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Ancona

Incassava per sé affitti delle case popolari, condannato funzionario Erap

È quanto emerge da una sentenza pubblicata ieri della Corte dei Conti, a carico di un 55enne, poi sollevato dal posto di lavoro, per un ammanco di 115mila euro. Urbinati: «Lo abbiamo licenziato. C'è in piedi anche una causa penale»

Piazza Pertini

ANCONA – Si intascava gli affitti delle case popolari, condannato per danno all’Erario un funzionario dell’Erap. È quanto emerge da una  sentenza pubblicata ieri della Corte dei Conti, a carico di un 55enne, originario di Milano, poi sollevato dal posto di lavoro, per un ammanco di 115mila euro.

Un illecito doloso commesso tra il maggio 2014 e il luglio 2015. Il funzionario avrebbe incaricato dei suoi collaboratori ad andare a domicilio dei cittadini affittuari di case popolari, tutte ad Ancona, per lo più stranieri ed anziani, per riscuotere le locazioni invece di fare il classico bollettino postale. Le quote venivano poi consegnate al funzionario che le teneva per sé invece di versarle all’Erap. Un ammanco calcolato sui 90mila euro. La Corte dei Conti lo ha condannato per 115mila. Nel 2016 è partita la denuncia che ha avviato l’indagine. A far partire tutto sono state le richieste di morosità che arrivavano ai cittadini da parte dell’Erap e che si sono poi rivolti all’ente dicendo e comprovando con le ricevute i pagamenti fatti.

Al funzionario è stato pignorato parte del Tfr e un appartamento.
«Quando abbiamo constatato i fatti – spiega Maurizio Urbinati, direttore Erap del presidio di Ancona – abbiamo fatto la denuncia in Procura. Il funzionario, che aveva 20 anni di servizio alle spalle e proveniva dal Comune di Ancona per una mobilità interna, è stato sospeso e in seguito licenziato. Gli è stata contestata una appropriazione indebita. È ancora pendente il procedimento penale».