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Ancona

Falconara, Federici attacca su scuole e piscina. Barchiesi: «Colpa del centrosinistra»

Per il consigliere di Italia Viva «negli ultimi 12 anni di governo della città il centrodestra non è stato in grado di costruire nulla, ad eccezione dell’ampliamento della scuola primaria Alighieri»

banchi di scuola
Aula scolastica

FALCONARA MARITTIMA«L’ampio ventaglio di strutture scolastiche, sportive e del tempo libero sono state tutte realizzate dalle giunte di sinistra e di centrosinistra che si sono succedute negli anni, mentre negli ultimi 12 anni di governo della città il centrodestra non è stato in grado di costruire nulla, ad eccezione dell’ampliamento della scuola primaria Alighieri di Falconara Alta».

Lo sostiene Franco Federici, capogruppo di Italia Viva, per il quale «le giunte Brandoni e Signorini non sono state in grado di programmare neppure le necessarie spese per la manutenzione e la ristrutturazione delle strutture pubbliche esistenti, tanto che con l’apertura del nuovo anno scolastico ci saranno inevitabili disagi per famiglie e alunni che frequentano alcune scuole».

Franco Federici

Federici critica la Giunta anche per la vicenda della piscina comunale, «chiusa dal mese di marzo scorso a seguito del Coronavirus e che non sarà più riaperta, per problemi di degrado e instabilità della copertura, fino al nuovo anno. Dopo tre anni dalla conosciuta necessità di rifacimento della copertura della piscina si sceglie una struttura pressostatica per recuperare qualche mese nei tempi di esecuzione e questa scelta è sbagliata in quanto deve essere adattata a una struttura esistente ed è foriera di problemi di gestione e di manutenzione».

«Le scuole falconaresi realizzate dal centrosinistra sono per lo più obsolete, – replica l’assessore ai Lavori Pubblici Valentina Barchiesi – costruite da più di mezzo secolo e con criteri alquanto superati, per questo l’amministrazione comunale di Falconara da anni è impegnata in una vera e propria corsa contro il tempo per chiudere le falle che puntualmente si aprono in ogni quartiere della città, non appena vengono concluse le verifiche di vulnerabilità sismica, obbligatorie su tutte le strutture pubbliche strategiche dal 2001. Ne sono un esempio le ex scuole Marconi, poi le Dante Alighieri, le Leopardi ed ora le scuole Giulio Cesare. Le giunte di centrosinistra se avessero ben governato avrebbero loro stesse già realizzato le verifiche sismiche. E invece le verifiche sismiche sono iniziate solo nel 2008 con le prime amministrazioni di centrodestra.

Valentina Barchiesi

Per giunta lo stesso centrosinistra ha lasciato ai falconaresi un indebitamento di 90 milioni di euro e per intervenire sulle strutture pubbliche è necessario partecipare a bandi e attenderne l’esito: l’amministrazione comunale non può semplicemente mettere mano al portafogli, perché questo è stato lasciato vuoto proprio da chi ora critica. È la voglia spasmodica di visibilità del consigliere comunale di Italia Viva, concentrato sulle prossime elezioni regionali, a indurlo a dichiarazioni incaute perché l’unica struttura che è stata dichiarata inagibile in vista del nuovo anno scolastico è la scuola Giulio Cesare e gli alunni delle altre scuole menzionate resteranno al loro posto, a meno che dovessero sorgere esigenze legate all’emergenza sanitaria».

Quanto agli interventi di manutenzione, la Barchiesi spiega che «nonostante le difficoltà di bilancio questi sono stati programmati ed eseguiti puntualmente. Solo per le strutture sportive ricordo, tra gli altri, il completo rifacimento del fondo in erba sintetica degli stadi Neri e Amadio, quelli sulle palestre cittadine, sul campo da tennis e sulla stessa piscina comunale, oggetto di numerosi lavori, l’ultimo dei quali per il rifacimento degli esterni si è concluso nel dicembre scorso».

Proprio sulla piscina comunale l’assessore ai Lavori pubblici intende focalizzare l’attenzione: «Tra tutte le strutture analoghe fatte costruire dalla Provincia 30 anni fa, quella di Falconara ha oggi bisogno di interventi strutturali come quella di Ancona. Gli altri Comuni, come ad esempio Osimo, hanno dovuto eseguire già da diversi anni interventi radicali». Quanto alla scelta di realizzare una copertura con il pallone pressostatico, «questa è dettata da esigenze di economicità e flessibilità, perché molto più economico rispetto alla struttura in legno e con la possibilità di avere una piscina scoperta in estate.

Il pallone pressostatico, soprattutto, ha tempi di realizzazione molto più brevi e permetterebbe di riaprire la piscina di via dell’Artigianato nel giro di pochi mesi. Siamo dovuti intervenire immediatamente perché la struttura ha subito un veloce deterioramento negli ultimi tempi. Le consulenze già affidate restano in piedi: ai professionisti è stato indicato di progettare la demolizione della copertura esistente. Tutto questo è stato già spiegato ai consiglieri di opposizione nelle sedi istituzionali, ma evidentemente l’esponente di Italia Viva preferisce apparire, a costo di generare confusione nei cittadini, piuttosto che fare l’interesse della città».