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Ancona

Falconara, Calcina e Pd: «L’assessore alla Polizia Locale è un tecnico dell’Api». Baia replica

Sul rimpasto di Giunta a Falconara, il consigliere delle liste civiche CIC/FBC e SAF e i dem non fanno sconti. È scontro con l'amministrazione

Nella foto da sin: l'ex assessore Giacanella, il sindaco Signorini e il neo assessore Baia

FALCONARA MARITTIMA – «Il sindaco Signorini ha nominato assessore con delega alla Polizia locale Raimondo Baia, un tecnico della raffineria Api. Nominandolo, il Sindaco ha creato, di fatto, un conflitto di interessi». La denuncia è di Loris Calcina, consigliere comunale delle liste civiche CIC/FBC e SAF, che domanda: «Ora i controlli che si eseguiranno per le esalazioni o i sopralluoghi che si renderanno necessari nella raffineria chi li farà, gli operatori di PL o direttamente il neo assessore Baia?».

L’assessore allo Sport e Cultura Marco Giacanella ha lasciato infatti l’incarico in Giunta per esigenze di lavoro e, al suo posto, è entrato Raimondo Baia, consigliere di Uniti per Falconara. Falconarese doc, 44 anni, Raimondo Baia lavora come tecnico operativo ed è padre di due bambini. Il nuovo assessore ha le deleghe allo Sport, alla Polizia locale e alla Polizia amministrativa.

Loris Calcina

Calcina spiega che «il conflitto di interesse di questa nomina è evidente leggendo l’art. 78 del TUEL che, riguardo ai doveri e alla condizione giuridica degli Amministratori locali, recita: “Gli Amministratori (…) devono astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri“. Non è forse un interesse proprio il mantenimento del posto di lavoro nella raffineria la quale – per l’impatto quotidiano sulla vivibilità della città – deve essere attenzionata anche dalla Polizia Locale? È inconcepibile fare finta di non sapere, come ha fatto il Sindaco Signorini, che la raffineria è argomento di Giunta comunale e di Consiglio – dove siederà il Tecnico dell’Api Baia – che investe l’urbanistica, la sicurezza, la salute, l’ambiente fino agli incidenti per i quali la Giunta ha il diritto di costituirsi parte civile in eventuali rinvii a giudizio per responsabilità che emergeranno».

Sulla nuova nomina di Baia, sono però intervenuti anche gli esponenti falconaresi del Partito Democratico. «In giunta un ennesimo rimpasto. Avevamo assistito – denunciano – a un via vai di assessori che lasciano le deleghe, ad altri che se ne vanno sbattendo la porta, assessorati fantasiosi e parcellizzati. La tanto sbandierata competenza per il ruolo istituzionale è praticamente inesistente. Avevamo visto di tutto, ma con la scelta del nuovo assessore l’Amministrazione riesce a stupirci una volta di più con la scelta di una persona irriverente verso il ruolo che liberamente ha scelto di occupare, come dimostrano i contenuti delle sue esternazioni social, poco incline al protocollo e più legato alle regole “fai da te”. Ma quello che ci preoccupa di più è la scelta del tipo di assessorato che gli è stato assegnato. Come si può scegliere un tecnico, dipendente della raffineria, come capo della Polizia Comunale? Quella stessa Polizia che dovrebbe vigilare sul corretto operato dell’Api? Non si corre il rischio, così facendo, di creare un pericoloso corto circuito, un incredibile conflitto di interessi? Sarà così solerte, il nuovo assessore, nell’inviare pattuglie per controllare i purtroppo frequenti episodi di fastidiosissime e nocive esalazioni a cui è sottoposta la cittadinanza?».

Non si è fatta attendere la replica del neo assessore Baia e della maggioranza di Falconara. «Male non fare, paura non avere. Ritengo che le persone vadano valutate a posteriori – replica Baia – e non a priori. In questo caso saremmo in presenza di un pregiudizio politico. L’onestà verso gli altri, la correttezza e la serietà marcano la differenza tra persone serie e meno serie. I valori che mi hanno dato i miei genitori li porterò con me e saranno di riferimento anche per la mia famiglia. Un conto sono gli attacchi politici e la libera critica. Altra cosa sono illazioni che leggo anche sui social, che feriscono non me, ma chi mi sta vicino e che attualmente sono al vaglio dello studio legale che tutela il mio nome. La persona onesta nulla deve temere. Lascio ad altri il compito di spargere veleno».

Il resto dell’amministrazione comunale si schiera al fianco del nuovo assessore. «Stupisce l’attacco scomposto del Pd – è la posizione dell’amministrazione – che parla di ennesimo rimpasto, di assessori che sono andati via sbattendo la porta. Forse sono confusi, perché a Falconara nessun assessore se ne è andato sbattendo la porta. Il Pd evidentemente dà per scontato che tutte le maggioranze siano litigiose, come puntualmente avviene nel centrosinistra. Con il loro attacco, i Democrat falconaresi dimostrano di non ricordare la storia recente della città e di non conoscere nemmeno le regole dell’attività amministrativa: non sanno che un assessore non può ordinare né impedire gli interventi che gli agenti di polizia locale devono portare avanti in qualità di pubblici ufficiali. Sembrano avere in antipatia le persone che lavorano e che ricoprono cariche pubbliche, forse perché in casa Pd spesso la politica è l’unica occupazione. Siamo contenti che la minoranza, in assenza di argomenti concreti, si fossilizzi su questi aspetti marginali di nessun interesse per la comunità, che glielo farà capire relegandola ancora una volta all’opposizione».