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Ancona

I piccoli comuni a Sirolo

Semplificazione amministrativa, risorse adeguate e nuove normative per la ricostruzione delle zone terremotate, mantenimento dei servizi pubblici in loco, Questi alcuni punti trattati nell'assemblea nazionale dell'Anpci (Associazione Nazionale Piccoli Comuni d'Italia)

La piazza centrale di Sirolo
La piazza centrale di Sirolo

SIROLO – Semplificazione amministrativa, eliminazione di inutili vincoli e procedure burocratiche che ostacolano o appesantiscono l’attività istituzionale, risorse adeguate e nuove normative per la ricostruzione delle zone terremotate, mantenimento dei servizi pubblici in loco (poste, farmacie, distretti sanitari), accoglienza dei migranti su base volontaria, revisione generale delle norme vigenti sugli appalti.

Queste le priorità emerse nell’assemblea nazionale dell’Anpci (Associazione Nazionale Piccoli Comuni d’Italia), che si è svolto a Sirolo dal 22 al 24 settembre, unitamente alla Festa Nazionale dei Piccoli Comuni. Si tratta di un vero e proprio manifesto programmatico, frutto della sintesi del dibattito e confronto fra i Sindaci provenienti da ogni regione d’Italia, che si allega.

L’ANPCI chiede anche che sia ripristinata l’elezione diretta di primo grado degli organi della Provincia e città metropolitane, per far sì che siano veramente rappresentativi della comunità locale e non di mera nomina partitocratica.

Inoltre, la presidente Nazionale Franca Biglio e tutti i sindaci intervenuti – in particolare il sindaco Moreno Misiti – hanno chiesto di esprimere «un deciso “no” all‘associazionismo obbligatorio per legge con fusioni o unioni forzose, che già tanti danni – con aumento dei costi, dei disservizi e della tassazione – ha fatto e sta facendo. In particolare deve essere rispettata la volontà dei cittadini, che debbono essere sempre consultati con referendum e il cui voto non può essere messo in discussione dagli enti sovraordinati, con chiaro riferimento a quello che è successo in Toscana ma anche nelle Marche (fusione tra i comuni di Serrungarina, Saltara e Montemaggiore al Metauro, ove la Regione ha deliberato la fusione malgrado in quest’ultimo comune fosse prevalso il “no” con circa il 65% dei voti)».

L’Anpci, poi, ha deliberato di chiedere l’eliminazione del limite del secondo mandato per i comuni fino a 15.000 o, in subordine, fino a 5.000 abitanti. «Ciò perché nei piccoli centri, soprattutto nella situazione attuale in cui è particolarmente complesso e difficile ricoprire la carica di sindaco, non è facile trovare le competenze e l’esperienza necessaria per amministrare adeguatamente il comune, per cui si rende necessario consentire la candidatura anche a chi ha già un secondo mandato, garantendo così effettiva libertà di voto ai cittadini e reale tutela dei loro interessi», spiegano in una nota.

Al termine dell’Assemblea il Sindaco di Chies d’Alpago ha consegnato la chiave d’oro dei piccoli Comuni d’Italia al Sindaco di Sirolo Moreno Misiti, che dovrà custodirla quale simbolico rappresentante di tutti i Comuni fino alla successiva Assemblea Nazionale nel 2018.