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Ancona

Cassa integrazione, 39 mila lavoratori aspettano ancora. Cna: «Siamo nella giungla della burocrazia»

La Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media impresa lancia l'allarme sui ritardi nei pagamenti degli ammortizzatori sociali. Liquidato ad oggi solo il 20%

ANCONA – Sono quasi 39mila i lavoratori e 10mila le imprese artigiane delle Marche che attendono ancora la cassa integrazione. A lanciare l’allarme sui ritardi nei pagamenti dell’ammortizzatore sociale è la Cna (La Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media impresa). All’appello manca la cassa integrazione del mese di aprile 2020, per un importo complessivo superiore ai 30 milioni di euro, dei quali ad oggi sono stati liquidati solo 6 milioni, praticamente il 20%.

Insomma un quadro piuttosto complesso che penalizza i lavoratori, senza stipendio da quasi 3 mesi. Alcune imprese per andare incontro ai loro dipendenti stanno anticipando il Tfr, ma ora non sono più in grado di farlo.

«Abbiamo alcuni segnali da parte del Governo rispetto alle nostre rimostranze  – spiega Massimiliano Santini, direttore provinciale della Cna di Ancona -, ma si tratta di timidi segnali: stanno iniziando a liquidare anche se a singhiozzo e in maniera molto lenta, con questi tempi arriveremo ad agosto, se va bene, a liquidare il mese di giugno. O c’è uno scatto in avanti significativo, oppure siamo al punto di partenza».

L'intervento del direttore della Cna, massimiliano Santini
Massimiliano Santini, presidente provinciale Cna Ancona

Secondo Santini il minore ricorso al Fondo di Solidarietà Bilaterale dell’Artigianato (Fsba), le cui richieste sono diminuite di due terzi, passando dai 676milioni di aprile ai 217milioni di maggio, dimostra che «l’economia è ripartita, ma le imprese hanno esaurito il pieno che avevano in cascina e quindi non hanno più liquidità neanche per anticipare il Tfr». Un sostegno, quello elargito dalle aziende ai loro dipendenti, che è stato attuato non senza difficoltà da parte delle imprese che subivano già prima dell’arrivo della pandemia gli effetti della crisi e ora, osserva Santini, non riescono più ad anticipare liquidità, «dovendo loro stessi ricorrere al supporto delle banche.

«Solo il 20-25% delle richieste sono state erogate – precisa Santini riferendosi alla Cassa Integrazione –  e quotidianamente stiamo contattando le migliaia di nostre imprese per chiedere se i loro dipendenti abbiano ricevuto o meno ciò che gli spetta».

Il sistema CNA che sostiene la bilateralità (Ebam) e quindi il Fondo di Solidarietà Bilaterale dell’Artigianato (Fsba), ha dimostrato nelle scorse settimane di essere pronto ed organizzato per erogare con sollecitudine ai lavoratori le risorse quando sono messe a disposizione dal Ministero, al punto che nel mese di marzo i 248.644.611 euro messi a disposizione alle 14:20 del 26 giugno, dopo appena 27 ore (ore 17:00 del giorno successivo) erano già stati versati nei conto corrente dei dipendenti delle imprese Cna.

Il Ministero ha modificato il modello di rendicontazione delle ultime risorse messe a disposizione, pari a 248milioni, e «stiamo attendendo altrettante risorse per arrivare a liquidare in settimana almeno il 50/60% degli aventi diritto» spiega Santini, ma «siamo alle prese con la “giungla della burocrazia”, con decreti che sostituiscono altri decreti, circolari tardive e non sempre esplicative, con interpretazioni che aumentano le incertezze operative».

Infine l’appello ai Ministri Catalfo e Gualtieri affinché rimuovano tutti gli ostacoli e «ci consentano di soddisfare le legittime richieste delle nostre imprese e dei loro dipendenti».