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Ancona

Imprese e trasformazione digitale, Confindustria Ancona in prima linea per la formazione: ecco Digital Skills

Ad illustrare il progetto rivolto agli imprenditori associati il delegato digitalizzazione Confindustria Ancona Marco Zannini

Marco Zannini, delegato Digitalizzazione Confindustria Ancona

ANCONA – Guidare gli imprenditori nello sviluppo di competenze digitali per crescere ed essere competitivi nei mercati e nei diversi settori. Confindustria Ancona propone una serie di incontri con i “capitani d’azienda” per arrivare poi a creare una community e un laboratorio permanente di tecnologie. Ad approfondire il progetto “Digital Skills” l’intervista al delegato digitalizzazione Confindustria Ancona Marco Zannini.

Che cos’è la trasformazione digitale?
«Potremmo definirla come una sfida per la maggior parte delle aziende in quasi tutti i settori. Una sfida non facile perché se da un lato è scontato parlare della crescente necessità delle imprese – ed in particolare degli imprenditori – di avere maggiore consapevolezza circa il ruolo delle tecnologie digitali, dall’altro manca negli imprenditori un reale approccio digitale, che si riflette anche nella scarsa capacità di attrarre, sviluppare e trattenere capitale umano con competenze digitali. Siamo, dunque, davanti a un profondo cambiamento, che ha implicazioni molteplici e pervasive su ogni dimensione, ma soprattutto di atteggiamento e cultura aziendale».

Quale può essere il ruolo di Confindustria in questa trasformazione?
«Come Confindustria vogliamo diventare interlocutore di fiducia delle aziende per accompagnarle nella diffusione di cultura e consapevolezza sul digitale, delle proprie persone e per aiutarle a prendere consapevolezza delle opportunità e delle sfide. Facilitando così i processi di trasformazione. Per costruire un percorso formativo utile per le aziende ci siamo domandati come convincere un imprenditore ad avviare un progetto di trasformazione digitale. Parlando in prima persona, in quanto imprenditore, ritengo che le domande giuste da porsi siano queste: Quali problemi volete risolvere con un progetto di trasformazione digitale? Quali obiettivi aziendali volete raggiungere con un progetto di trasformazione digitale? Qual è il ritorno economico sull’investimento?
Il modo di convincere un imprenditore è quindi quello di avere qualcuno che lo aiuti a rispondere a queste tre domande, e portare l’attenzione sul loro core business e mostrare loro come un progetto di trasformazione digitale avrà un impatto diretto sui loro profitti. Ecco perché abbiamo ideato Digital Skills».

Parliamo, dunque, del progetto Digital Skills: in cosa consiste?
Si tratta di un ciclo di otto workshop tematici, a numero chiuso, rivolto agli imprenditori associati a Confindustria. Sono infatti gli imprenditori i decision maker che approveranno investimenti, assunzioni e strategie e che abbracceranno in modo più consapevole, efficace ed efficiente le nuove tecnologie. Digital Skills è dunque un percorso sperimentale di crescita, per guidare gli imprenditori nello sviluppo di competenze digitali e del mindset di cui hanno bisogno per crescere e rimanere competitivi in mercati in rapida evoluzione».

Qual è il valore aggiunto di questo percorso rispetto alle tante offerte presenti sul mercato?
«Direi principalmente la modalità molto operativa e concreta dei workshop e la qualità e la competenza dei formatori. Abbiamo già coinvolto Talent e Garden e Gellify. Talent Garden è il più importante operatore europeo di digital education nonché la più grande community in Europa di innovatori dell’ecosistema tech. Gellify è una piattaforma a sostegno dell’innovazione delle aziende che abbraccia un approccio di open innovation, connettendo le startup del suo network (aziende digitali software B2B) con il mondo delle imprese, accelerando l’evoluzione dei modelli di business di queste ultime. In particolare si rivolge al settore manifatturiero, per rendere concreto il potenziale del digitale in aziende di ogni dimensione.

Con loro abbiamo capito cosa sia effettivamente la trasformazione digitale, quali implicazioni possa avere il digitale sul modello di business e come rafforzare le capacità esistenti attraverso l’implementazione di cambiamenti nelle persone, nelle pratiche e nelle tecnologie. Abbiamo aiutato gli imprenditori a capire come costruire una roadmap tecnologica legata al digitale, fornendo loro una nuova “cassetta degli attrezzi”. Le aziende hanno iniziato a sperimentare tecnologie emergenti accanto alle soluzioni core, che rappresentano il cuore dell’organizzazione».

Un progetto che è ancora in corso. Quali i prossimi appuntamenti?
«Questo venerdì 11 novembre ospiteremo Claudio Saurin, consulente e formatore con importanti esperienze nella digital tranformation, fra i pionieri in Italia dell’applicazione dell’approccio agile in contesti industriali. La Fabbrica Agile rappresenta una modalità di sviluppo dei prodotti fisici basata sull’Agilità che vuole eliminare le barriere fra uffici e officina per renderli un sistema artigianale elastico, creativo e umano in grado di trasformare velocemente le idee in prodotti di valore e di successo.

Proseguiremo poi per tutto il mese di novembre ospitando altri ospiti d’eccezione tra cui Alberto Mattiello, che a Miami, Florida, gestisce il Future Thinking, acceleratore internazionale d’innovazione di J. Walter Thompson.

All’interno del DIH vorremmo creare un programma di meeting con importanti player nel mondo dell’innovazione del business e dell’innovazione digitale in modo che networking, formazione e aggregazione possano aprire le nostre aziende a nuovi business, a nuovi modelli organizzativi difficilmente realizzabili come singole entità».

Cosa vi aspettate come risultato?
«Sicuramente un aumento di consapevolezza sul tema della trasformazione digitale, come dicevo all’inizio. Valuteremo anche di replicare il percorso su altri gruppi ristretti di imprenditori e abbiamo in programma di realizzare una pubblicazione da mettere a disposizione di tutti i soci del sistema confindustriale delle Marche, anche attraverso il Digital Innovation Hub Marche. L’ambizione sarebbe quella creare una sorta di community di imprenditori che possano fare da traino anche per gli altri sul tema della trasformazione digitale. Vorremmo infatti avviare la creazione di un laboratorio permanente di tecnologie digitali, lato software, in particolare quelli legati alla gestione d’impresa, all’amministrazione e al marketing. Gli sforzi per implementare la transizione digitale non riguardano infatti solo i processi produttivi. È proprio in altre aree dell’azienda che manca ancora una cultura condivisa e la conoscenza degli strumenti disponibili».