Favorire l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità visiva: l’iniziativa UICI

La nostra intervista ad Alina Pulcini, presidente del Consiglio regionale Marche dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti

Un momento dell'iniziativa: " “Bellezza da vedere. Quando il make up aiuta a stare meglio”.

ANCONA- Non solo centralinisti, ma anche addetti alla segreteria e all’ufficio relazioni con il pubblico. Sono diverse le mansioni che le persone con disabilità visiva possono svolgere e proprio per favorire il loro inserimento lavorativo, è pronto a partire il progetto “Vediamoci al lavoro” organizzato dal Consiglio regionale Marche dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI).

Alina Pulcini, presidente del Consiglio regionale Marche dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti

L’Uici è una Onlus riconosciuta dallo Stato, è attiva a livello nazionale, regionale e territoriale. Nelle Marche opera in Consiglio Regionale e nelle sezioni di Ancona, Ascoli Piceno, Macerata e Pesaro Urbino. La nostra intervista ad Alina Pulcini, presidente del Consiglio regionale Marche dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, per capire la realtà delle persone con disabilità visiva.

Presidente che cosa fa esattamente l’Associazione?
«L’Uici tutela le persone con disabilità visiva, dalla culla fino alla pensione, cercando di garantire i loro diritti: diritto all’istruzione, al lavoro, al tempo libero. Per quanto riguarda l’istruzione ci avvaliamo anche dell’Irifor, un ente di formazione accreditato dal Miur e della Regione Marche».

Quante persone sono associate?
«Nelle Marche abbiamo 1.500 iscritti. Sono soprattutto persone adulte, molte con disabilità visiva a causa di patologie senili».

Quali attività proponete?
«Corsi di informatica, corsi brail per insegnanti di sostegno, servizi di accompagnamento e formazione».

In che modo fate fronte alle difficoltà che incontrano quotidianamente le persone con disabilità visiva?
«Nei primi anni di vita del bambino diamo un supporto psicologico alle famiglie e le mettiamo in contatto con degli specialisti. Per l’inserimento scolastico occorre un insegnante di sostegno oppure domiciliare; occorrono sussidi appositi affinché l’alunno con disabilità visiva possa apprendere come gli altri. L’inserimento lavorativo è tutelato da particolari leggi. Importante in tutto questo è il rapporto con le istituzioni e tra le varie sedi dell’associazione c’è sempre raccordo».

Secondo Lei c’è bisogno di più sensibilizzazione?
«Sì occorre più sensibilizzazione perché la disabilità visiva è poco conosciuta. È necessaria una maggiore attenzione alle nostre problematiche e, per questo, facciamo delle iniziative per coinvolgere l’opinione pubblica».

Ci sono delle iniziative in programma?
«”Vediamoci al lavoro”. È un progetto che coinvolge 10 nostri ragazzi: faranno un tirocinio extracurriculare finalizzato all’inserimento lavorativo. Questo perché le persone con disabilità visiva possono fare altri tipi di professione, non solo il centralinista. L’evento di lancio è in programma il 28 giugno in Regione ed è patrocinato dal Consiglio regionale e da associazioni di categoria. Per poter far partire questa iniziativa abbiamo partecipato a dei bandi, inoltre abbiamo iniziato una raccolta di foundraising per avviare tirocini finalizzati all’inserimento lavorativo. Vogliamo sensibilizzare le aziende e far capire che a volte, per lavorare, a una persona con disabilità visiva basta un ingrandimento del pc o uno screen reader, ovvero una sintesi vocale che legge lo schermo».

Quali altri lavori possono svolgere le persone non vedenti e ipovedenti?
«Con la giusta formazione e gli ausili adeguati, le persone con disabilità visiva oggi possono essere occupate come addette alla segreteria o all’ufficio relazioni con il pubblico».

UICI

La tecnologia rappresenta un supporto importante nella vita quotidiana?
«La tecnologia è davvero importante, aiuta a risolvere i problemi di gestione quotidiana. Basti pensare alla domotica: rilevamento luce accesa o spenta, contagocce, termometri e bilance sonori. Lo smartphone permette di mandare sms e grazie a delle app apposite è possibile partecipare nei social. A tal proposito una decina di giorni fa, al Museo Omero di Ancona, c’è stato l’Accessibility Days, manifestazione di rilevanza nazionale che per il secondo anno si è tenuta nel capoluogo dorico. Sono stati presentati strumenti che favoriscono l’accessibilità, giochi, musica ecc…».

Quali sono le iniziative più importanti che avete organizzato recentemente?
«Sempre al Museo Omero, un paio di settimane fa si è tenuto l’evento “Bellezza da vedere. Quando il make up aiuta a stare meglio”. Con professioniste del settore abbiamo fatto lezione di ginnastica facciale e prove di trucco. È stata un’iniziativa molto partecipata, vogliamo replicarla anche nelle sedi territoriali. Ad ottobre presenteremo gli sport per non vedenti e ipovedenti. Fare attività fisica è molto importante».