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Ancona

Cic/Fbc/Saf: «Vinta la battaglia contro la variante urbanistica Montedomini. Dopo 10 anni il Comune la ritira»

Il consigliere Calcina: «Se non avessimo resistito con il ricorso al Tar, oggi l’area agricola di fronte alla chiesa di Santa Maria della Misericordia e sotto la collina di Montedomini sarebbe stata deturpata da decine di condomini»

La variante Montedomini
La variante Montedomini

FALCONARA MARITTIMA – Dopo dieci anni di opposizione e ricorsi da parte di Cittadini in Comune e Ondaverde Onlus, il comune di Falconara ritira la variante urbanistica Montedomini/Castelferretti.

Loris Calcina, consigliere CiC/FBC/SAF

«Le motivazioni che i consiglieri di maggioranza hanno scritto nella mozione che ieri sera ha dato il via alla cancellazione della Variante Montedomini – dichiara Loris Calcina, consigliere Cic/Fbc/Saf – sono le stesse che sostenemmo nel 2008 nella battaglia consiliare di opposizione con la neonata lista civica CiC e che scrivemmo nel ricorso al Tar Marche presentato da Ondaverde Onlus, ovvero evitare il consumo di suolo e l’inesistenza della necessità di nuove abitazioni.

Se non avessimo resistito per 10 anni con il ricorso al Tar, oggi l’area agricola di fronte alla chiesa di Santa Maria della Misericordia e sotto la collina di Montedomini sarebbe stata deturpata da decine di condomini. Ringraziamo tutti i castelfrettesi che ci hanno aiutato e tutti i consiglieri comunali di CiC e FBC che si sono dati il cambio nei consigli comunali degli ultimi 10 anni e con caparbietà e trasparenza hanno difeso quella scelta: Carlo Brunelli, Fabio Talevi, Dante De Fanis, Riccardo Borini e Lara Polita».

Nel 2008 – 2009, Ondaverde Onlus e Cittadini in Comune si opposero alla Variante anche con altre motivazioni, ovvero «deturpamento di un territorio che la nostra comunità ha giudicato di grande valore paesaggistico apponendo un vincolo di inedificabilità; mancanza di garanzie di risoluzione del problema idraulico della zona, che anzi si aggravava; costi di gestione aggiuntivi per la collettività determinati dalla massa di nuove residenze; progetto che derivava da una trattativa tutta privata, senza riferirsi ad un progetto di città condiviso dai cittadini».

«Ci sono voluti 10 anni – continua Calcina – affinché queste ragioni prevalessero sulla miopia urbanistico/politica di un’amministrazione comunale ininterrottamente al governo della città dal 2008. Dieci anni fa Ondaverde Onlus e Cittadini in Comune (e, oggi, Fbc e Saf) contrastarono con ogni mezzo legittimo e lecito lo scempio di Montedomini anche per altri due ulteriori ragioni fondamentali. Innanzitutto perché avevamo colto l’identità di quel luogo che è nell’anima dei castelfrettesi: il mondo di Villa Montedomini e la Chiesa dei Ferretti rappresentano gli ingressi alla campagna. Essere indifferenti a quel contesto significava uccidere l’anima del castelfrettesi. Inoltre se avessimo evitato di usare anche lo strumento legale e di diritto del ricorso al Tar Marche per contrastare quella nefandezza, saremmo stati omertosi e complici di quell’operazione. Saremmo stati come quei politicanti che non danno seguito alle parole».

«È per questa coerenza e fermezza – continua Calcina – che fummo attaccati con veemenza dall’Amministrazione comunale del Popolo della Libertà (e soprattutto dal Sindaco Brandoni). La giunta Brandoni non si aspettava di trovarsi di fronte chi fa seguire i fatti alle parole. Per porre fine a questo incubo ci sono voluti 9.916,43 euro messi di tasca propria dai cittadini e dalla piccola associazione Ondaverde Onlus che ancora rappresento. Ma soprattutto ci sono volute l’unità, la caparbietà e la trasparenza di tutti i consiglieri comunali di Cic e Fbc che si sono dati il cambio nei consigli comunali degli ultimi 10 anni».