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Ancona

Falconara si oppone alle barriere progettate da Rfi. Il sindaco: «Vogliamo l’arretramento dei binari»

Deturpamento paesaggistico, incremento dell’inquinamento e taglio dei parcheggi tra i motivi della contrarietà. Come soluzioni alternative il Comune propone innovazione tecnologica della infrastruttura e del materiale rotabile

Incontro tra il sindaco Stefania Signorini e i cittadini

FALCONARA MARITTIMA – Il sindaco Stefania Signorini e la Giunta sono contrari alla realizzazione del “muro” fonoassorbente, alto fino a 10 metri, che Rfi vuole realizzare lungo la linea ferroviaria Adriatica, struttura che ridurrebbe l’impatto acustico del passaggio dei treni, ma impedirebbe totalmente la vista del mare. Tra i motivi della contrarietà: il deturpamento paesaggistico, l’incremento dell’inquinamento e il taglio dei parcheggi. Motivi che il sindaco, insieme agli assessori Valentina Barchiesi e Clemente Rossi, ha ribadito oggi pomeriggio, nella Sala del Leone, durante l’incontro con i cittadini coinvolti dagli espropri di Rfi.

L’amministrazione comunale di Falconara che, ha votato appena un mese fa una mozione sostenuta dalla maggioranza, dalla Lega e dal M5S, resta convinta del progetto di arretramento della ferrovia, per il quale sta dando battaglia con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che renderebbe una spesa inutile l’installazione della barriera. «Chiederemo adeguato parere della Soprintendenza e ci confronteremo con la Regione e con il Ministero – ha detto il sindaco Signorini – per contrastare questa soluzione tanto impattante, per far sì che vengano trovate soluzioni alternative. Falconara è un Comune costiero, ma con la barriera il centro abitato sarebbe ancora più separato dal mare, già isolato dalla presenza stessa della ferrovia. Il nostro territorio è già stato ferito abbastanza.

Sin dal 2010 Falconara si era fatta capofila dei Comuni interessati dall’opera, da Senigallia ad Ancona e aveva sollecitato un incontro cui avevano partecipato anche i rappresentanti di Provincia e Regione, oltre ai tecnici di Rfi. All’epoca, nel dicembre 2010, era stato chiesto di insonorizzare piuttosto le case affacciate sui binari e da allora Rfi non aveva più scritto in merito al progetto. Il Comune di Falconara non ha dormito», ha concluso il primo cittadino in riferimento alle critiche del consigliere di Cittadini in Comune Loris Calcina, che «oggi propone la stessa soluzione prospettata nel 2010 dal Comune, ma praticamente impossibile da realizzare secondo Rfi».

Troppo impattante sotto l’aspetto paesaggistico, per la Signorini la barriera anti-rumore penalizzerebbe Falconara anche «sotto l’aspetto viario, perché l’allestimento del cantiere comporterebbe per cinque anni, pari alla durata dei lavori, l’occupazione di una striscia di strada larga un metro, annullando anche i parcheggi sul lato mare». Questa è una delle osservazioni che il Comune di Falconara, entro domani (29 novembre), presenterà nei confronti di Rfi: lo stesso ente locale, come molti residenti, è passibile di esproprio, in gran parte temporaneo perché legato alla realizzazione dell’opera, ma comunque di durata tale da paralizzare la mobilità cittadina dato che interesserà via Flaminia, l’arteria principale del territorio.

Inoltre il Comune intende fare presente che lo studio dell’impatto acustico risale a un’epoca precedente al bypass e quindi «non più attuale, perché con il bypass stesso sarà fortemente ridotto il transito di treni merci». Ai residenti gli amministratori hanno espresso forte solidarietà. È stato fatto presente che oltre all’impatto visivo negativo, il muro potrebbe avere, così come ipotizzato anche dall’Università Politecnica delle Marche, «conseguenze pesanti per l’ambiente: accentuerebbe l’inquinamento perché impedirebbe alla brezza marina di disperdere gli inquinanti e incrementerebbe la rumorosità del traffico perché il metallo avrebbe un effetto amplificatorio».

Come soluzioni alternative alle barriere il Comune proporrà investimenti tecnologici similmente a quanto consigliato e già in fase di studio degli organismi tecnici dell’Unione Europea per ridurre la rumorosità dei treni. Tra gli adeguamenti e le innovazioni, la sostituzione delle rotaie, delle ruote (quelle più moderne si sono rivelate molto meno rumorose), dei ceppi dei freni dei treni merci, il rinnovo del parco dei convogli, l’individuazione di una migliore gestione del traffico ferroviario che riduca al minimo il passaggio dei treni di notte.