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Ancona

Finti vaccini, le prove sui telefonini: affidata maxi consulenza su 40 dispositivi

Sono iniziate ieri le operazioni peritali dell’analista forense Luca Russo sui dispositivi informatici sequestrati ai 50 indagati dell’inchiesta sull’indebito rilascio del green pass

L'infermiere coinvolto nell'inchiesta sui falsi vaccini in tribunale durante uno degli interrogatori

ANCONA – La Procura cerca la prova della corruzione e per farlo dovrà scandagliare quaranta dispositivi, per lo più cellulari. È stato affidato ieri l’accertamento tecnico all’analista forense Luca Russo che avrà sessanta giorni di tempo per estrapolare tutti i dati e fare le copie da consegnare alla squadra mobile. Va avanti spedita l’inchiesta sui finti vaccini che l’infermiere Emanuele Luchetti avrebbe inscenato all’hub del Paolinelli e coordinata dal sostituto procuratore Ruggiero Dicuonzo. Dopo l’affidamento dell’incarico sono iniziate subito le operazioni ieri pomeriggio. 

I primi dispositivi ad essere analizzati sono stati quelli di uno dei quattro intermediari indagati, quelli dell’avvocato Gabriele Galeazzi: sono due cellulari. La difesa del legale, gli avvocati Andrea Battilà e Riccardo Leonardi hanno nominato un consulente di parte, un super esperto di sicurezza informatica che ha lavorato anche con enti governativi e militari, Francesco Arruzzoli. Anche la dirigente dell’agenzia regionale sanitaria, Lucia Spazzafumo, ha scelto di affiancare un proprio esperto alla ctu della Procura e il suo avvocato, Marina Magistrelli, nominando Davide Tura, consulente informatico della Procura di Rimini che ha già partecipato ad altre consulenze di parte nelle Marche, da ultimo la Lanterna Azzurra. La terza nomina di parte, Antonio Cilli, di Pescara, docente di informatica giuridica, è stata fatta da uno dei 45 indagati che avrebbero fatto consapevolmente il finto vaccino pagando l’infermiere. Tra il materiale ci sono anche 4/5 tablet e un Apple Watch.