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Ancona

Hiv, ad Ancona il primo check point delle Marche per la diagnosi. Saracini: «Obiettivo intercettare le infezioni»

A febbraio 2022 ad Ancona aprirà il primo check point fisso delle Marche per la diagnosi dell'Hiv e delle altre malattie sessualmente trasmissibili. Ne abbiamo parlato con Luca Saracini, direttore delle Opere Caritative Francescane

ANCONA – Agevolare la diagnosi di Hiv per far emergere le infezioni sommerse responsabili della trasmissione del virus. È con questo obiettivo che nel mese di febbraio 2022 ad Ancona aprirà un check point fisso per lo screening delle malattie sessualmente trasmissibili. Il primo nelle Marche.

Luca Saracini
Luca Saracini, direttore generale Opere Caritative Francescane

Lo annuncia Luca Saracini, direttore delle Opere Caritative Francescane e de “Il Focolare”, la casa alloggio che ospita persone sieropositive e con Aids prive di assistenza familiare. Una iniziativa resa possibile grazie a un bando di finanziamento Gilliad, che pone l’accento sul contrasto alla diffusione del virus. Nel check point, che vedrà la sua sede nel quartiere Grazie di Ancona, potranno recarsi le persone per lo screening che verrà eseguito tramite test rapido gratuito con pungidito. Il test in 15 minuti circa darà esito non solo sull’infezione da Hiv, ma anche di altre malattie sessualmente trasmissibili, fra le quali anche la sifilide.

«L’Italia purtroppo a livello europeo ha il primato di diagnosi tardive – spiega Saracini -, un fenomeno in aumento» da qui l’importanza dei check point e, in tale cornice, quello di Ancona sarebbe uno dei pochi del centro Italia, dal momento che ad oggi sono attivi solo a Milano, Bergamo, Bologna e Napoli.  «Copriremo tutta la regione – afferma -, il nostro obiettivo è quello di intercettare le persone che hanno contratto l’infezione, in modo da iniziare tempestivamente la terapia, così che possano avere la stessa aspettativa di vita di una persona sieronegativa ed evitare che possano contagiare».

Un’iniziativa che, come spiega lo stesso Saracini, vuole anche contrastare la contrazione di nuove diagnosi registrata a causa della pandemia, che ha reso gli ospedali meno accessibili, con il rischio di aumentare le infezioni sommerse, quelle responsabili della trasmissione virale, perché avvengono inconsapevolmente.

Intanto dal 1° al 3 dicembre, ad Ancona si terrà una tre giorni di iniziative per sensibilizzare sulla lotta all’Aids, una malattia che nel mondo ha ucciso, dal 1987, più di 25 milioni di persone. Ad organizzarle, Opere Caritative Francescane, Comune di Ancona e altre associazioni del territorio. Il 1° dicembre l’accento sulla prevenzione in piazza del Papa con l’Info point e il Check Point sull’Hiv e le altre malattie sessualmente trasmissibili. con la possibilità di sottoporsi gratuitamente al test rapido salivare HIV e HCV.

Un’iniziativa che si ripete anche il giorno dopo, mentre il 3 dicembre in Comune la tavola rotonda “Ancona aderisce alla Fast Track City” con la sottoscrizione da parte del sindaco di Ancona, Valeria Mancinelli, alla rete di città globali che si impegnano a combattere in modo più efficace e mirato l’infezione da Hiv con l’obiettivo di raggiungere la quota 90-90-90 fissata dall’ OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), ovvero: 90% delle persone con Hiv diagnosticate, 90% delle persone diagnosticate in terapia e 90% delle persone in terapia con carica virale non rilevabile.

Tra le iniziative che vedono impegnate le Opere Caritative Francescane, c’è anche l’acquisto di un’automobile attrezzata per il trasporto in carrozzina. Grazie ai progressi della scienza se l’età dei malati si è allungata nel tempo molti fanno fatica a muoversi autonomamente, per questo è stata lanciata la raccolta fondi (con donazione sul c/c n. IT75C0306909606100000008932 – Banca Intesa Sanpaolo – c/c postale n. 26130054 intestato a Opere Caritative Francescane – Casa Famiglia Il Focolare, inserendo la causale “erogazione liberale progetto Fuori di Casa”), una donazione che può avvenire anche online su https://www.retedeldono.it/it/progetti/ocf-marche/fuori-di-casa.

Un progetto, quello “Fuori di Casa”, che arriva in concomitanza dei 20 anni de “Il Focolare” di Varano che dà ospitalità a una decina di malati.

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