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Ancona

Ferragosto: Ancona chiude per ferie. Arrivano i croceristi, ma i pubblici esercizi rispondono picche

Ferragosto da record di transiti in porto. Ci si aspetta un riscontro anche sul centro città ma gli esercizi di Ancona rispondono con la serrata

Ancona, il porto

ANCONA – Attesi 32 mila passaggi tra imbarchi e sbarchi al porto. E a ferragosto attraccherà pure la Marella Explorer 2, con a bordo molti stranieri principalmente anglosassoni. Dunque un weekend potenzialmente da record in città, e Ancona che fa? Va in ferie. Giustamente. Il 90% dei pubblici esercizi del centro hanno deciso che il 14 e 15 agosto si va al mare. Per carità, scelta legittima. Ma non si era detto tanto sulla vocazione turistica del capoluogo? Quell’imprinting che è sempre mancato e che, invece, si sarebbe dovuto recuperare per mettersi al passo con i tempi e diventare più attrattivi. Tante parole, ma a fatti sembra che l’attitudine poco ospitale Ancona non voglia perderla.

La serrata

Tra oggi e domani, se ci si avventura lungo le vie del centro storico, rimane facile effettuare la conta delle attività aperte per ferragosto. Si contano sulle dita di una mano. Ancona si presenta all’arrivo dei turisti con una bella serrata dei pubblici esercizi. «Ma non conviene stare aperti – afferma Giordano Andreatini, titolare della Trattoria Clarice in va del Traffico – io un tempo lo facevo quando stavo al Caffè Giordano, ma non c’era gente. Così da quella volta ho deciso che il 14 e il 15 agosto resterò chiuso». Oltre al rischio di impattare in due giornate più deboli dal punto di vista degli affari, anche se sulla carta i numeri dei transiti in porto direbbero il contrario, sono anche altre le ragioni che hanno spunto la maggior parte dei commercianti a dare forfait. «Siamo aperti 360 giorni all’anno – spiega Corrado Bilò della trattoria La Moretta – il personale è stanco, meritano un paio di giorni di riposo per ricaricare le energie». Dello stesso avviso Simone Boari titolare di Rosa Food: «saremo chiusi il 14 e 15 agosto nella nostra attività di corso Mazzini per far riposare i ragazzi – dice l’imprenditore – mentre resteremo aperti nei nostri punti vendita di corso Matteotti e a Marinadorica».

Punti di vista

Ovviamente gli operatori avranno fatto tutte le valutazioni del caso prima di arrivare alla decisione di non aprire nei giorni a cavallo del ferragosto, però il colpo d’occhio che riceveranno quei turisti che vorranno allungarsi fino in centro per cercare un posto dove andare a mangiare sarà sicuramente avvilente. Eppure c’è chi non la vede così. Punti di vista. «Per noi è un successo – dice Massimiliano Polacco, direttore generale di Confcommercio Marche – un tempo non ce n’era nemmeno una di attività aperta a ferragosto, mentre quest’anno ce ne saranno. Poche, è vero. Ma ci saranno. Questo vuol dire che i servizi minimi ai turisti saranno garantiti». Però, che non si dica dopo che Ancona non ha una vocazione turistica. Sembra una volontà, più che una condanna. «Ma se si vuole far diventare Ancona una città dalla vocazione turistica – ribatte Marco Pierpaoli, segretario generale Confartigianato Ancona Pesaro-Urbino – bisogna costruire una programmazione che abbracci tutto l’anno che offra delle condizioni per cui gli operatori abbiano un vantaggio a restare aperti anche nel giorno di ferragosto». A conti fatti, qualcuno ha considerato che forse il gioco non vale la candela. «Il costo del personale raddoppia a ferragosto – spiega Andrea Cantori, referente locale di Cna Ancona – e col rischio di fare incassi non all’altezza della spesa, a molti non conviene stare aperti». Tutto rispettabile e condivisibile. Ma resta il fatto che alla prova del nove la città mette in campo una performance di accoglienza tra le più risicate mai viste. Per numero delle attività aperte, sia chiaro. Non per qualità, che rimane sempre alta ed apprezzata. Però se non fosse per il Caffè Giuliani, il Bar Angolo, il Liberty e poco altro, un turista che volesse fare un giro per le vie del centro penserebbe di essere stato catapultato in un deserto.