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Ancona

Green pass e colazione in camera: la protesta di B&b e affittacamere

La Federazione associazioni ricettività extralberghiera (Fare) esprime preoccupazione per l'introduzione del Green pass in strutture ricettive piccole e che non sempre hanno spazi all'aperto. Ecco cosa chiede

ANCONA – Domani, 6 agosto, entra ufficialmente in vigore l’uso del Green pass nei ristoranti al chiuso, ad esempio, e in tante altre strutture come palestre e piscine. Un fatto che divide l’opinione pubblica e soprattutto sta sollevando nuove difficoltà per i gestori dei locali interessati dal provvedimento.

Le preoccupazioni di F.A.R.E.

F.A.R.E- Federazione associazioni ricettività extralberghiera, esprime tutte le sue preoccupazioni. «Oggi, 5 agosto, siamo ancora in attesa di ricevere i chiarimenti richiesti il 30 luglio scorso al ministro del Turismo Garavaglia e al presidente della Conferenza Stato-Regioni Fedriga. È paradossale che a 24 ore dall’applicazione del dl 105 del 23 luglio ci sia un’intera categoria di gestori che, per la mancanza di chiarezza, sta subendo gravi ripercussioni in termini di cancellazione delle prenotazioni», afferma la presidente della Federazione Delia Di Maio, che ribadisce con fermezza la necessità di concertare in anticipo con i rappresentanti degli operatori del settore importanti scelte come questa del Green pass.

Migliaia di famiglie operano nel settore

Le centinaia di migliaia di famiglie che operano nel campo dell’ospitalità extralberghiera stanno accusando un altro duro colpo se si considera che il provvedimento arriva nel pieno della stagione turistica e che i flussi di turisti dall’estero sono ancora molto esigui. Le strutture ricettive extralberghiere che erogano il servizio di prima colazione (nello specifico bed&breakfast e affittacamere) ma non hanno a disposizione spazi all’aperto, in virtù della ridotta capacità ricettiva, sono perfettamente in grado di gestire il servizio, servendo la colazione direttamente in camera, qualora ci siano ospiti totalmente sprovvisti di Green pass in corso di validità. «Questa è la linea che la Federazione nazionale F.A.R.E. ritiene di consigliare ai propri associati qualora non arrivino i chiarimenti richiesti al Ministro – continua la presidente Di Maio – perché consente ai gestori di continuare ad operare in totale sicurezza, per se stessi e per gli ospiti, garantendo i servizi di pernottamento e prima colazione che caratterizzano l’accoglienza tipicamente familiare».