Operativo Aereo Unificato della Protezione Civile, e di un elicottero antincendio della Regione Marche a disposizione per quattro mesi a Cingoli, che in massimo 20 minuti riesce a raggiungere ogni zona della regione: i mezzi aerei intervengono lanciando acqua e schiumogeno sulle fiamme.

Gli incendi boschivi vengono spesso causati da attività umane eseguite con incuria e senza la giusta attenzione, come nel caso dei fuochi accesi in campagna per bruciare le potature o le sterpaglie. Rari i casi di incendi dolosi, così come sono marginali gli incendi appiccati da piromani. Più spesso si tratta di fiamme accidentali, dovuti alla propagazione incontrollata di abbruciamenti di materiale di lavorazioni agricole, lasciati incustoditi. È importante anche la massima attenzione da parte di tutti i fruitori di aree verdi nell’impiego dei barbecue.

I pompieri al lavoro
I pompieri al lavoro

Malgrado il caldo patito a più riprese, la stagione estiva 2020 si configura come quella 2019: fino ad oggi infatti il bollettino “Previsione di pericolosità degli incendi boschivi” emesso giornalmente dal Servizio di Protezione Civile regionale non ha mai raggiunto il livello di massimo rischio “rosso”, stazionando sul medio rischio “giallo”.
La maggior parte dei 24 incendi di bosco finora verificatisi, per un totale stimato di circa 70 ettari bruciati, risale al periodo invernale-primaverile 2020, estremamente secco. Si tratta ovviamente di dati ancora in via di definizione.

Per disincentivare il malcostume di appicciare fuoco alla vegetazione per interessi personali, nelle aree devastate dalle fiamme la legge vieta di effettuare rimboschimenti per cinque anni, caccia, pascolo e qualsiasi tipo di struttura edilizia per dieci anni e il cambio di destinazione d’uso per 15 anni.

Il corpo regionale sottolinea che, in caso di avvistamento di fiamme, ogni cittadino può contribuire alla tutela dell’ambiente contattando tempestivamente il numero verde dei Vigili del Fuoco (115) perché prima si interviene meno danni si verificano.