Centro Pagina - cronaca e attualità

Ancona

Giornata nazionale della donazione, Aido Marche in prima linea

Oltre ottomila persone in Italia attendono ogni anno un organo e la lista di attesa non si riduce. Il presidente provinciale Pantalone: «Ecco perché informare è importante»

Donazione organi e tessuti, assistenza medica, sanità

ANCONA – Domenica 11 aprile si celebra in tutto il paese la giornata nazionale della donazione e del trapianto di tessuti e organi. L’iniziativa è stata indetta dal Ministero della salute ed è promossa da una serie di realtà di volontariato tra cui l’associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule (AIDO), che ha programmato diverse iniziative a livello nazionale. Data l’emergenza sanitaria in atto, ovviamente sono svolte on line, ma ciò non fa venir meno l’importanza della giornata, il cui scopo è di sensibilizzare l’opinione pubblica su un così delicato ma importantissimo tema, quale appunto la donazione degli organi.

Per la giornata nazionale della donazione e del trapianto di tessuti e organi 2021 l’Aido ha dato spazio ai giovani studenti dell’istituto Ruffini di Imperia: anticipando un po’ i tempi hanno dato vita a una iniziativa lo scorso venerdì in diretta sui canali social per fare il punto della situazione della donazione e dei trapianti a un anno dalla pandemia da covid-19.

Inoltre è stata ideata una campagna “Donare è una scelta naturale”, il cui filo conduttore sarà l’equazione 1+X=7: la formula del dono. «Significa che chi sceglie di donare – spiega il presidente provinciale dell’Aido Ancona Marco Pantalone – con un semplice “si”, che non costa nulla dato che il trapianto avviene dopo il decesso, permette di salvare sette vite grazie ai trapianti».

Trapianti per cui sono in attesa, a livello regionale, centinaia di persone. «Sono oltre ottomila – ha sottolineato il referente Aido Ancona – le persone che ogni anno in Italia sono in attesa di una nuova vita». Il 72,5% (6.132) aspetta un rene, il 12,7% (1.076) un fegato, il 7,9% (670) un nuovo cuore. Inferiori i numeri di chi ha bisogno di un trapianto di polmone (3,8%, 320 pazienti) e pancreas (3%, 252 pazienti). «E non bastano i tremila interventi all’anno, perché continuamente si aggiungono nuovi pazienti; persone che attendono una donazione».

Fare questa scelta però non è semplice. In primo luogo non tutti sanno che si può sottoscrivere una dichiarazione in fase di rinnovo della carta d’identità con cui si autorizza al prelievo degli organi. «Quella sperimentazione partita proprio da 16 comuni delle Marche è diventata poi una prassi adottata in tutta Italia», spiega ancora il referente dorico. Le donazioni, fanno sapere dall’Aido Ancona, sono continuate nonostante l’enorme lavoro dedicato dalle Terapie Intensive ai pazienti Covid. Nel 2020 gli Ospedali Riuniti di Ancona hanno dato il tributo maggiore con 27 donatori d’organo procurati di cui 25 utilizzati, ma anche gli altri ospedali, pur in difficoltà enormi, hanno procurato 18 donatori di cui 14 utilizzati. Nonostante questa opportunità, a livello nazionale c’è un 29% di cittadini che si oppongono alla donazione, quota che nelle Marche scende per fortuna al 19%. Le opposizioni sono ancora in trend discendente, 17 rispetto alle 20 del 2019, riconfermando le Marche regione generosa anche in tempi difficili. Nella nostra regione sono oltre 34mila gli iscritti all’Aido.

Ma il tema tocca la sfera dell’emotività, delle credenze religiose, a volte circolano delle vere e proprie fake news; motivo per cui si rende ancora più importante l’opera di sensibilizzazione e informazione della cittadinanza per fare conoscere i benefici connessi a un semplice “sì”. «Negli anni passati – spiega ancora Pantalone – eravamo in piazza a parlare con la gente e informarla; oggi con la pandemia tutto si svolge on line e viene a mancare quel dialogo fondamentale per fare capire cosa possa voler dire un “sì”. Per alcuni significa rinascere, per altri significa migliorare notevolmente la propria esistenza grazie per esempio ai tessuti trapiantati. Ma a tutti i donatori non costa nulla. È questo il dato che dovrebbe fare riflettere».