Esalazioni dall’Api, la Procura nomina anche un consulente chimico

Oltre ad un ingegnere la magistratura ha incaricato un altro esperto per la perizia in raffineria, sul serbatoio TK 61 dal quale si è verificato il trafilamento di idrocarburi che ha reso l'aria irrespirabile per una settimana. Servirà a capire di che liquido si è trattato. Partita la perizia

Il sopralluogo dei vigili del fuoco dopo le prime esalazioni (Foto: Ondaverde Onlus)

FALCONARA – Non solo un ingegnere che dovrà capire cosa sia successo al tetto del serbatoio TK 61 ma anche un esperto di chimica che dovrà accertare che sostanza è trafilata dalla cisterna rendendo l’aria irrespirabile in tutto il comune per una settimana. Lo ha nominato la Procura per l’inchiesta sull’Api dove sono indagate 16 persone, tutti i vertici della raffineria, compreso l’amministratore delegato. Questa mattina è stato conferito l’incarico ad entrambi, l’ingegnere Grabriele Annovi, originario di Modena ma residente dal 2008 a Camerata Picena e Sergio Cozzutto, chimico e socio fondatore di una azienda specializzata, a Trieste, in consulenze ambientali. Anche gli indagati hanno nominato un proprio perito di parte, Ubaldo Grassini di Novara. Nel primo pomeriggio hanno raggiunto tutti la raffineria per l’acquisizione della documentazione che precederà l’avvio delle perizie sul serbatoio. Un accertamento che andrà avanti per settimane. Quello che la Procura intende accertare sono le cause che, a partire dall’11 aprile scorso, hanno portato al trafilamento della sostanza contenuta nel serbatoio che era in manutenzione, di che liquido si è trattato (l’Api aveva parlato di nafta utilizzata per pulire la cisterna prima della bonifica) e in che quantità l’esalazione è arrivata nell’aria respirata dai cittadini.