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Giallo della pittrice, l’auto portata dal meccanico dopo la denuncia di scomparsa. Un amico: «C’è qualcosa che non va»

Alla trasmissione di "Chi l'ha visto?" parla il carrozziere di Giuseppe e Simone Santoleri, padre e figlio indagati per omicidio dopo la sparizione di Renata Rapposelli. La donna non si trova da un mese esatto. Dalla vettura si era rotto il cambio e sarebbe stata lasciata a riparare per una settimana

La pittrice Renata Rapposelli
La pittrice Renata Rapposelli

ANCONA – «Quando l’ho visto in trasmissione ho capito che c’era e c’è qualcosa che non va. Conosco bene Simone, so quando si agita». Cosí un amico di Simone Santoleri parla alla trasmissione di “Chi l’ha viso?”, andata in onda ieri sera sul giallo della pittrice Renata Rapposelli, scomparsa dal 9 ottobre. Si riferisce alla diretta della settimana scorsa, quando le telecamere erano entrate in casa di padre e figlio, Giuseppe e Simone Santoleri. Oggi è un mese esatto che la donna, 64 anni, originaria di Chieti ma residente da anni ad Ancona, è sparita nel nulla dopo il viaggio a Giulianova. L’ex marito e il figlio sono ancora indagati a piede libero per concorso in omicidio, occultamento e distruzione di cadavere.

La Fiat 600 parcheggiata sotto casa a Giulianova
La Fiat 600 parcheggiata sotto casa a Giulianova

Il 9 ottobre la pittrice era andata da loro, in treno. Il suo cellulare avrebbe agganciato come ultima cellula quella di Giulianova. Alla trasmissione di Rai Tre si fa chiarezza anche sul guasto dell’auto di padre e figlio, la Fiat 600, che è stata poi portata dal meccanico per la rottura del cambio.

Il carrozziere
Il carrozziere

«Non ricordo bene il giorno, forse era il 23 ottobre – riferisce il carrozziere alle telecamere di “Chi l’ha visto?” – l’auto era dal meccanico perché non entravano le marce. Simone mi ha chiesto di accompagnarlo a prenderla dal meccanico. L’ha tenuta in riparazione una settimana. Ho visto il pezzo cambiato, era grande circa 8 centimetri per 12 con uno spessore di due”. Una forte pressione sul cambio, stando al carrozziere, avrebbe potuto causare la rottura subita.

Le testimonianze

L’amico fornisce un quadro particolare della sua conoscenza con Simone e del rapporto tra padre e figlio. «Capitava che quando mangiavamo – continua l’amico – lasciava il papà in piedi mentre noi mangiavamo e lo faceva dormire in uno sgabuzzino. Questa cosa non ci piaceva». L’amico racconta anche che Simone aveva avuto una denuncia dalla sua ex compagna perché l’aveva minacciata con una pistola. «Non so se erano bugie – dice sempre l’amico – perché voleva attirare l’attenzione su di sè. Simone ha un carattere forte».

L'amico di Simone Santoleri
L’amico di Simone Santoleri

Sentito dalle telecamere di Rai Tre anche l’amico di Cingoli della pittrice, quello del gruppo di preghiera di cui faceva parte, che ha fatto partire la denuncia il 16 ottobre, Tonino Beccacece.
«Non rispondeva e non leggeva i messaggi – ha detto Beccacece – andava fatto qualcosa, bisognava muoversi e prendere coscienza». Stando al gruppo di preghiera la pittrice non si sarebbe mai allontanata per così tanto tempo perché il 19 ottobre doveva firmare le pratiche per prendere la pensione. Una cosa che attendeva da tempo e fortemente voluta. Per questo è stata fatta la denuncia di scomparsa. Anche una amica di Simone ha parlato, al telefono, con “Chi l’ha visto?”. «Lo conosco per tutte le sue mattanze – ha detto – inventa cose assurde. Trattava il papà male, lo fa dormire nel ripostiglio. Nutriva rancori contro la mamma. Odia le donne ». Simone Santoleri, invitato in diretta ad intervenire sulle dichiarazioni sul suo conto, dalla conduttrice Federica Sciarelli, non è mai uscito dall’abitazione di Giulianova per rispondere.

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