Giuseppe Campoccio, record nazionale di lancio del giavellotto: «Mi sento un atleta come gli altri, senza nessuna differenza»

Il tenente colonnello con ruolo d’onore dell’Esercito Italiano, membro del Gruppo Sportivo Paralimpico Difesa, ha fatto l'en plein al Grand Prix Fispes di Ancona dove si è candidato ai mondiali di novembre. Ci ha raccontato la sua storia e i suoi successi che lo hanno portato a diventare icona di caparbietà e superamento di ogni barriera

ANCONA – I suoi successi sportivi sono iniziati ad Ancona ed è qui che è tornato per partecipare ai Campionati Italiani Paralimpici Indoor ed Invernali Lanci e 1° prova di Coppa Italia Lanci Fispes (Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali), primo passo verso le Paralimpiadi di Tokio 2020, tramite il Mondiale di Dubai di novembre dove è il favorito.
Lui è Giuseppe Campoccio, 53 anni originario di Bolzano, campione italiano di lanci in carrozzina, oro europeo a Berlino e bronzo mondiale a Londra nel getto del peso. Tenente colonnello con ruolo d’onore dell’Esercito Italiano, fa parte del Gruppo Sportivo Paralimpico Difesa ed è specializzato nel getto del peso, lancio del disco e lancio del giavellotto.

La sua è una storia di sofferenze e rinascite, ma è soprattutto la storia di un uomo che con forza e coraggio ha saputo guardare in faccia il dolore e puntare sempre in alto. Giuseppe Campoccio è l’icona del sacrificio e la dimostrazione concreta che con caparbietà si possono sconfiggere le barriere fisiche e mentali, arrivando a compiere dei veri e propri miracoli. Lui che si definisce «un atleta come gli altri» lotta da anni per combattere contro le discriminazioni e per questo vorrebbe che la competizione olimpica non fosse più suddivisa in Olimpiadi e Paralimpiadi.

I tre ori conquistati da Giuseppe Campoccio
I tre ori conquistati da Giuseppe Campoccio

LA STORIA DI GIUSEPPE CAMPOCCIO
Il nostro recordman nazionale, che oggi vive a Cassino, si arruola nell’Esercito Italiano, nel Genio guastatori all’età di 21 anni. Nel novembre del 1991 rimane coinvolto in un grave incidente avvenuto durante un’esercitazione in area Italiana. Posto in congedo per causa di servizio, il Ministero della Difesa gli ha riconosciuto la medaglia di ferito in servizio ed il Ruolo d’Onore. Da sempre appassionato di sport, dopo aver praticato per anni pugilato e karate, nel 2015 entra a far parte del Gruppo Sportivo Paralimpico Difesa e partecipa ai campionati italiani master di atletica categoria M45 a Cassino (giugno 2015) classificandosi al 4º posto nel peso, al 5º posto nel disco ed al 5º posto nel giavellotto. Purtroppo però contrae un’infezione ossea che gli compromette la funzionalità del braccio e della gamba sinistra costringendolo sulla sedia a rotelle. Lui però non si abbatte, continua a praticare sport e diviene simbolo e portavoce dell’integrazione.

Giuseppe Campoccio

«L’Esercito è la mia prima mamma – spiega – ed essere riaccolto nelle sue braccia dopo tanti anni è stata una grande emozione. Essere riammesso per meriti sportivi è stato molto gratificante e spero di onorare la mia presenza con dei risultati importanti fino ad arrivare a Tokio 2020 che è il sogno di ogni atleta».

Giuseppe è rientrato nell’Esercito il 23 gennaio del 2017, per meriti sportivi. Inoltre, grazie alla formalizzazione di un protocollo d’intesa, firmato il 22 dicembre del 2014, tra il Ministero della Difesa e il Comitato italiano Paralimpico, si è data la possibilità ai soldati feriti di praticare lo sport a livello agonistico. «L’Italia – precisa – è l’unico paese al mondo che ci permette di rientrare in servizio e di riassaporare la gioia di servire la patria in maniera diversa attraverso lo sport».

Giuseppe Campoccio alle prese con il getto del peso (3 kg)
Giuseppe Campoccio alle prese con il getto del peso (3 kg)

Seguito dal Centro Olimpico dell’Esercito Italiano dove, come spiega lui stesso, è presente «uno staff eccezionale di fisioterapisti e massaggiatori», «sotto la loro guida e grazie alla loro grande attenzione riesco ad ottimizzare la mia prestazione, perché con la mia invalidità e con la fatica degli allenamenti, il loro contributo è straordinario per arrivare a certi risultati».

Giuseppe con i suoi successi è diventato un esempio positivo per le persone con disabilità, ma lui giustamente vede in se stesso un atleta che ha saputo realizzare un sogno e superare costantemente le sue prestazioni. «Mi sento un atleta con la a maiuscola – spiega –  senza nessuna differenza, questo è lo sprono che voglio dare a tutti i ragazzi che si approcciano all’attività sportiva avendo avuto delle complicanze durante la loro vita». Intanto lui punta in alto e conta di prendere tre titoli italiani invernali per tutte e tre le categorie, peso, giavellotto e disco e vincere il Gran Prix Internazionale. Ma nei sogni di Giuseppe ci sono anche le Olimpiadi di Parigi 2024.

LA GARA DI ANCONA
Il 23 e 24 marzo ad Ancona, ai Campionati Italiani Paralimpici Indoor ed Invernali Lanci, Giuseppe ha disputato 3 gare. Nel 2016 proprio ad Ancona aveva messo a segno i tre primati italiani nel getto del peso, lancio del giavellotto e del disco. Un exploit sportivo che lo ha legato strettamente alla città dorica, alla quale si sente molto affezionato.


Nella competizione dorica Giuseppe ha fatto l’en plein, candidandosi ai mondiali di novembre e aggiudicandosi il record nazionale di lancio del giavellotto con 24,93, ben 43 cm in più rispetto al precedente. Per Campoccio è triplo triplete: 3 ori, 3 titoli italiani invernali e 3 ori Grand Prix Winter Challenge.

Nel getto del peso si è aggiudicato la migliore prestazione mondiale dell’anno coprendo la distanza di 11,53 metri categoria F33 (peso 3 kg). Nel lancio del disco (categoria F33) la sua è risultata la terza prestazione mondiale dell’anno con 26.27 metri, mentre nel lancio del giavellotto (categoria F33) ha messo a segno la migliore prestazione mondiale dell’anno.

Una gara emozionante – spiega Giuseppe Campoccio – perché disputata per la prima volta dopo essere rientrato in servizio nell’Esercito Italiano e per questo devo ringraziare l’Esercito, il Gruppo Sportivo Paralimpico e il Centro Olimpico Sportivo dell’Esercito che mi hanno accolto a braccia aperte e sotto la sapiente governance del colonnello Del Favero, comandante del Centro Olimpico dell’Esercito, stiamo raggiungendo già una forma buona per il prosieguo della stagione».

«Una bella giornata di sport – commenta il presidente regionale del Coni, Fabio Sturani – e testimonianza importante dell’impegno oltre le difficoltà fisiche. Dobbiamo ancora fare molto nel nostro paese per rendere lo sport un diritto per tutti, ma siamo sulla buona strada».