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Ancona

Green pass obbligatorio, Borromei dell’Ordine dei medici di Ancona: «Nessun certificato medico anomalo»

Con l'introduzione dell'obbligo di certificazione verde, esteso al mondo del lavoro, c'è stato un incremento dei certificati per malattia. Ma secondo i medici non è da correlare al Green pass. Mattioli (Smi): «In aumento ma sotto media stagionale»

Medico (Foto di valelopardo da Pixabay)

ANCONA – «Non è stato segnalato nessun certificato anomalo». Lo fa sapere il presidente dell’Ordine dei Medici di Ancona, Fulvio Borromei. Con l’entrata in vigore dal 15 ottobre dell’obbligo di Green pass sul lavoro, in provincia di Ancona non sono emerse anomalie sul fronte dei certificati medici emessi per malattia. 

Nei giorni precedenti l’ingresso della nuova norma normativa che regola l’accesso ai luoghi di lavoro, alcuni dipendenti avevano annunciato alle imprese l’intenzione di mettersi in malattia, come segno di protesta verso il Green pass, ma poi l’affluenza nelle aziende era stata superiore alle attese.

In Italia, secondo i dati Inps, dal 15 ottobre i certificati di malattia «sono aumentati quasi del 23% rispetto alla settimana precedente» fa notare Piera Mattioli, presidente regionale del Sindacato medici italiani (Smi), nel precisare tuttavia che questo incremento «è risultato inferiore alla media stagionale, ma comunque alto per quanto riguarda gli addetti al pubblico (+18,3% ) superati comunque dai lavoratori privati “tutelati” (+21,1%)».

L’impennata di certificati secondo Mattioli non è da correlare alla certificazione verde né tanto meno ad una compiacenza del medico che rilascia la certificazione: «La certificazione è un’importante pratica medico legale che implica una grande assunzione di responsabilità da parte del medico riguardo il contenuto della certificazione – afferma Mattioli -. Il medico non può rilasciare un certificato di malattia senza vedere l’assistito e se rilasciasse un certificato per telefono senza visitare il paziente o rilasciasse una certificazione per una malattia non” veritiera” commetterebbe un falso in atto pubblico, reato molto grave di cui si risponde penalmente».

L’impennata di certificati medici può essere piuttosto collegata a malattie da raffreddamento, visto l’arrivo delle temperature rigide in anticipo rispetto all’anno precedente. In ogni caso la presidente reginale Smi sottolinea che a diverse persone, lavoratori o non lavoratori, «alcune situazioni momentaneamente non affrontabili e sostenibili potrebbero provocare sia emotivamente che fisicamente uno stato di stress psicofisico e in questo caso il medico è obbligato a rilasciare un certificato di malattia con diagnosi di stress psicofisico».

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