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Ancona

Al via ad Ancona il Festival sotto il Conero, il direttore artistico Berti: «Che bello fare da autista a Mogol»

Prenderà il via sabato 14 maggio la seconda edizione del Festival sotto il Conero. Il direttore artistico Berti: «Ci ispiriamo al Cantagiro. Vi aspettiamo in finale»

L'evento finale si svolgerà al Cinema Teatro Italia di corso Carlo Alberto

ANCONA – Riparte il Festival del Conero, giunto alla sua seconda edizione ed ispirato al vecchio Cantagiro. «Sarà una kermesse per tutti e per tutti i gusti». Ad assicurarlo, è il direttore artistico del festival anconetano, Gianluca Berti.

Il direttore artistico del Festival, Gianluca Berti

Lui, che di mestiere è autista dei bus, ha da sempre intrecciato la propria vita con la musica. La dice lunga il suo viaggio in macchina con Mogol, entrambi a bordo di un’Alfa Romeo 155. La guida e la musica. Mogol lato passeggero, Berti, invece, al volante. E via di aneddoti e racconti su Adriano Celentano, Lucio Battisti e Rino Gaetano.

Le audizioni del Festival prenderanno il via domani (sabato 14 maggio): «Audizioni che si terranno in streaming per chi non è marchigiano e in presenza, il giorno dopo, per chi abita nel territorio». L’appuntamento, il 15, è a Camerano a Villa Jazz Camuria.

Gli iscritti quest’anno, fa sapere Berti, sono «78, provenienti da 12 regioni d’Italia». Sabato, verranno selezionati 8 cantanti per categoria e sezioni, come spiega il patron del festival: «Abbiamo due categorie, una dedicata ai giovani (15-38 anni) e una ai senior (dai 39 anni in su)».
Ogni categoria è divisa in due sezioni: cover e inediti. I 32 che passeranno le audizioni del 14 maggio si sfideranno il 3 giugno al Cinema Teatro Italia di corso Carlo Alberto ad Ancona, dove si terranno le due sessioni di semifinali. Sarà il 4 giugno il giorno della finalissima.

Partner dell’evento l’associazione culturale Sulvic, dei figli di Sulpizi e Vico, i due impresari del rock che scoprirono Adriano Celentano e curarono gli interessi delle stelle della musica italiana, da Gianni Morandi a Patty Pravo.

Ma torniamo al viaggio con Mogol… «Giulio Rapetti (vero nome di Mogol, ndr) è una persona fantastica. Tutto iniziò grazie a un concorso canoro a cui ero iscritto, dalle parti di Rimini» ricorda Berti con un pizzico di nostalgia. «Ricordo tutto di quel giorno: era luglio 2012 e io partecipavo come finalista a un concorso canoro in Romagna, dove presidente di giuria era Mogol. Quella finale, però, non si tenne per via di un diluvio che ci impedì di cantare all’aperto». Mogol – aveva deciso l’organizzazione senza aver previsto l’acquazzone – sarebbe tornato a Bologna, accompagnato da un tassista, amico dell’organizzatore.

«Senonché – prosegue Berti – il diluvio ci aveva stravolto tutti i piani e il tassista avrebbe smontato a mezzanotte. Ma erano le 21 e praticamente non si poteva più cantare a causa della pioggia. Mogol quindi doveva tornare a casa e dietro al palco la gente si chiedeva chi lo potesse accompagnare. Passai di lì per caso, intercettai questi discorsi, e mi proposi di portarlo io a Bologna, nonostante dovessi andare nella direzione opposta, ad Ancona».

«Ti pare che non mi facevo 200 chilometri in più di strada per Mogol? In macchina, su quell’Alfa Romeo 155 perfettamente pulita, parlammo di tutto e di tutti, da Lucio Battisti ad Adriano Celentano passando per Rino Gaetano».

Berti si occupa del festival da 5 anni, ma la musica la ama da una vita. L’appuntamento, dunque, è al Cinema Teatro Italia: per le semifinali – precisano dall’organizzazione – l’ingresso è libero, per la finale – invece – i biglietti potranno essere prenotati al numero 3516668052 (segreteria del Festival sotto il Conero).