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Ancona

Ancona, inaugurato il Future Lab al Savoia-Benincasa

Intitolato a Lorenzo Farinelli, il medico ex alunno dell'Istituto scomparso prematuramente, è un centro di promozione culturale e realizzazione di attività per la crescita di competenze avanzate nei docenti e nelle giovani generazioni

ANCONA – Nel pomeriggio di giovedì 5 dicembre è stato inaugurato ad Ancona il Future Lab del Savoia-Benincasa, dedicato alla memoria di Lorenzo Farinelli, medico ex alunno dell’Istituto di Istruzione Superiore, prematuramente scomparso lo scorso febbraio, a soli 34 anni, dopo una strenua battaglia contro un tumore. Impossibilitato a curarsi in Italia con la più avanzata terapia disponibile, la Car T Cells, il suo caso aveva commosso tutto il Paese.

Il taglio del nastro è stato preceduto da un convegno al quale hanno preso parte la dirigente d’istituto Alessandra Rucci, l’assessora all’Istruzione del Comune di Ancona Tiziana Borini, il direttore dell’Accademia di Design Poliarte Giordano Pierlorenzi, il progettista Carlo Antonelli, il community manager dell’azienda Roland Giovanni Re, i docenti Frontoni e Scaladozzi della facoltà di Ingegneria dell’Università Politecnica delle Marche.

Sono poi intervenuti i genitori di Lorenzo Farinelli e la compagna Martina con un ricordo commovente del giovane medico ex scolaro dello scientifico Savoia. «In questa scuola Lorenzo ha condiviso momenti bellissimi e soprattutto i suoi sogni» ha detto la mamma Amalia Dusmet. «Mio figlio aveva tanti progetti e voleva tanto vivere, non siamo riusciti a portarlo in America per le cure ma abbiamo creato la Fondazione a lui intitolata per portare avanti la ricerca, grazie alla somma raccolta con le donazioni pervenute. Grazie a tutti».

«Quello che andiamo ad inaugurare è uno spazio per tutta la città e ospiterà corsi per docenti da tutta la regione» ha spiegato la dirigente Rucci. «Il fatto che il Future Lab abbia trovato collocazione proprio nella nostra scuola è un grande onore perché certifica l’impegno pluriennale sul fronte dell’innovazione nella didattica e nell’apprendimento».

La progettazione del Future Lab si è avvalsa dei più recenti modelli proposti dalla ricerca scientifica ideati dal Mit di Boston con suggestioni dagli ambienti T.E.AL. (Technology Enhanced Active Learning), ad alto tasso di tecnologia che prevedono lavori di gruppo interattivi e uso di isole di lavoro con tavoli rotondi e tablet per ciascuno studente.

La scelta è stata di riqualificare uno spazio inutilizzato, l’ampio foyer dell’Aula Magna del plesso di via Marini 33, sfruttandone alcune caratteristiche rilevanti, come l’ampiezza e la presenza di una scalinata da utilizzare come nelle scuole del nord Europa per ricavare delle sedute che si affacciano su uno spazio di proiezione.

Ancona, il Future Lab
Ancona, il Future Lab

L’idea è stata quella di proteggere gli ambienti di lavoro, ma con pareti trasparenti, dando modo a chiunque di ammirare gli ambienti, le tecnologie e le persone al lavoro all’interno, proprio come osservato negli avveniristici istituti di ricerca di Boston.

Il Future Lab ospita al proprio interno un FabLab didattico, spazio making dotato di numerose tecnologie per l’artigianato digitale attrezzato con le macchine di un’eccellenza marchigiana e internazionale, la Roland, uno spazio destinato alla progettazione, sviluppo e fruizione di contenuti in realtà virtuale e aumentata, una cabina destinata a spazio per la registrazione di video professionali, servizi fotografici, trasmissioni per la web radio dell’Istituto, diverse postazioni autonome di lavoro.

Sarà utilizzato al mattino con gli studenti (su richiesta anche di altri Istituti del territorio di ogni ordine e grado) e offrirà spazio pomeridiano a laboratori di creatività, robotica e artigianato digitale per i bambini e ragazzi. Sarà inoltre un ambiente dedicato alla formazione di gruppi di docenti di tutta la regione. Sarà insomma un vero civic center per la città, centro di promozione culturale e realizzazione di attività per la crescita di competenze avanzate nei docenti e nelle giovani generazioni.

Il costo complessivo del laboratorio supera i 100.000 € erogati dal Miur e ha reso necessario un co-finanziamento proveniente dai contributi volontari delle famiglie.

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