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«Giustizia alla portata di pochi», gli avvocati alzano la voce sulla riforma

“Giornata della dignità e dell'orgoglio dell'Avvocatura e della salvaguardia delle tutele”. È la mobilitazione indetta oggi dall'organismo congressuale forense con tutti i presidenti degli ordini degli avvocati delle cinque province delle Marche che hanno toccato i punti dolenti della professione per farli arrivare al mondo politico in vista delle prossime elezioni del 4 marzo. «Minato il diritto di difesa dei cittadini»

Serenella Bachiocco, presidente dell’Ordine degli avvocati di Ancona, Francesca Palma, ordine di Fermo, Carlo Strinati, vice presidente ordine di Macerata, Tommaso Pietropaolo, ordine di Ascoli Piceno, Giuseppe Recupero, ordine di Urbino e Massimo Stolfa, segretario ordine di Pesaro
Serenella Bachiocco, presidente dell’Ordine degli avvocati di Ancona, Francesca Palma, ordine di Fermo, Carlo Strinati, vice presidente ordine di Macerata, Tommaso Pietropaolo, ordine di Ascoli Piceno, Giuseppe Recupero, ordine di Urbino e Massimo Stolfa, segretario ordine di Pesaro

ANCONA – La giustizia solo alla portata di chi è più benestante, il problema delle intercettazioni che limiteranno la conoscenza integrale dei dialoghi, le cause fallimentari che si concentreranno in un unico tribunale e l’equo compenso ancora non garantito. Gli avvocati alzano la voce e, sottolineando queste carenze e rischi sulla riforma della giustizia che riguarda la loro professione, hanno proclamato oggi in tribunale la “Giornata della dignità e dell’orgoglio dell’Avvocatura e della salvaguardia delle tutele”. Tutte perplessità che andrebbero, secondo la categoria, «a minare il diritto di difesa dei cittadini».

Ad indire la giornata a tema è stato l’organismo congressuale forense, con tutti i presidenti degli ordini degli avvocati delle cinque province delle Marche che hanno toccato i punti dolenti della professione per farli arrivare al mondo politico proprio adesso che si andrà a votare per il rinnovo del Parlamento (il 4 marzo).

Serenella Bachiocco

LA GIUSTIZIA A PORTATA DI POCHI. A permettersi una causa saranno solo i più facoltosi, hanno spiegato gli avvocati. «Ancora non si sa – ha sottolineato Giuseppe Recupero, presidente dell’ordine degli avvocati di Urbino – quale sarà il gettito del contributo pubblico per accedere alla giustizia che rischia di essere appannaggio solo dei più facoltosi». Sulla stessa linea Serenella Bachiocco, presidente dell’ordine degli avvocati di Ancona, che ha sottolineato come «questo porterebbe ad una giustizia a portata solo di persone più benestanti». «All’interno del Tar – ha aggiunto Bachiocco – rimangono poche società che ad esempio potranno pagare il contributo per accedere alla giustizia visto che per gli appalti si va anche oltre i 1.200 euro». Stessa cosa nelle cause di sfratto per morosità degli affitti dove, ha fatto presente sempre Bachiocco, il contributo da pagare è tanto più alto quanto più alte sono le morosità da prendere. «Oggi fa tutto il giudice – ha concluso Bachiocco – almeno la prima parte di queste cause dovrebbe essere lasciata agli avvocati perché sarebbe tutto più snello».
INTERCETTAZIONI. «La riforma prevede la non possibilità per gli avvocati – ha detto ancora Recupero – di acquisire i brogliacci della polizia giudiziaria in fase di indagine dove vengono annotati tutti i dialoghi intercettati. Questi non sono alla portata anche dei legali che si vedono così violare il diritto alla difesa».
FALLIMENTI. «La riforma della legge fallimentare – ha commentato Tommaso Pietropaolo, presidente dell’ordine degli avvocati di Ascoli Piceno – provocherà la desertificazione dei tribunali locali concentrando tutto ad Ancona che sarà sommersa da fascicoli fallimetari. Agli altri rimarranno solo le crisi di impresa».
ALTRE PROBLEMATICHE. Al centro della preoccupazione degli avvocati anche la mancata approvazione ancora dell’equo compenso per la professione esercitata, «una tariffa dignitosa va indicata», ha detto Bachiocco, e la partecipazione a distanza del testimone in aula (oggetto della riforma) che «sottrarrà il contatto umano che il giudice ha con la persona – ha detto Pietropaolo – fondamentale per capire se sta dicendo o meno la verità in seno ad un processo».
Alla giornata della dignità e dell’orgoglio erano presenti anche Francesca Palma, presidente dell’ordine degli avvocati di Fermo e Carlo Strinati, vice presidente dell’ordine degli avvocati di Macerata. Tutti hanno chiesto attenzione alla politica e a chi andrà a fare politica nella prossima legislatura ribadendo che le riforme vanno fatte sentendo soprattutto il parere degli avvocati.

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