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Ancona

Graphic novel da leggere: alcune proposte per gli amanti dei fumetti

Per gli appassionati di graphic journalism, la libreria Fogola di Ancona suggerisce "Libia" di Francesca Mannocchi e Gianluca Costantini. E poi...

ANCONA – Nel corso degli ultimi decenni, tanto su scala internazionale quanto nel nostro Paese, l’editoria ha dato ampio spazio alla pubblicazione di graphic novel, veri e propri romanzi a fumetti, racchiusi in un solo volume, in cui è possibile leggere una storia dall’inizio alla fine. Una storia illustrata a cavallo tra il giornalismo, la narrativa e il fumetto, in genere indirizzata al pubblico adulto.
Ecco allora alcune opere a fumetti consigliate dalla libreria Fogola di Ancona, da leggere tutte d’un fiato o da gustarsi durante l’estate.

«Da poco è uscito Andrà tutto bene di Leo Ortolani, noto fumettista italiano – spiega la titolare Simona Rossi -. Il libro illustrato parla del coronavirus ed è una sorta di diario dalla zona rossa. Molto richiesto anche Dinosauri che ce l’hanno fatta, sempre di Ortolani». Raccontato da Leo Ortolani, perfino il coronavirus può diventare un tema esilarante e degno di un sano, liberatorio scherno. Non ci si può che arrendere alle risate di fronte a questo diario disegnato della pandemia, in cui l’autocertificazione è materia per scrittori fantasy, i politici si esibiscono in uscite sempre più improbabili e il protagonista assiste, impotente e smarrito, a un’escalation di situazioni surreali. Un colossale successo in rete diventa ora una raccolta da collezione, un oggetto irrinunciabile per i fan ma soprattutto per chi vorrà rileggere questi giorni con lo sguardo arguto e implacabile del grande autore di Rat-man.

Un classico imprescindibile, primo romanzo a fumetti a vincere il premio Pulitzer, è invece Maus di Art Spiegelman, testimonianza sulla Shoah pubblicata negli anni Ottanta.
«Ogni estate gli insegnanti delle scuole medie suggeriscono agli studenti di leggere Maus – spiega Simona Rossi – e anche quest’anno questo graphic novel è una delle letture estive dei ragazzi. L’Olocausto è raccontato nella forma del fumetto dove gli ebrei sono topi e i nazisti gatti».
Maus racconta la storia di una famiglia ebraica tra gli anni del dopoguerra e il presente, fra la Germania nazista e gli Stati Uniti. Un padre, scampato all’Olocausto, una madre che non c’è più da troppo tempo e un figlio che fa il cartoonist e cerca di trovare un ponte che lo leghi alla vicenda indicibile del padre e gli permetta di ristabilire un rapporto con il genitore anziano. Una storia familiare sullo sfondo della più immane tragedia del Novecento.

La libreria Fogola consiglia anche Kobane calling. Oggi di Zerocalcare, L’ultima spiaggia di Roberto Innocenti, «un illustratore di altissimo livello», e Le mani di Zeta di Akab. Quest’ultimo racconta di Z, un uomo con un ritardo mentale che vive con la madre, ossessionato da Zorro. Le Mani di Z è una storia che parla della delusione collettiva del reale e del conseguente bisogno di rifugiarsi nelle opere di fantasia, nella cultura Pop. Quel Pop che Akab, instancabile agitatore del fumetto italiano, ha smontato pezzo dopo pezzo in più di un quarto di secolo di carriera.

Tra le proposte riguardanti invece il graphic journalism, la libreria anconetana suggerisce Libia di Francesca Mannocchi e Gianluca Costantini. La Mannocchi è una giornalista d’inchiesta che ha lavorato in Libia, Iraq, Tunisia, Libano, Siria, Egitto, dedicandosi soprattutto alle questioni dei migranti e alle zone di guerra. Costantini, attivista per i diritti umani e disegnatore, ha messo il suo talento grafico al servizio di importanti cause umanitarie. Insieme hanno voluto affrontare una questione che da decenni si rivela tra le più divisive all’interno dell’opinione pubblica italiana e internazionale.

Questo reportage a fumetti dà notizia di una Libia diversa da quella dei telegiornali e dei post sui social. È la Libia dei libici, la Libia delle code fuori dalle banche per procurarsi una moneta che non ha più valore. La Libia dei ragazzi che hanno combattuto il regime di Gheddafi e ora lo rimpiangono perché almeno, “quando c’era lui”, si sentivano sicuri; e non mancavano soldi, corrente elettrica, benzina. La Libia delle madri ferme alla finestra in attesa di figli che non torneranno. La Libia degli anziani che hanno attraversato decenni di dittatura e si guardano sempre le spalle. La Libia della gente comune che subisce ogni giorno ricatti dei militari, abusi, rapimenti, e vive perennemente nel terrore.
La Mannocchi sarà ospite a fine agosto del festival Adriatico Mediterraneo (26 agosto alla Mole di Ancona).