Foto della figlia scambiate sul web, genitori detective fanno aprire un’inchiesta: tra gli indagati una 18enne e una 30enne

Sette persone coinvolte nei reati di detenzione, divulgazione di materiale pedopornografico, sfruttamento e induzione alla prostituzione. Coinvolte le provincie di Ancona e Macerata. Indagini partite da una famiglia del Fabrianese che ha trovato immagini osé della figlia 17enne

Foto di repertorio

ANCONA – Foto osé della figlia minorenne scambiate via internet e sulle quali qualcuno ci avrebbe anche guadagnato denaro. Genitori detective fanno partire un’inchiesta per pornografia minorile, sfruttamento e induzione alla prostituzione sempre di minorenni. Abbraccia la provincia di Ancona e quella di Macerata l’indagine ancora nella fase embrionale che ha portato a sette indagati e al conferimento da parte della procura dorica di una consulenza informatica per telefonini, macchine fotografiche, schede di memoria ed altri supporti magnetici sequestrati dai carabinieri.

Al centro della vicenda immagini e filmati osé di minorenni, riprese e fotografate nude, fatte girare attraverso gruppi social quali Viber, WhatsApp e Facebook.

Tra i sette indagati due sono donne: una 18enne del Fabrianese e una 30enne di Falconara. Coinvolti anche cinque uomini, tutti con più di 40 anni, di cui quattro residenti tra Fabriano e Genga e uno a Porto Recanati.

A due persone sono contestati i reati di induzione e sfruttamento della prostituzione mentre agli altri solo la detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico.

La vicenda è ancora tutta da accertare ma stando ai primi elementi alcune minorenni sarebbero state spinte a farsi fotografare e filmare nude o parzialmente in cambio di un compenso in denaro.
Il caso è esploso i primi giorni di settembre quando padre e madre di una 17enne del Fabrianese si sono recati a Cerreto D’Esi, dai carabinieri, per denunciare la presenza di foto osé della figlia diffuse attraverso internet. Il 4 settembre è stato disposto il verbale di perquisizione sui soggetti indagati e relativi a supporti informatici quali computer, cellulari e perfino una macchina fotografica. Ieri il conferimento da parte della procura, il pm titolare delle indagine è Mariangela Farneti, al tecnico informatico Luca Russo che avrà ora 30 giorni di tempo per scandagliare il materiale e capire se ci sia qualcosa di compromettente. Al consulente è stato chiesto di valutare tutte le foto esplicite o meno con o senza atti sessuali purché giudicate succinte.
Alla 18enne, difesa dall’avvocato Ruggero Benvenuto, viene contestata solo la detenzione di materiale pedopornografico. Stando al suo legale è estranea ai fatti e non è mai entrata a far parte di un gruppo di scambio. Se è passato del materiale sarebbe stato contro la sua volontà.

Ieri, al conferimento dell’incarico al tecnico informatico scelto dalla procura, sono stati chiamati a partecipare anche gli altri avvocati degli indagati, i legali Fabrizio La Rocca, Francesco Scaloni, Marcello Marcellini, Emanuele Perugini, Enrico Carmenati e Ekaterina Piazzolla.