Falconara, opposizione: «La doppia posizione dirigenziale di Brunetti è incompatibile»

M5S, Lega, Pd, CiC/FBC/SAF hanno presentato tre importanti documenti e invitano la Giunta a chiedere un chiarimento all'Anac sulla posizione dirigenziale del Comandante della Polizia locale che è anche dirigente ai Servizi Sociali

Il comandante della polizia locale di Falconara Alberto Brunetti e il sindaco Stefania Signorini
Il comandante della polizia locale di Falconara Alberto Brunetti e il sindaco Stefania Signorini

FALCONARA MARITTIMA – Sulla situazione dirigenziale del Comandante della Polizia Municipale di Falconara, Alberto Brunetti, che è anche dirigente ai Servizi Sociali, le forze di opposizione vogliono vederci chiaro e chiedono che «l’Amministrazione formuli all’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) un quesito chiaro e condiviso tra maggioranza e minoranza».

Durante la recente riunione della Commissione consiliare Affari generali, convocata anche per discutere della segnalazione sulla posizione del comandante falconarese inoltrata dal segretario regionale dell’Ugl Vincenzo Marino, il segretario generale del Comune di Falconara Francesco Maria Nocelli aveva chiarito che la figura di comandante-dirigente della polizia locale «non è incompatibile, né in conflitto di interessi, con il ruolo di dirigente ai Servizi sociali», in quanto la «legge di stabilità per il 2016 prevede espressamente la non esclusività del ruolo di dirigente della polizia locale per permettere risparmi sul personale dirigente».

M5S, Lega, Pd, CiC/FBC/SAF, però, hanno presentato tre importanti documenti che il Segretario dell’Ugl regionale aveva illustrato nel corso dell’audizione presso la Commissione consiliare. Innanzitutto, il 13 giugno 2018 l’Ispettorato per la Funzione Pubblica del Dipartimento della Funzione Pubblica presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri rispose al quesito posto dal Sindacato regionale Ugl delle Marche, spiegando che «per orientamento Anac n.19 del 10 giugno 2015, sussiste un’ipotesi di conflitto di interesse, anche potenziale, nel caso il cui al Comandante/responsabile della polizia locale sia affidata la responsabilità di uffici con competenze gestionali, in relazione alle quali compie anche attività di vigilanza e controllo».

«In seguito a questa nota – spiegano le forze di opposizione – il 28 giugno 2018, l’allora Segretario Generale nonché Responsabile della Prevenzione e Corruzione del Comune, la dott.ssa Rossella Bartolini, con una nota inviata anche all’Ispettorato della Funzione Pubblica, al sindaco Stefania Signorini, all’ANAC e alla Dirigente Del Fiasco, riconobbe la necessità di approfondimenti giuridici della questione. La nota della Bartolini fu il primo riconoscimento del problema all’interno dell’Amministrazione comunale dopo che lo stesso sindaco Signorini ci aveva convissuto per anni senza batter ciglio dato che Brunetti è stato suo diretto dirigente ai Servizi sociali e alla Cultura. Infine il 23 luglio 2018 il Vice Prefetto di Ancona nonché Dirigente per l’Ispettorato della Funzione Pubblica del Dipartimento della Funzione Pubblica presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri aggiunse un nuovo tassello alla problematica: rispondendo ad un quesito relativo ad una situazione verificatasi in un Comune dell’anconetano e molto simile a quella del Comandante Brunetti, sottolineò “l’evidente pericolo che il ruolo di controllore e controllato finiscano per sommarsi in un’unica figura”».

«La dott.ssa Bartolini fu informata anche di questo orientamento del Vice Prefetto – spiega l’opposizione – ma, improvvisamente e sorprendentemente, dopo qualche mese il sindaco Signorini rimosse la Bartolini dall’incarico di Segretario Generale e Responsabile della Prevenzione e Corruzione. Sostituzione che, di fatto, ha determinato il blocco dell’approfondimento della problematica. Ci chiediamo come mai sembra che l’Amministrazione osteggi il chiarimento della situazione, tutt’altro che limpida, dei plurimi incarichi del dott. Brunetti. Non siamo assolutamente certi che dopo la Commissione consiliare del 29 aprile si arriverà a coinvolgere direttamente l’Autorità Nazionale Anticorruzione, come chiesto espressamente da noi». Per M5S, Lega, Pd, CiC/FBC/SAF, la «doppia posizione dirigenziale di Brunetti (Comandante di PM e Dirigente ai Servizi sociali) è di totale incompatibilità. Questa incompatibilità è chiara alla luce dell’orientamento nr. 57 del 2014 dell’ANAC con il quale il dott. Cantone ha sottolineato l’incompatibilità di ruoli tra chi occupa la posizione di Dirigente di Polizia Locale e contemporaneamente è Dirigente di altri settori dello stesso ente, soprattutto se queste aree sono ad alta corruttibilità. E il settore dei Servizi sociali è considerato dall’ANAC un settore ad alta corruttibilità. Le incompatibilità, se esistono, esistono sempre e nessuna Legge di Stabilità ha mai preteso di eliminarle».