Raffineria, ok del ministero per l’Aia nonostante l’incidente dell’11 aprile

L'autorizzazione integrata ambientale per l'Api di Falconara è stata rinnovata l'11 maggio scorso e pubblicata in Gazzetta il 28 maggio. Polemica sui social perché il Comune non ne ha dato notizia

Il sopralluogo dei vigili del fuoco dopo le prime esalazioni (Foto: Ondaverde Onlus)

FALCONARA – I cittadini erano rimasti alle 12 prescrizioni che il sindaco Goffredo Brandoni aveva fatto mettere nero su bianco per l’ok all’autorizzazione integrata ambientale necessaria alla raffineria Api per continuare ad operare per i prossimi 12 anni. Questo dopo le esalazioni di idrocarburi che ad aprile hanno reso l’aria irrespirabile per una settimana, a causa di un trafilamento dal tetto di un serbatoio in manutenzione. L’11 maggio scorso il ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare ha firmato per il rinnovo dell’Aia, pubblicato poi il 28 maggio scorso sulla Gazzetta Ufficiale, per l’esercizio della raffineria per gli impianti di combustione a ciclo combinato a gassificazione integrata e della centrale termoelettrica a ciclo combinato da 580 mw.

Con un tam tam su Facebook i cittadini hanno appreso oggi la notizia attraverso un post del candidato consigliere del M5S, Marco De Grandis e sul social network si è scatenata la polemica perché il Comune non lo avrebbe reso noto, ad una settimana esatta di distanza dal voto per le amministrative. Le prescrizioni erano state elencate da Brandoni il 3 maggio scorso, alla conferenza dei servizi convocata dal ministero dell’Ambiente proprio per l’Aia da rilasciare al petrolchimico. Precedentemente, la stessa giunta guidata da Brandoni, aveva deciso all’unanimità parere contrario al rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale per la raffineria anche in seguito all’incidente delle esalazioni avvenuto l’11 aprile al serbatoio TK61. Un parere vincolato alle attestazioni di Arpam e Asur sui parametri ambientali e sanitari. Sull’incidente al serbatoio la Procura ha aperto un’inchiesta e ci sono 16 indagati già raggiunti dall’avviso di garanzia.