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Ancona

Giorgia Sordoni alla guida di Confcooperative Federsolidarietà Marche

È stata eletta dall'assemblea regionale dell'associazione che si è svolta ad Ancona. Subentra a Roberto Frullini

Giorgia Sordoni presidente di Confcooperative Federsolidarietà Marche

ANCONA – È Giorgia Sordoni la nuova presidente di Confcooperative Federsolidarietà Marche. È stata eletta dall’assemblea regionale dell’associazione che si è svolta ad Ancona. Impegnata nella cooperazione sociale da 25 anni, Sordoni, 50 anni, è pedagogista ed è vicepresidente della cooperativa sociale Centro Papa Giovanni XXIII. Subentra a Roberto Frullini alla guida di Confcooperative Federsolidarietà Marche che associa 110 cooperative sociali con 8.200 soci, 4.500 occupati e oltre 125 milioni di fatturato. Il primo impegno, per la nuova presidente, sarà «creare subito una squadra, un gruppo che rappresenti la multidimensionalità della nostra cooperazione».

«Ritengo che l’elemento distintivo della cooperazione sociale debba essere il non lasciare indietro nessuno – ha affermato Frullini tracciando un resoconto della sua presidenza -. Avevamo obiettivi di crescita e sviluppo, non sempre è stato possibile a causa della tempesta del Covid ma abbiamo saputo reagire e reinventarci nelle attività, sempre per perseguire l’interesse della comunità alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini».

La cooperazione sociale di Confcooperative Federsolidarietà Marche, ha detto Frullini, ha dato vita «ad iniziative di sostegno sociale, affrontato la costruzione di nuove conoscenze digitali e attivato nuovi interventi sanitari nelle nostre strutture e nei luoghi di lavoro, condiviso incertezze e speranze». Ora, ha aggiunto Frullini, «l’implementazione della riforma del Terzo settore in tutto il suo potenziale, l’avvio del percorso di costruzione e approvazione del nuovo Piano sociale e sanitario regionale, la rinascita dei territori colpiti dal sisma e delle aree montane con la cooperazione di comunità e il Pnrr sono alcune delle nuove opportunità che certamente sapremo cogliere e concretizzare».

Il Pnrr come strumento per rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana, come prevede l’articolo 3 della Costituzione, citato dall’assessore regionale alla Sanità, Filippo Saltamarini, nel suo intervento all’assemblea. Un’opportunità per dare valore ad «un’economia sociale del mercato che sia a tutela dei più deboli» e che, in questa fase, «può utilizzare le risorse europee a disposizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, 32 milioni di euro per le Marche, per valorizzare e riorganizzare il sistema del welfare. Un percorso a cui dobbiamo lavorare insieme cercando di anticipare i tempi previsti e concretizzando i progetti necessari al bene e ai servizi per le nostre comunità».

Servizi, ha sottolineato il presidente di Confcooperative Marche, Massimo Stronati, «per la cui gestione la cooperazione sociale ha dato tanto in questi due anni. C’è sempre stata come punto di riferimento del welfare e lo sarà anche per il futuro perché sta elaborando dei modelli di sviluppo interessanti per il territorio».

Un ruolo, ha detto Stefano Granata, presidente Confcooperative Federsolidarietà nazionale, che «parte dal rilancio del Paese in cui è fondamentale l’azione della cooperazione sociale visto che la pandemia ha fatto emergere in maniera eclatante quanto sia forte la domanda di welfare e quanto sia poco strutturata dentro i territori. Vogliamo ripartire proprio dai territori dove il welfare si costruisce partendo dalle persone che abitano le comunità. La cooperazione sociale non si candida ad essere l’unica risposta ma ad essere il connettore delle tante proposte e risorse, pubbliche e private, che si possono trovare e che possono contribuire alla ricostruzione dei legami di cui la società ha veramente bisogno».